#IoVotoNO, contro il metodo, il merito e quell’idea vecchia di politica

Io domenica 4 dicembre voterò NO e spero che lo faccia anche la maggioranza di quelli che andranno a votare. Non solo per il metodo e il merito con cui è stata prima imposta e poi votata questa riforma, ma soprattutto per l’idea politica che esprime, ben sintetizzata in quell’audio allucinante di Vincenzo De Luca.

Un’idea politica fondata sul peggio dei vizi e dei mali italiani (clientelismo, affarismo, conflitti di interessi, sottogoverno, lottizzazioni politiche), che piega le istituzioni ai propri interessi e apre la strada alla privatizzazione della democrazia. Mi fanno ridere quelli che votano Sì perché a votare NO ci saranno Berlusconi, Salvini e quei pezzi di destra che non votano Sì solamente perché non invitati al banchetto dei vincitori. Basta vedere il patetico gioco delle parti di un Berlusconi incapace di controbattere all’obiezione che questa riforma, nel metodo e in parte nel merito, ricalca la sua: non siamo noi che difendiamo lo Spirito della Costituzione ad aver cambiato idea, ma tutti quelli che in questi mesi si sono adeguati al conformismo della parabola del nuovo che in realtà rappresenta quell’idea di politica che più vecchia non si può.

Non è un problema nostro se persone che per anni hanno cercato di aggredire la Costituzione oggi sono schierate a sua difesa: lo fanno per ragioni elettorali e politiche, ma a noi non interessa. Non siamo noi ad aver cambiato idea: a farlo sono quelli che continuano a sostenere un signore che fa cose di destra con la destra al governo, ricordandosi ogni tanto di distribuire pannicelli caldi come la legge sulle unioni civili per tenere buona la “Sinistra”. Noi non andremo al governo con Salvini e Berlusconi, loro invece ci sono già stati allegramente negli ultimi cinque anni.

Sostenere che votare sì è meglio di niente significa non avere a cuore l’interesse del Paese, perché si passerebbe da una legge fondamentale dello Stato che ha unito il Paese per 68 anni ad una che non solo è scritta coi piedi ed è dannosa per il funzionamento delle istituzioni ma spacca il Paese in due, tra quelli che vogliono dimostrare di saper cambiare (e in realtà non cambieranno proprio nulla, perché votando Sì voteranno per la stessa idea di politica che governa questo Paese da 150 anni) e quelli che, come noi, il cambiamento lo vogliono per davvero, a partire dai comportamenti.

Hanno occupato tutto, dalle televisioni ai giornali, fino addirittura alle pagine satiriche di Facebook. Tolgono bandiere europee per poi rimetterle, sventolano schede elettorali inesistenti e utilizzano la legge di bilancio per creare un clima elettorale favorevole (togliendo 50 milioni di euro ai bambini malati di tumore a Taranto per darli ai golf club), promettendo di tutto a tutti (quindi altro che riduzione dei costi della politica, aumenteranno).

Questa legge finanziaria non è altro che l’anteprima dell’Italia che verrà se vincerà il Sì: istituzioni più deboli, paese diviso e caste e clientele che manterranno intatte i propri privilegi e che saranno lì pronte ad attendere il pagamento di tutte le cambiali che il premier sta firmando nei suoi giri per l’Italia. La promozione di De Luca a commissario della sanità è solo la punta dell’iceberg dei tanti piccoli o grandi favori politici che il premier dovrà rendere ai vari “boss”, come li chiamava Enrico Berlinguer nella famosa intervista a Scalfari.

A proposito dell’ex-segretario del PCI, indegnamente tirato in ballo dal fronte del Sì, e di quell’intervista, eccone un passo che potrebbe essere tranquillamente utilizzato oggi per descrivere la situazione attuale:

“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”. La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi. Per la DC: Bisaglia in Veneto, Gava in Campania, Lattanzio in Puglia, Andreotti nel Lazio, De Mita ad Avellino, Gaspari in Abruzzo, Forlani nelle Marche e così via. Ma per i socialisti, più o meno, è lo stesso e per i socialdemocratici peggio ancora…”

Se vincerà il Sì, non conteranno di più i cittadini, conteranno di più i “boss” e i “sotto-boss” di oggi. In un’orgia del potere talmente sguaiata e indecente che in uno scenario politico composto da Riforma+Italicum con un ballottaggio PD-M5S i grillini finiranno per prendersi tutto. Non è con il NO che si consegna il Paese a Casaleggio, bensì il contrario. E non è con una riforma della Costituzione che si moralizza il sistema politico e partitico italiano o si ferma l’ondata di populismo, generata banalmente da quell’orgia del potere che da noi va in scena da cinquant’anni (e ogni tentativo di mettervi fine è stato stroncato o nel sangue come per Moro o con i tradimenti parlamentari come per Prodi).

Volete dare la possibilità a Matteo Renzi di pagare quelle cambiali, srotolando un tappeto rosso verso il potere assoluto ai boss e ai sotto-boss a livello locale, regalando invece il governo del Paese al Movimento 5 Stelle? #bastaunsì. Se invece vi è rimasto ancora un po’ di amore nei confronti di questo Paese, nella fiducia nelle nostre possibilità di cittadini di combattere lo status quo, “le caste”, la vecchia politica e le sue clientele, allora domenica 4 dicembre votate NO.

Elias Canetti diceva che “uno che continua ad obbedire perde la libertà. Libertà significa fermare tutto e poter dire NO“. L’unico atto veramente progressista e rivoluzionario nell’Italia dei ricatti, della palude e delle clientele sarebbe quello di votare liberamente contro quel vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia che domenica tenterà di dare l’ultima spallata all’unica cosa che ha arginato il suo potere in questi anni: la Costituzione nata dalla Resistenza antifascista.

P.S. Se vincerà il Sì, noi non smetteremo di lottare, anzi, continueremo a combatterli con ancora più forza e veemenza. Lor Signori, le loro clientele e il loro modo indegno di far politica sono avvertiti.

32 commenti su “#IoVotoNO, contro il metodo, il merito e quell’idea vecchia di politica”

    • Caro Franco, come abbiamo scritto nell’articolo:

      Non è un problema nostro se persone che per anni hanno cercato di aggredire la Costituzione oggi sono schierate a sua difesa: lo fanno per ragioni elettorali e politiche, ma a noi non interessa. Non siamo noi ad aver cambiato idea: a farlo sono quelli che continuano a sostenere un signore che fa cose di destra con la destra al governo, ricordandosi ogni tanto di distribuire pannicelli caldi come la legge sulle unioni civili per tenere buona la “Sinistra”. ;)

    • Bisogna votare NO per difendere la Costituzione! Se almeno ci è rimasto un briciolo di quel senso patriottistico che ci accomunava.Non pensate ai partiti o ai movimenti,quelli, tutti , e dico Tutti fanno politica! Dobbiamo pensare alla LIBERTA’ ,alla libertà per i nostri figli, che noi anziani non siamo stati capace di trasmettete loro un bel NULLA , almeno la LIBERTA’ !!! Quella gliela dobbiamo.

  1. IO Beppe Capoferri voto SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

  2. Io voto SI e non mi interessa chi vota cime voto io. Come dall’altra parte non mi interessa chi vota no. Qui non si vota con o contro qualcuno ma pensando e leggendo quello che sarà o non sarà la nuova costituzione.
    Se dovessi votare contro qualcuno voterei NO perché voto contro Renzi. Ma a me queste modifiche piacciono e quindi voto SI.

  3. Il problema non è votare con fi , salvini, Berlusconi , Meloni ecc. I’ importante é votare x difendere la democrazia la COSTITUZIONE non appartiene a nessun partito quindi meditare bene x non fare i coccodrilli dopo

  4. io voto “NO”,perche’non mi fido di chi ha scritto questa riforma perche’sono gli stessi che hanno fatto la “buona scuola”perche’sono gli stessi che hanno fatto il “jobs act”perche’sono gli stessi che hanno fatto la “legge Fornero”…il mio sara’un NO convinto.

  5. Se l”Italia è in crisi non è colpa della costituzione ma delle scelte e della disonestà di quei politici che ora fanno finta di voler cambiare in nome di una democrazia migliore….w la rivoluzione morale, io voto NO

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