Il PCI votò coi fascisti

 

Pensavamo che dopo l’esauriente articolo pubblicato sul sito web di Enrico Berlinguer non ci fossero più piccoli provincialotti che provassero a usare la faccia dell’ex-segretario del PCI per propagandare le ragioni del Sì al referendum del 4 dicembre. Anche perché quando si usano questi mezzucci significa che gli argomenti ufficiali sono insostenibili (come vi spieghiamo nel nostro speciale in 10 articoli di approfondimento). pd-berlinguer-referendum

E invece stamattina spunta una foto per il web, a firma del “gruppo facebook  PD di Matteo Renzi”, in cui si afferma: “Ai compagni che oggi votano con i fascisti ricordiamo che mai il PCI votò assieme ai fascisti“. Con il volto di Enrico Berlinguer sullo sfondo.

Ecco, vorremmo ricordare ai compagni che oggi votano con quelli che sono gli eredi culturali del craxismo e del berlusconismo che il PCI votò con i fascisti in una consultazione referendaria: correva l’anno 1985, ci si confrontava sulla scala mobile.

A favore del Sì, quindi per l’abrogazione della legge varata dal Governo Craxi, erano il PCI, Democrazia Proletaria, i Verdi e il Movimento Sociale Italiano.

Una preghiera a Lor Signori, strumentalizzate pure Enrico Berlinguer nella vana speranza di raccattare qualche voto, ma almeno la storia, per favore, studiatela.

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About Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

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120 comments

  1. Berlinguer se fosse vivo sputerebbe negli occhi uno per uno a tutti i pidokki

  2. Michele lanzillotta ci fa contenti sapere che voti si
    penso che tutti abbiano diritto ad esprimersi anche chi è admffetto da cecità intellettuale

  3. Quando si è in mano ai “giornalai” tocca sentire stronzate di tutti i tipi. Tanto per intenderci i “giornalai” sono quelli che si sentono “grandi giornalisti” e chiamano chi non “ripete e non accetta” le stronzate propinate dalla TV di “regime”, populisti.
    In pratica il termine “populista” oggi ha sostituito il termine “comunista” di un tempo.
    Una volta i “comunisti” erano quelli che pensavano all’interesse del popolo, oggi sono quelli che pensano all’interesse dei cittadini ad essere chiamati “populisti”.
    Populista, lo dice la parola stessa, è il popolo, tutto il resto, cioè tutto ciò che non è populista, è CASTA, LOBBY, BANCHE e MULTINAZIONALI !!!!

  4. Abbiamo strumentalizzato la Resistenza e ora la Costituzione

  5. comunisti di oggi ma dove cazzo stanno e una vita che remano contro

  6. Io voto si ma ricordatevi i primi a votare l’abolizione della scala mobile e stato il PCI.

  7. Gli stessi che lasciano il nome di Gramsci sull’attuale Unita’…poco da aggiungere

  8. Una strumentalizzazione becera e inconcludente…..
    Detto ciò dovremmo concentrarci di più sui contenuti della riforma e cercare di ragionare sulla bontà o meno dei cambiamenti a cui siamo chiamati a decidere.
    Per esempio il bicamerilsmo imperfetto non funziona!è logoro e blocca qualsiasi proposta di legge. Al di là di chi sostiene questa riforma non si può affossare o sostenere una legge sollo sulla base di chi l’ha scritta. Siamo chiamati a decidere su una legge, non su un partito.
    Altro esempio sarebbe l’incongruenza tra i senato delle regioni e la virata centralistica imposta dalla stessa legge. E’ chiaramente un pasticcio pericoloso.
    E di esempi ce ne sarebbero ancora….

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