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Grillo non si può leggere con gli occhiali del secolo scorso

Quando, a muro di Berlino ancora in piedi, sebbene scricchiolante, Ulrich Beck scriveva “la società del rischio“, una delle critiche principali che mosse alla sociologia tradizionale è che non aveva più gli strumenti giusti per leggere la nuova società, quella del rischio, appunto, che era andata a sostituirsi, con la “seconda modernità”, alla società industriale. L’allora imperante “nazionalismo metodologico” doveva lasciare il passo ad un nuovo “cosmopolitismo metodologico“, per poter affrontare “lo studio delle reti transnazionali, che sono in formazione e alterano la fisionomia degli stessi stati nazionali“.

Allo stesso modo oggi un’analisi del Movimento 5 Stelle richiede strumenti, o meglio, occhiali diversi rispetto al passato, e per una ragione molto semplice: il M5S è un ibrido che non si può inquadrare all’interno delle vecchie etichette, perché prende un po’ da uno, un po’ dall’altro e fa della sua “non ideologia” il collante ideologico che tiene insieme tutto quanto.

Quando si notano assonanze con i discorsi di Mussolini o di Hitler, oppure ci si scandalizza per la straordinaria aderenza di certe dichiarazioni sul fascismo a quelle di Silvio Berlusconi, sarebbe ridicolo definire Grillo o il suo movimento neo-fascisti: le somiglianze esistono, e fanno mal pensare, perché tra l’altro i discorsi per giustificarle sono gli stessi che si facevano ai tempi dell’affermazione della Lega Nord o di Mussolini, ma sarebbe davvero ingenuo definire il Movimento 5 Stelle fascista perché presenta alcune caratteristiche che lo ricordano (dal rapporto diretto con la piazza, l’assenza di mediazione, il linguaggio violento, lo squadrismo 2.0 sui social networks che colpisce qualsiasi voce fuori dal coro, fino all’anti-parlamentarismo).

Anche perché, allo stesso modo, è francamente improponibile definire il Movimento 5 Stelle di “sinistra” solo perché è contrario al TAV, sostiene la green economy, parla di energie rinnovabili, sostiene un riavvicinamento tra eletti ed elettori e il reddito di cittadinanza, chiede pulizia nelle istituzioni e vuole la legge sul conflitto di interessi.

Non è nemmeno di tradizione liberale, benché molti tra i suoi attivisti insistano sul concetto di libertà e propongano “lo stato minimo”, sul modello americano, e pensano alla rete come mezzo di emancipazione delle masse (e se la Rete la controlla un regime dittatoriale, come in Cina, come la mettiamo?)

L’ibrido, o il Giano bifronte a 5 stelle, ha ragione quando sostiene di non essere né di destra né di sinistra, ma non perché le superi o perché queste due etichette non significhino più nulla: semplicemente è il prodotto di 20 anni di incapacità della Sinistra di darsi una nuova identità e di una diffusa egemonia politica e culturale del berlusconismo, a cui non si è saputo rispondere né politicamente né culturalmente.

Nasce cioè dalle ceneri di una democrazia sempre più violentata e diventata democrazia dell’applauso e del balcone, ma non per rifondarla: semplicemente sfrutta la situazione a suo vantaggio, come farebbe qualsiasi movimento politico con tutte le carte in regole per conquistarsi la maggioranza dei consensi nelle urne.

La strana creatura (ai tempi del PCI si parlava di giraffa, un animale strano, ma che esiste) è giovane e rischia di sfuggire al controllo del proprio leader proprio perché, rispetto ai partiti personalistici a cui siamo abituati, non ha fatto il passo ulteriore: non si è messo in gioco, non è entrato in Parlamento, non ha alcuna garanzia che qualcuno “tradisca” ammaliato dai privilegi della Casta.

Il comico, del resto, con la satira dissacrante mette a nudo il potere e lo rende umano, togliendogli l’aura divina e totalizzante che cerca di assumere: il comico che si butta in politica per conquistare il potere (non per sé, ma per gli altri) è un abominio che non esiste in natura e può portare a disastri, anche con le migliori intenzioni del mondo.

Si è detto, guardando all’analisi dei flussi elettorali, che il Movimento 5 Stelle sarebbe interclassista come la DC e che ha pescato dappertutto, soprattutto tra gli astenuti: si può quindi benissimo parlare di un ibrido destra-sinistra tenuto assieme, come dicevo all’inizio, dalla “non ideologia“, che paradossalmente diventa a sua volta l’ideologia che tiene insieme tutti i pezzi.

E’ ancora presto per capire se, in tempi di modernità liquida, un movimento talmente eterogeneo finirà per consolidarsi più a destra che a sinistra: certamente la sua funzione, per certi versi positiva, rischia di portare il paese nuovamente a destra, come accade sempre ad ogni crisi economica del capitalismo che si rispetti. Anche perché, nel frattempo, la Sinistra è desaparecida e considera come sua ultima speranza Matteo Renzi, già sconfitto alle primarie, versione nostrana della Tatcher, che andava al potere 30 anni fa, quando ancora si pensava che il mercato fosse la soluzione (si son visti i risultati).

Con una Sinistra così conciata e una destra che pensa solo a Berlusconi, il M5S andrà ad occupare un vuoto bipartisan. Il problema è: quali soluzioni offre ai problemi politici, culturali e sociali che la “modernità liquida” ha posto? Perché aldilà degli auspici sulla “buona amministrazione”, sotto il sole un’idea di società non c’è. Non ce l’ha nessuno, ma chi ha la presunzione di considerarsi “nuovo” qualcosa in testa, che non sia già visto, ce lo dovrebbe avere.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

15 commenti

  1. Ciccio, dall’analisi dei flussi elettorali, risulta interclassista come la DC, ma definirla DC cybernetica mi pare azzardato… non hanno le stesse caratteristiche dello scudo-crociato. Sono un ibrido, appunto, in continua mutazione… bisogna vedere su che posizioni si consolideranno nel lungo periodo. Per ora hanno ragione loro a dire che non sono né di destra né di sinistra, perché prendono pezzi da entrambi. Con i dati disponibili oggi, questa è una delle poche analisi serie che si possano fare, aldilà delle cose che anche noi pubblichiamo su certe derive… chiamiamole così… autoritarie…
    PF

  2. A me invece ricorda gli anni settanta, quando in tanti, votammo radicale perché portava avanti istanze sociali importanti (divorzio, aborto, ecc.) che la sinistra trascurava. Cosa poi siano diventati i radicali è da anni sotto l’occhio di tutti. Io non rifarò quell’errore

  3. pannella è vissuto col sogno mai realizzato di diventare almeno ministro della repubblica………..alla fine si è alleato con storace……..che brutta fine…..non avrà i valletti del senato nell’ultima ora……………….

  4. Sergio Marcello Rizzi attraverso Facebook

    Li ho votati e NON LI VOTERO’ MAI PIU’, ho comprato i libri di Grillo E NON LI COMPRERO’ MAI PIU’, ho comprato i DVD di Grillo e NON LI COMPRERO’ MAI PIU’.

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