A due giorni dall'apertura di QdS, enricoberlinguer.it ha subito un attacco DDoS che lo ha oscurato de facto da domenica. Se qualcuno pensa di poterci fermare così, non ha capito nulla di che pasta siamo fatti. Noi non ci fermiamo.

Scusate il ritardo

Scusate il ritardo, ma penso che ci perdonerete. Certo, il sottoscritto quando fondò questo sito web mai avrebbe immaginato che un giorno sarebbe entrato in odio a tal punto da meritare addirittura un attacco hacker (o meglio, cracker, ma spiego dopo la differenza).

In effetti, di gente parecchio scocciata per i continui successi che registriamo ce n’è. Insulti, offese, minacce, ne abbiamo ricevute a bizzeffe. Del resto, diceva Nietzsche, “L’invidia è la morale dei poveri.” E i nostri detrattori, in ultima istanza, sono solo dei poveracci che vivono della luce riflessa di quei satrapi e potentati di turno che stronchiamo senza appello. Stare dalla parte delle persone perbene e dei più deboli ha di queste grane, però volete mettere la soddisfazione di alzarsi la mattina, guardarsi allo specchio e non farsi schifo? E’ una sensazione che costoro non proveranno mai nella propria vita.

Più che un caso politico, il nostro oscuramento andrebbe denotato come caso psichiatrico: non sanno più cosa fare per farci chiudere (e figuriamoci ora che abbiamo riaperto). Prima minacciavano di querelarci, poi sono passati alla fase successiva, cioè hanno messo in moto la macchina del fango: non potendo attaccare Berlinguer e non potendo dire un’emerita fava su quello che scrivevamo, si sono messi in testa di diffamare il sottoscritto e il resto del gruppo, inventandosi chissà quali poteri occulti dietro di noi e chissà quali criminali propositi di scalata al potere.

L’ultima, per dire, è la pubblicazione forsennata di un mio profilo in un forum del Pd che risale al 2009, in cui mi ero iscritto perché il gestore voleva fare un evento su Berlinguer (poi naufragato, e infatti là si esaurisce la mia esperienza in quel forum). Lo dico qui, così vi risparmiate la fatica in futuro: non sono iscritto a nessun partito e non ho intenzione di farlo, né nel breve né nel lungo periodo.

Detto ciò, l’attacco è stato effettuato tra sabato e domenica. Non avendo mai avuto a che fare con attacchi del genere (mi hanno detto si è trattato di un DDoS), quando HostGator ci ha bloccato l’account per l’uso eccessivo di CPU (oltre il 25%), ho subito dato la colpa al nuovo hosting. Anche perché, dopo aver avuto su aruba picchi di 50mila lettori, andare in overload per 2000 mi sembrava davvero esagerato.

In effetti, però, in 10 minuti sono state inviate 87mila richieste al server, quindi loro non è che potessero fare altrimenti. Dunque ho lavorato domenica e lunedì per ottimizzare il sito e ridurre l’eventuale uso della CPU. Hostgator mi sblocca l’account, ma il sito ancora non si vede. Chiedo perché, ed ecco la mail che mi mette in allarme:

“Those sites are not working as they appear to be compromised. I am moving this ticket over to our security department so that they can get this cleaned up for you.”

Seguita da quella del security department di HostGator:

“We have discovered malicious content on your site as referenced below, and upon inspection we found that malware had indeed been injected into your account. The vast majority of injections are done by malicious users who have found exploits in scripts previously (and legitimately) installed on the account.”

Insomma, hanno utilizzato una falla nel vecchio tema grafico per infettare l’intero sistema di wordpress e anche i database… sfortuna loro ha voluto che avessimo i backups. Cosa che non mi ha evitato ore e ore davanti al PC per cercare di risolvere i problemi che gli hackers (o meglio, i crackers, perché gli hackers hanno un’etica, i crackers no) avevano provocato. Il tutto con un parziale dell’esame di relazioni internazionali in mezzo.

Ieri notte sono andato a letto alle 4. Non per vantarmi, né per chiedere una medaglia, semplicemente per far capire a chi dice che facciamo tutto questo per soldi, potere, fama che non ha capito proprio un bel niente (del resto, loro non sanno cosa significhi la parola “passione”).

Avviso ai naviganti: ci vuole qualcosa di più di un un attacco DDoS per metterci in ginocchio. Così come non bastano un po’ di bytes sparati contro il server per cancellare Enrico. Potete toglierlo di mezzo dalla rete per un po’, ma non riuscirete a cancellarlo mai dai nostri cuori. MAI.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

39 commenti

  1. adesso non ci sono individui che si possono chiamare parlamentari, ci sono opportunisti spietati senza regole !!

  2. Vi aspetto x le notizie e commentare con alti compagni/e.!!!!!!!!

  3. Da fastidio al potere ! Alla faccia della democrazia dichiarata….esiste solo la “democrazia” dei potenti e dei ladri

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