74 anni, ruba per fame. Ma ha un malore per la vergogna.

Livorno, novembre 2011. Sì, la notizia è vecchiotta, ma fa sempre un certo effetto leggerla. Un’anziana di 74 anni non ha i soldi per comprarsi da mangiare. Sembrano scene da primo dopoguerra, invece siamo nell’epoca dei tablet, degli Iphone, di Android che sta per superare Windows, di facebook che si quota in borsa per oltre 100 miliardi e della Fornero che non distribuisce caramelle.

Ruba qualche scatoletta di tonno al supermercato, cerca goffamente di nasconderle nel cappotto. Se fosse una ladra di professione non si sarebbe fatta notare, ma non lo è, si è sempre guadagnata il pane lavorando sodo. La scoprono subito, ma per la vergogna si sente male. Arriva il 118, la portano via. In questi mesi l’hanno aiutata come potevano. Ma quanti ce ne sono in Italia costretti a rubare per fame? Troppi. E non sono un numero su una statistica: sono persone in carne e ossa, e ti fa specie che gli stessi che vogliano costruire i cimiteri per i feti abortiti se ne sbattano altamente di loro.

Dicono che la lotta di classe è roba da Novecento. E’ assai probabile: ma la guerra tra poveri è una costante di ogni secolo.

Diceva Enrico Berlinguer che “se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e li oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia.

Cosa aspettiamo noi giovani a darci una mossa?

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