Veronesi insiste: “Monti, torniamo al nucleare!”

Della serie: “non mollo nemmeno di fronte all’evidenza e alla volontà popolare“, Umberto Veronesi, altro acquisto eminente del PD targato Veltroni, una vita passata a combattere i tumori, non si dà per vinto sul nucleare. E assieme ad altri 100 medici dell’associazione che presiede Galileo 2001 per la libertà e la dignità della Scienza, chiede a Monti di ripensarci sulle centrali nucleari.

Non che questo governo, da Clini allo stesso Monti, non tenti vie alternative per rendere inefficace il risultato dei referendum del 13 giugno. Ma oramai siamo al paradosso: “Fukushima non ha provocato vittime“, “la radioattività non è, come pensano molti, qualcosa di innaturale e di diabolico, ma qualcosa che è in natura, e che comunque ci permette di vivere sempre più a lungo“. Queste alcune delle deliranti affermazioni dei sostenitori del nucleare.

Arriva la replica a stretto giro di posta di Massimo Zucchetti sul Fatto, docente di Protezione dalle radiazioni al Politecnico di Torino e collaboratore del Mit, il Massachusetts Institute of Technology di Boston: in realtà l’incidente di Fukushima è stato “della massima magnitudine possibile, analogo a quello di Chernobyl” e “I rilasci sono stati notevoli, anche se principalmente acquatici. Ha poco senso citare le misure di radioattività ambientale a Tokyo, quando ancora oggi una zona di 30 chilometri intorno agli impianti è off limits”. Inoltre, le stime sul numero di decessi non immediati, ma ritardati dovuti alla radioattività sono in corso e parlano di migliaia di persone”.

Insomma, loro ci provano. Siamo noi che dobbiamo stargli col fiato sul collo, benché sia anche ora di fare degli investimenti seri per ridurre la dipendenza energetica dell’Italia dall’estero (pari all’82%). Semmai l’appello a Monti deve essere un altro: trovare i soldi per un piano di sviluppo energetico serio di medio-lungo periodo. Altro che centrali nucleari, sulle quali per altro c’è il macigno di una consultazione popolare.

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