Chi ha vinto sull’art.18?

Per Bersani la battaglia sull’art.18 è vinta. Per la Marcegaglia la riforma è un pasticcio. Per Monti “una riforma così la Confindustria se la sognava“. La Camusso abbozza e si dice sostanzialmente d’accordo, dopo giorni di trincea (o presunta tale).

Teatrino a parte, non vi sembra un copione già visto? Che qualcuno stia recitando la parte? Lo aveva scritto un nostro lettore commentando un nostro status su facebook: “Vedrete, cambieranno una virgola, ovvero non otterranno nulla, e poi andranno in giro a dire che hanno vinto.” E infatti proprio questo sta accadendo.

Qualcuno dice che questo governo è meglio di quello di Berlusconi? No, il Governo Monti (l’eversor cortese, come lo chiamo io) è semplicemente la protesi neoliberista di Berlusconi senza bunga-bunga. Il vecchio governo non avrebbe mai avuto la forza (sono 10 anni che ci provano, invano) per far approvare una riforma del lavoro del genere, che non cancella le 43 forme di lavoro precario, ma in cambio riduce le tutele e i diritti, anziché estenderli.

Hanno spacciato come provvedimenti a favore dei giovani per far passare la demolizione dell’art.18 la sua estensione per discriminazione in quelle aziende sotto ai 15 dipendenti e il termine massimo per il tempo determinato. Peccato che l’estensione dell’obbligo di reintegro nelle piccole aziende sia già prevista dall’articolo 3 della legge 109 del 1990, mentre il termine massimo dei 36 mesi per il tempo determinato è previsto dall’articolo 5 comma 4 bis del decreto legislativo 368 del 2001. 

L’articolo 18 è stato sfregiato, altro che vittoria: davanti all’evidenza di licenziamento ingiusto oggi il reintegro del giudice è la regola, domani diventerà l’eccezione. Come dice Monti “sarà un’ipotesi estrema assai improbabile“.

In questo modo però il PD non si spacca e non va al massacro alle amministrative, il suo popolo beota è contento, la Marcegaglia fa la parte dell’Orlanda furiosa per rendere il credibile il tutto e… il nostro eversor cortese potrà facilmente bloccare la discussione in Parlamento, ponendo l’ennesima fiducia. “Salvo intese“, ovviamente, con il Colle, che costituzionalmente non dovrebbe dettare l’agenda parlamentare, ma tanto, in virtù del furore antiberlusconiano, il popolo trinariciuto piddino ingoia tutto, anche gli strappi incostituzionali che prima li avrebbero portati a riempire le piazze.

Tutti contenti? Tutti felici? Andate a spiegarlo ai 360mila esodati di fronte ai quali la Fornero fa spallucce, andate a dirlo alle vedove di chi si è suicidato, andate a dirlo a noi giovani senza tutele e ai poveri in generale che la Ferilli vorrebbe tassare ancora di più.

Qua tutti che citano Berlinguer sulla Questione Morale, quando prima non se lo filava nessuno: ma costoro si ricordano anche cosa diceva Berlinguer sul lavoro davanti ai cancelli di Mirafiori, al suo ultimo comizio a Padova, sui diritti, sulla democrazia, sul capitalismo?

Eccone un esempio:

Decisiva è oggi, per il genere umano, la costruzione di un nuovo ordine economico internazionale, che sia rivolto a superare le condizioni di sottosviluppo, di arretratezza, di povertà e di fame in cui sono costretti a vivere ancora oggi centinaia di milioni di esseri umani.

Questo significa batter­si per una cooperazione economica internazionale fondata su rapporti di effettiva uguaglianza e di mutuo interesse, nel ri­spetto dell’indipendenza e della sovranità di ogni popolo e quindi opponendosi decisamente all’imperialismo, al colonialismo, al neocolonialismo, al razzismo e a ogni forma di ingerenza di uno Stato nella vita interna di un altro Stato.

(Enrico Berlinguer, da un comizio a Lisbona, 1979,http://www.enricoberlinguer.it/le-idee/il-governo-mondiale/un-nuovo-ordine-economico-internazionale)

Della serie: la classe non è acqua.

14 commenti su “Chi ha vinto sull’art.18?”

  1. Ha vinto Monti e Berlusconi e la Camusso ha solo evitato il peggio.

  2. la vittoria di monti, la sconfitta netta della camusso,la camusso sa bene che non ha ottenuto niente,non prendiamoci in giro.ti ha ribadito monti che non verra mai o quasi applicato,il reintrego,la camusso sa bene che doveva sparire la decitura del rimborso,invece cosi’ non è stato.camusso è ora che ti dimetti anche tu,sei impastata come gli altri.

  3. Possibile che diciamo sempre di no ad ogni riforma?ma non sento mai nominare il comp. Bertinotti per quello che ha fatto quando ha fatto dimettere il governo Prodi per consegnarlo a Berlusconi.Ricordo che il debito se cè lo dobbiamo anche ai governi di centrosinistra e quindi bisogna onorarlo.Ci dimentichiamo che con gli oneri ci sono anche i doveri

  4. Agostino, nel 1998 Bertinotti tolse la fiducia a Prodi, ma fu D’Alema che divenne presidente del Consiglio con i voti dell’UDR di Cossiga. Il debito è stato creato principalmente negli anni ’80 con i governi Craxi. Se lo ripagassero i suoi eredi. Durante i governi del centrosinistra il debito pubblico è diminuito. E onorare i debiti con le banche che hanno generato una crisi come questa chi l’ha detto che dobbiamo onorarli? PF

  5. è un compromesso e come tale c’è sempre qualcuno scontento ma penso che nella riforma vi siano anche cose positive soprattutto per l’ingresso al lavoro dei giovani. E poi il solo fatto che alla marcegaglia e al pdl non piaccia….potrebbe voler dire che qualcosa di buono c’è. Comunque ha ragione Agostino Bussu, che ci piaccia o no e chiunque li abbia generati, i debito dobbiamo onorarli, altrimenti vuol dire fallimento = Grecia.

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