Cos’è successo a #Ferguson, #USA

Ferguson è un sobborgo di Saint Louis, Missouri, dove il 9 agosto Michael Brown, un diciottenne nero, disarmato, è stato ucciso da un poliziotto. Secondo un testimone, Dorian Johnson, il poliziotto avrebbe sparato volontariamente a Brown, nonostante il ragazzo avesse le mani alzate. Secondo il dipartimento di polizia, invece, Brown avrebbe tentato di prendere la pistola d’ordinanza di Wilson, il poliziotto, il quale avrebbe sparato dopo essere stato ferito alla faccia. Da quel giorno ci sono state manifestazioni e scontri, anche violenti, per questo il governatore del Missouri, Nixon, ha inviato la Guardia Nazionale per mantenere l’ “ordine” e la “sicurezza”.

Secondo Newsweek il coprifuoco può essere imposto dalla polizia su base giornaliera, tanto che un’auto, domenica, è stata fermata prima del tramonto. Sono stati lanciati inoltre gas lacrimogeni contro i manifestanti e ci sono stati alcuni feriti, anche gravi, ma non è ancora stato individuato chi abbia sparato.

Don Lemon, giornalista della CNN, nel programma Tom Joyner Morning Show, ha sottolineato che quello che è accaduto a Ferguson non è nulla che non fosse prevedibile (è accaduto un fatto simile a Los Angeles). Le forze dell’ordine operano spesso e volentieri su base razzista e aggiunge che il bias è talmente radicato che quasi certamente molti bianchi hanno pensato che Michael Brown deve aver fatto per forza qualcosa di sbagliato: ai ragazzi neri, secondo Lemon, non è concesso il beneficio del dubbio.

La protesta si è allargata anche ad altre città, inclusa Oakland, dove un poliziotto è stato pestato da alcuni manifestanti.

Credo ci siano due riflessioni da fare. La prima non può che essere su base etnica: il cosmopolitismo all’americana ha fallito. Che i neri (e a seguire gli ispanici) siano oggetto di razzismo non è una novità, per strada come sul posto di lavoro. Che il forte senso nazionalista e patriottico degli americani non sia servito né a cancellare né tantomeno a diminuire questo razzismo è sotto gli occhi di tutti. Insomma, non basta essere americani per non essere neri.

La seconda va fatta sulle forze dell’ordine a cui non solo negli Stati Uniti, ma praticamente ovunque, viene concesso molto, forse troppo, in nome della nostra ossessione per la sicurezza. Vale la pena sparare ogni tanto a un uomo disarmato per mantenere l’ordine in una Nazione? Visti gli scontri di questi giorni pare proprio di no.

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"Non comanderò, né sarò comandato"

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