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#Berlinguer e il #Cile: così nacque il Compromesso Storico

Una delle principali armi usate da alcuni esponenti del Partito Democratico per legittimarsi di fronte agli elettori per essere al governo (da oramai 22 mesi) con Silvio Berlusconi è il continuo riferimento ai 3 articoli pubblicati su Rinascita nel 1973, nell’ultimo dei quali Enrico Berlinguer proponeva il compromesso storico.

Si dimenticano però sempre di ricordare il fattore scatenante di quella che Berlinguer chiamò “la strategia del Compromesso Storico”: l’11 settembre 1973 un colpo di stato in Cile promosso dagli USA rovesciò il governo socialista di Salvador Allende, provocando 30mila morti. Oltre 600mila cileni furono torturati dalle forze golpiste di Augusto Pinochet, che instaurò poi nel paese una delle più sanguinose dittature della storia dell’America Latina.

Il governo di Allende era stato fino a quel momento la prova che fosse possibile una terza via per il socialismo, nella democrazia e nella libertà: il brusco risveglio, in un Europa meridionale circondata da regimi fascisti (Spagna, Portogallo, Grecia), portò il leader del PCI a dichiarare addirittura che non fosse possibile governare con il 51% (e a ben vedere aveva ragione, stando ad un articolo di Filippo Ceccarelli, pubblicato su La Repubblica il 13 gennaio 2008: in caso di vittoria delle Sinistre erano già pronti gli “spaghetti italiani in salsa cilena“).

Quando elabora il compromesso storico, però, Berlinguer ha in mente un’esperienza precisa, quella tedesca della Grosse Koalition, che aveva visto la Cdu-Csu formare un governo con la Spd, fino ad allora mai ritenuta una forza di governo credibile, nonostante la svolta di Bad Godesberg del 1959. L’alleanza tra i due principali partiti tedeschi durò tre anni, dal 1966 al 1969, quando per la prima volta la Spd riuscì ad andare al governo in alleanza con i liberali della Fdp e a capo Willy Brandt.

Quello che voleva fare dunque Berlinguer con il “compromesso storico” era legittimare il Pci come attore di governo affidabile sulla scena internazionale, in modo da garantire un’alternativa al sistema di governo della Democrazia cristiana e dei suoi alleati, che per trent’anni avevano governato l’Italia. Era dunque un’alleanza temporanea, che aveva l’obiettivo di lungo periodo di riportare il Pci al governo, dopo la cacciata all’opposizione nel ‘47.

Aldo Moro era l’interlocutore naturale di Berlinguer, tanto che fu rapito proprio per questo: alla fine, il PCI resterà nella maggioranza solo fino al gennaio ’79, rompendo proprio sulle questioni economiche e del lavoro (già allora Andreotti voleva imporre, con il placet del PCI, il taglio della scala mobile). Epico fu il discorso di Berlinguer: “Forse qualcuno ha scambiato il nostro senso di responsabilità per arrendevolezza“. L’intento esplicito della DC di Andreotti era logorare il PCI al governo: cosa che gli riuscì benissimo. Eppure, il governo di solidarietà nazionale produsse la riforma più importante di quegli anni: il Servizio Sanitario Nazionale.

Negli ultimi 22 mesi di governi di larghissime intese, il dibattito politico è rimasto bloccato sui problemi di una persona e non si è nemmeno riusciti a cambiare la legge elettorale (però si procede a modificare la Costituzione in fretta e furia). Cercare di usare le analisi di Berlinguer per giustificare questo pasticcio non solo è storicamente errato, ma è anche disonesto politicamente: a certe indecenze, però, in Italia siamo abituati da un pezzo.

 

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

2 commenti

  1. giuseppe la rosa

    No, no e no!, non sono d’accordo con l’impostazione dell’articolo, sembra che Berlinguer abbia proposto il compromesso storico per paura di un golpe. Questa è follia. La chiesa e la DC cilene avevano chiesto il golpe e gli USA avevano acconsentito, ma Berlinguer chiese e ottenne che né DC né governo italiano riconoscessero mai Pinochet. Anche la Chiesa aveva iniziato dopo il concilio vaticano II un lentissimo cammino verso la resa filosofica ai laici , dopo più di 1500 anni di integralismo guelfo, di inquisizione e fascismo, Senza questi elementi al compromesso storico Berlinguer avrebbe preferito la morte. Quindici giorni dopo provarono a fare la pelle a Enrico in Bulgaria, dava fastidio all’equilibrio tra blocchi.

    • Non lo dico io che Berlinguer ha proposto il compromesso storico per colpa di un golpe: lo dice lui nei 3 articoli su Rinascita. Rileggersi i documenti storici, prima di mettere mano alla tastiera.
      PF

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