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Il PD su Berlusconi tace e continua a governare

Che Silvio Berlusconi sia stato condannato in primo grado lo sapete tutti. Lo sanno anche nel PD, ma fanno finta di niente e la stampa estera se ne accorge. Questo l’articolo di El Paìs, questo quello di Die Zeit (“nel PD regna il silenzio”).

Già perché forse a noi italiani sembra tutto normale, ma il nostro governo si regge su un patto con una persona interdetta a vita dai pubblici uffici. Perché il PdL senza Silvio Berlusconi non esiste e senza di lui non esistono nemmeno Enrico Letta e il suo governo.

L’ormai ex ministro Idem ha rassegnato le sue dimissioni per una storia di presunti abusi edilizi e di ICI non pagata. Ma Letta, nonostante il suo vice sia anche il vice e il prediletto di un condannato e interdetto, fa orecchie da mercante e resta lì al suo posto, come se quel Silvio Berlusconi con lui non c’entrasse un’acca. Che schifo.

Mi hanno stancato, forse perché mai mi hanno convinta, le ragioni di Stato, il bene del Paese. Per questi motivi abbiamo assistito senza fiatare alla rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale, ben 14 anni di presidenza. Nei Paesi Bassi è ormai prassi che il re o la regina, raggiunta una certa età e una certa lunghezza del regno, abdichi a favore del primogenito: la regina Beatrice l’ha fatto a 75 anni, Giorgio Napolitano a 88 anni ha di fronte a sé altre 6 primavere da Presidente della Repubblica. Che schifo, e dire che non ho nemmeno accennato alla trattativa Stato-mafia

Per il bene dell’Italia il Ministero dei Beni Culturali e quello del Turismo sono stati accorpati: tanto facevano pena tutti e due.

Per il bene dell’Italia Nunzia De Girolamo (laureata in giurisprudenza) fa la guerra agli OGM, ma anche un po’ all’UE e alla giustizia comunitaria:

Faremo un decreto a tre firme (…). L’Europa lo potrebbe impugnare [riferito alla sentenza di un mese della corte di giustizia dell’UE], è vero, e ci esponiamo a una violazione delle regole comunitarie. Però nei confronti della Francia, che ha bloccato le coltivazioni OGM con un provvedimento simile, Bruxelles non ha ancora avviato la procedura d’infrazione.

Un po’ come quelli che prendono la multa per divieto di sosta e non la pagano “che poi magari i vigili si dimenticano o perdono le carte”. Che schifo.

Cari dirigenti del PD mi fate schifo e mi fate vergognare. In nessun Paese civile un partito terrebbe in piedi un governo costruito con un condannato e interdetto. In nessun Paese civile un partito dichiaratamente di centrosinistra scambierebbe abbracci e sorrisi con un partito nato e cresciuto per salvaguardare dalla giustizia un imprenditore.

Ieri ho visto un documentario “Italy love it or leave it”. All’inizio ho pensato che il titolo fosse mal posto: ho lasciato l’Italia ma amo il mio Paese. Poi ho ripensato alla vicenda di Berlusconi, ai suoi seguaci, a 20 anni di politica, al PD, al M5S che sta lì a contarsi gli scontrini, alla mafia, ai piani energetici mai messi a punto (figuriamoci attuati), alla disoccupazione, alla FIAT, all’assenza totale dello Stato per chi si trova in difficoltà, al totale disinteresse per la ricerca scientifica e per il patrimonio culturale. Ho pensato a queste cose e a quel titolo, e per un attimo mi sono detta che avevo lasciato l’Italia perché non l’amavo più. A farmela odiare non è stato nemmeno Silvio Berlusconi, siete stati voi del PD.

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Laura Bonaventura

"Non comanderò, né sarò comandato"

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