berlinguerbenigni

Sì, lo confesso: non sono democratico

Dunque, così sarei un despota. Per alcuni sono anche immorale. Decisamente assomiglio a Grillo. Che dire: la gente è libera di pensarlo, di quelli che non conosco mi curo poco.

Dell’opinione di chi conosco e rispetto, da oltre tre anni, mi curo invece. Dell’opinione di chi considero fratello e compagno mi interesso a prescindere, se non altro perché tre anni di rapporto umano così intenso non può estinguersi come la fiamma di un fiammifero.

Io mi curo e mi sono sempre curato dell’opinione di Francesco Milione. Se così non fosse stato, questo blog e sito sarebbe certamente stato più povero. O meglio, sarei stato più povero io dal punto di vista umano e, di riflesso, lo sarebbero stati anche enricoberlinguer.it e Qualcosa di Sinistra.

Per tre anni Francesco ha avuto i miei stessi poteri di amministrazione, in ogni ambito, in ogni frangente: anzi, ha avuto persino più potere per due anni, visto che gestiva in maniera esclusiva, senza che io potessi accedervi, le donazioni che arrivavano per il sito web (ora che c’è l’associazione sono gestite da un collettivo).

Non ho mai voluto, infatti, che qualcuno pensasse mi arricchissi con il nome di Enrico, come invece sta andando tristemente di moda oggi: a dimostrazione di ciò, nonostante la valanga di accessi giornalieri, non c’è pubblicità su questo sito. Non c’è pubblicità perché trovo poco consono, ad esempio, che a fianco alle idee di Enrico sulle donne magari svetti il banner di una casa produttrice di intimo donna, con un’avvenente signorina semi-nuda che ti invita a cliccarci sopra.

Eppure, ho fatto i conti, con Google il sottoscritto, (che cura e gestisce enricoberlinguer.it in tutte le sue parti, ne cura i contenuti, ne ha creato i loghi, lo ha ideato pezzo per pezzo), potrebbe portare a casa la bellezza di 800 euro al mese. Uno stipendio. E invece no, sono qui che lascio le donazioni in stand-by per emergenza (263 euro in totale), sia mai che ci dovessero servire per qualcosa (come è accaduto in passato per i 90 anni di Enrico).

Io mi curo dell’opinione di Francesco perché per 3 anni non c’è decisione o innovazione al sito che prima non gli abbia proposto a lui in esclusiva e in anteprima e a cui lui abbia detto: “No, non mi piace, facciamo così.” Capite che un così idilliaco rapporto di convergenze totali e assolute sulla gestione ti identifica talmente con l’altro che, benché di due anni più giovane, lo definisci gemello a prescindere.

Mi è stupito e mi ha ferito molto, quindi, che tu, Francesco, abbia aspettato che io salissi sul treno per Roma, ben sapendo che non avrei potuto fare nulla, per lasciare il sito e il blog di cui eri il pari in capo, attaccandomi e denunciando mancanza di democrazia interna.

Stupito perché per tre anni non hai fiatato al riguardo, anzi, come dimostrano parecchie discussioni private su facebook e via mail tra te e me (tutte salvate, quindi non affrettarti a cancellarle come hai fatto per le pagine fan di Antonio Gramsci e Sandro Pertini che gestivamo, e dio solo sa se avresti distrutto anche quella di QdS e di Enrico Berlinguer se gli altri non ti avessero rimosso per me dall’amministrazione).

Ferito, perché un fratello, un compagno, un gemello, se ha dei problemi, alza la cornetta del telefono (come ho fatto io, ma tu non hai voluto rispondermi e continui a non rispondermi) e certe cose te le dice per lo meno in faccia (dopo essere venuto a dormire e a mangiare a casa mia direi che quanto meno la nostra amicizia/militanza comune se lo sarebbe meritato).

Le uniche due espulsioni dal blog, invece, non sono state ordinate dal sottoscritto, ma votate da tutto il collettivo dei blogger, come tu ben sai: nel primo caso perché anche allora si pretendeva che tra i likes della pagina ci fosse quella ufficiale del PD (e noi abbiamo sempre ribadito la nostra indipendenza ed equidistanza dal potere, proprio per non essere accusati di voler usare Enrico per farci i fatti nostri), nel secondo perché il blogger decise che “Qualcosa di Sinistradoveva difendere Casa Pound (danno di immagine tale da costringere la chiusura del blog per 2 mesi nell’attesa di riorganizzarlo per il terzo anniversario della fondazione di eb.it).

Per le dipartite passate e presenti, non ho mai cacciato nessuno: c’è chi se ne è andato perché non aveva tempo, chi perché non condivideva la famosa “linea politica“, che non esiste, perché è definita rispetto a quello che non siamo e per il resto ognuno è libero di gestire il proprio spazio come vuole. A tutti gli aspiranti blogger viene detto che ci sono cose che non sono consentite: fare campagna elettorale alle primarie per Bersani o Vendola o per entrambi, a seconda dei gusti del blogger, è una di queste.

Dunque, se gente che ha chiesto uno spazio (e gli è stato dato) senza alcuna censura preventiva e senza alcun veto sulle materie da trattare (tranne l’usare il proprio spazio per fare propaganda a questo o a quello), pretende invece di snaturare l’essenza del blog e di minarne l’indipendenza per guadagnare posizioni all’interno di questo o di quel comitato elettorale, ha sbagliato i suoi conti.

E mi dispiace che tu abbia pubblicamente accusato il sottoscritto di essere anti-democratico perché, in perfetta continuità anche con la volontà espressa da Bianca Berlinguer, non ho piegato il sito alla campagna per le primarie. Se essere anti-democratici significa preservare la memoria di Enrico, evitando che venga tirato per la giacchetta per contingenze politiche presenti, allora sì, lo ammetto e mi confesso, sono colpevole: sono anti-democratico.

Io, dalla vita di Enrico, ho imparato che si può dare tutto nella vita, senza chiedere in cambio nulla, ed essere felici: in questa, come in altre cose, non ci ho mai guadagnato un euro, ce ne ho solo messi (a differenza tua), non sono iscritto ad un partito, non ho chiesto poltrone o candidature (me le hanno offerte, le ho tutte rifiutate), ho costruito qualcosa per dare voce a quelli che come me sono orfani di una Sinistra e non sanno più a che santo votarsi, tant’è che continuano a rifarsi alla lezione di Enrico Berlinguer.

Tu la pensavi come me. Cosa è cambiato, non lo so, per me nulla. Ti potevi comportare, visto tutto quello che abbiamo fatto insieme, diversamente.

Ti auguro ogni bene, soprattutto nella tua nuova veste nei comitati per Bersani alle primarie.

Con sincera amicizia e gratitudine per il lavoro che hai svolto e parecchia amarezza per come ti sei comportato,

Pier

P.S. Questo è l’articolo di risposta che ho potuto scrivere solo oggi, causa impegni lavorativi a Roma, all’articolo di Francesco Milione, pubblicato su questo blog e rimosso dagli altri finché non avessi potuto replicare. Visto che l’ha pubblicato sul suo nuovo blog, trovate il j’accuse nei miei confronti qui. (aggiornamento: ha tagliato tutto l’impianto in cui mi accusava di essere anti-democratico etc. Non ha nemmeno il coraggio di quello che scrive)

Commenta con il tuo account Facebook

Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

Lascia un Commento