Addio Pierina, grazie

La chiamavano “la biondina della Val Taleggio” e si conquistò quel soprannome quando decise di diventare staffetta partigiana. Originaria di Sottochiesa di Taleggio, faceva da collegamento tra le squadre partigiane in Val Taleggio e Valsassina, divisi da 37 km di montagne, alle spalle del Resegone, in Lombardia.

Pierina Vitali non si limitava a portare messaggi, nel 1944 partecipò anche alla cattura di un alto ufficiale della Gestapo, un certo Dick, divenendo nota nella Resistenza ma anche tra i nazi-fascisti. Pochi mesi dopo quell’impresa, l’arresto e le torture: mandata a Primaluna, in Valsassina, per condurre in salvo la moglie di un comandante partigiano, venne fermata a un posto di blocco e arrestata perché priva di documenti. Provò a distruggere la lettera di presentazione che aveva con sé, facendola a pezzettini e nascondendola sotto una mattonella della cella, ma i fascisti la trovarono e iniziarono così a torturarla per farle dire dove si trovassero i suoi compagni.

La misero prima al muro, sparando nella sua direzione. Lei non parlò. Cominciarono allora con gli schiaffi, le botte, ma nemmeno così parlò. Allora decisero di darla in pasto alla Gestapo, a Monza, dove rivide quel Dick che nel frattempo era riuscito a tornare in libertà: provò a comprarla, offrendole del denaro. Lei rifiutò e iniziarono a torturarla di nuovo, ma alla “loro maniera”.

Ciononostante, Pierina non parlò. E allora i nazisti decisero di spedirla in un campo di sterminio: la caricarono su un pullman, ma Pierina alla prima occasione utile ruppe il finestrino, saltò dal pullman in corsa e tornò libera. Camminò per giorni finché riuscì a tornare a casa sana e salva: era il 30 dicembre 1944, due mesi dopo la sua cattura. Continuò a fare la staffetta partigiana, fino alla fine della guerra, e per questo venne riconosciuta dallo Stato italiana come patriota e combattente.

Se oggi ci sono persone che possono permettersi la libertà di sminuire e di infangare la memoria della Resistenza, è anche grazie ai tanti giovani come Pierina che decisero di rischiare la propria vita per la libertà di TUTTI. Evitando una vita comoda, da indifferenti. Anche per questo certa gente dovrebbe solo tacere. 

Grazie Pierina, buon viaggio.

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