Napoli chiede aiuto, la Lega dice no

 

Mentre l’emergenza rifiuti napoletana si trasforma sempre più in un pericolo di tipo sanitario, c’è chi, guardando con disgusto e anche una certa soddisfazione dalle sue dimore lombarde, impedisce in tutti i modi che il problema possa essere risolto: la Lega.

 

Grazie all’impegno costante di vigili del fuoco, forze di polizia e delle imprese di pulizia pubblica, che da giorni lavorano ininterrottamente per riuscire a smaltire l’enorme quantità di immondizia sparsa sulle strade, la situazione al momento sta reggendo, seppur in maniera molto precaria e si sta riuscendo a scongiurare la non lontana ipotesi dell’insurrezione epidemica che potrebbe nascere da situazioni come questa.

 

Nonostante questi piccoli successi, il problema è ben lontano dall’essere risolto. Ma soprattutto, come si sapeva e ha in questi giorni ribadito il neo sindaco Luigi De Magistris, è un problema che non può essere risolto dall’impegno dei soli cittadini napoletani, che da soli non hanno i mezzi per contrastare i potenti interessi mafiosi del business dei rifiuti.

 

Per questo si aspetta l’aiuto del governo, richiesta che appare già utopistica solo al pensiero di come Berlusconi è riuscito a ‘risolvere’ a suo tempo (e sempre davanti le telecamere) il problema. Come se non bastasse, la Lega ha dato un’ulteriore prova di inciviltà, incarnata in uno dei suoi più illustri membri, Calderoli, che ha già messo le mani avanti, sostenendo che non voterà mai un decreto che proverà ad assorbire l’emergenza napoletana distribuendo l’onere dei rifiuti su tutto il territorio nazionale.

 

Posto che l’emergenza non può essere risolta semplicemente, com’era del resto nel programma di Lettieri, con un trasferimento dei rifiuti in altre zone, la reazione leghista è solo l’ennesima dimostrazione del menefreghismo del partito di Bossi ai problemi del paese e pone in evidenza il paradosso di vedere occupare posti importanti al governo da un gruppo di persone che ha a cuore solo una piccola parte della nazione, e il cui unico scopo è separare questa parte dal fardello dei terroni.

 

I napoletani dovranno quindi lottare da una parte contro la camorra (battaglia già di per sé complicata), dall’altro contro l’ostruzionismo leghista, almeno finché il paese non si renderà conto che parlare del divario fra il nord ricco e generatore di ricchezza e un sud che fatica a superare i suoi problemi sarà inutile finché avremo una forza politica egoista e ignorante come la Lega che si aggira in Parlamento.

 

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