La successione di Berlusconi scatenerà la guerra fra bande

L’eterna riconoscenza di Mr B. verso Angelino Alfano è stata tale da dichiarare alla stampa estera che sarà lui il candidato premier nel 2013. Una novità nel panorama Pdl, visto che si parla di successione, argomento spinoso e sempre rinviato a data da destinarsi, un po’ perché quello schieramento politico è sempre stato funzionale alle esigenze del suo Amministratore Delegato, Silvio Berlusconi, quindi non si poteva certo immaginare un Pdl senza Berlusconi, un po’ perché, data la struttura del sistema, era assai improbabile ipotizzare una successione senza scatenare una guerra fra correnti.

Una volta però risolte le pendenze giudiziarie del premier, motivo per cui scese in campo nel ’94, si dovrà, e si è cominciato a parlare della successione. Di ipotesi ce ne sono sempre state, e queste non hanno mai riguardato Fini, neanche ai tempi in cui era un fedelissimo di Mr B. Hanno riguardato Tremonti, trait d’union fra il Pdl e la Lega, alleato indispensabile per il governo del paese. La verità è che l’unico elemento di unione è sempre stato Berlusconi, sia all’interno del suo partito, sia all’esterno.

Sulla successione inoltre gravano i pesi di correnti come quella ciellina; non a caso Formigoni continua a candidarsi capolista per il Pdl al Senato, salvo poi optare per rimanere al Pirellone. Si parlava anche in questo caso di una sua eventuale leadership del Pdl, ma è dura da vedere il capo dei ciellini alla guida del paese, specialmente per quanto riguarda i rapporti con la Lega.

Berlusconi comunque ha lanciato l’ipotesi Alfano e naturalmente la dichiarazione avrà strascichi; infatti è strano che abbia già parlato di futuro e, per la prima volta, di un futuro senza di lui. Certo, potrà essere un futuro condizionato dal fatto che punterà al Quirinale, quindi de facto sarà un super-arbitro di paese e partito, ma è comunque strano poiché con i numeri attuali del Pdl, è nocivo scatenare guerre di successione, a maggior ragione dopo le dichiarazioni di unità, di evitare polemiche inutili e battibecchi.

Matteoli ha reagito male alla notizia, chiedendo che si rispettino le scelte del partito a prescindere dalle indicazioni anche dal più autorevole dei premier mai avuti. In soldoni chiede dei congressi, temutissimi da Berlusconi. Quel che è certo è che se successione sarà, Berlusconi avrà il ruolo di padre-padrone fermo e inflessibile. Non può permettersi certo una guerra fra bande prima delle politiche del 2013 che coincideranno con l’elezione della presidenza della repubblica. Il problema vero sarà dopo, quando Berlusconi uscirà di scena definitivamente, e a quel punto sarà lecito pensare che la Seconda Repubblica – Primo Impero B. tramonterà definitivamente per l’inesorabile guerra fra bande fra le correnti di destra.

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