"La Questione Morale è il centro del problema italiano." Lo diceva Enrico Berlinguer 30 anni fa. Ma cos'é e come si può affrontare la Questione Morale? Ne parliamo a Milano, il 10 giugno 2011, con tanti ospiti e con la voglia di cambiare l'Italia.

La Questione Morale – a 30 anni dall’Intervista di Enrico Berlinguer

dal sito web ufficiale del convegno “La Questione Morale – a 30 anni dall’intervista di Enrico Berlinguer

Abbiamo aperto questo mini-sito dedicato al primo grande evento organizzato dall’Associazione Nazionale Enrico Berlinguer non solo per motivi organizzativi, ma anche e soprattutto per svolgere, nei 3 mesi che ci separano dal 10 giugno, un’adeguata informazione sul tema di cui discuteremo tutti insieme.

Di Questione Morale se ne parla troppo poco. E troppe volte se ne parla affrontandone solo l’aspetto filosofico, senza concentrarsi minimamente sulle implicazioni politiche, economiche e sociali a cui porta una sua sottovalutazione (implicazioni che sono sotto gli occhi di tutti, ma che in pochi riescono a cogliere).

Anzitutto, si tende a confondere la Questione Morale con la Questione Giudiziaria. Quante volte avete sentito da parte di questo o quell’altro esponente politico (rigorosamente bipartisan) “ma non è stato condannato“, come se una sentenza della magistratura possa assolvere da comportamenti disdicevoli che disonorano una carica pubblica. Una cosa è l’iter giudiziario (siamo in uno Stato di Diritto, anche se di questi tempi l’ingiustizia regna sovrana), altra cosa è l’esempio che l’uomo pubblico deve dare ai cittadini con una condotta al di sopra di ogni sospetto.

Quando però si fa un discorso del genere, spunta subito fuori l’accusa di giustizialismo o di moralismo. Che anche qui c’entrano come i cavoli a merenda. Anzitutto perché il giustizialismo è diventato il contrario di garantismo solo ai tempi di Tangentopoli (storicamente è altro, ovvero il movimento del dittatore argentino Juan Domingo Peròn) ed è sinonimo di reazionario e conservatore (di destra); in secondo luogo perché chi pone la Questione Morale non la pone (o almeno non dovrebbe porla) per riaffermare il cosiddetto primato della morale sulla politica, quanto per mettere in equilibrio le due sfere.

L’ho scritto più volte: risolvere la Questione Morale significa preservare le istituzioni democratiche nel senso che si raggiunge un perfetto equilibrio tra Morale e Potere. Equilibrio difficile da raggiungere, ma che costituisce l’elemento fondante di ogni Democrazia. E qui c’è un altro punto da chiarire: la Questione Morale non se l’è inventata Berlinguer; con altri nomi, lo scontro tra Morale e Potere attraversa l’umanità sin dai tempi dell’antica Grecia e ha sistematicamente chiarito che la prevalenza di una o dell’altra sfera rispetto all’altra mina alla base ogni sistema politico, aprendo la strada ai cosiddetti “uomini della provvidenza”. Di cui Mussolini è solo il più famoso per essersi guadagnato tale appellativo da sua Santità ai tempi dei Patti Lateranensi.

Basta leggere qualche tragedia di Euripide (sulla decadenza di Atene), sfogliare qualche pagina di Cicerone (sulla decadenza della Res Publica romana), o avventurarsi per Tacito, Svetonio e Giovenale (per quanto riguarda la decadenza dell’Impero romano), per accorgersi che quello che diceva Berlinguer è quello che dicevano tutti quelli che mettevano in guardia da un uso privato di pubbliche risorse, usando le cariche pubbliche.

Lo stesso Luigi Einaudi, in un famoso articolo del Corriere della Sera, datato 1919, denunciava la degenerazione morale della classe dirigente liberale, ripiegata su se stessa, inefficiente, poco attenta all’interesse generale: una classe dirigente che di lì a poco sarebbe stata spazzata via dal Fascismo. Così come la classe dirigente della Prima Repubblica verrà scardinata per una dose letale di tangenti che avevano reso le finanze pubbliche italiane un autentico colabrodo.

Ed ecco qui un altro punto fondamentale: la Questione Morale, se proprio non siete interessati all’etica pubblica e alla salvaguardia della democrazia, investe totalmente il vostro portafoglio. E mette a rischio la stabilità economica del nostro Paese (anche se ai più forse interesserà di più il primo aspetto). La Corruzione e l’Illegalità sono una vera e propria tassa occulta che tutti i cittadini pagano: 200 miliardi di evasione fiscale, 120 miliardi di fatturato mafie, 100 miliardi di corruzione nella P.A. In totale 420 miliardi di euro all’anno (ma le stime sono corrette al ribasso, il dato reale potrebbe essere molto più alto).

E qui si parla di Finanziarie lacrime e sangue da 50 miliardi di euro all’anno per riportare il nostro rapporto debito/PIL al 60% (ora ci avviamo serenamente al 120%, senza che nessuno si scomponga più di tanto).

Quindi, capite bene, che chi, come noi, vuole affrontare la Questione Morale non lo fa per il piacere di lanciarsi in sommarie condanne moralistiche dei comportamenti altrui (magari di quelli dello schieramento avversario), quanto perché è stufo e stanco di essere stanco e stufo di un Paese che è sempre più vecchio, corrotto e in decadenza e vuole fare qualcosa per invertire questa tendenza. Perché noi l’Italia l’amiamo, per davvero. E nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia vorremmo mettere in campo proposte, idee e fatti concreti per salvarla dal disastro a cui sta andando incontro, a causa di personalismi e interessi di bottega che non fanno onore a nessuno.

Il 10 giugno, a Milano, ci ritroviamo a parlare di questo con ospiti illustri, che si sono sempre battuti per la Questione Morale e la legalità fuori e dentro la politica, la società, le istituzioni. Vi terremo aggiornati sul luogo. Nel frattempo abbiamo creato su facebook l’evento dedicato per tenervi in costante aggiornamento, ma soprattutto per capire in quanti interverrete all’evento (da questo decideremo il luogo, più o meno grande, a seconda di quanta gente ci aspettiamo). Abbiamo già visitato alcuni luoghi dove poter tenere questo “convegno“, che ovviamente non vengono concessi gratuitamente.

L’Associazione, che non chiede una quota di iscrizione ai suoi membri, si fonda quindi sui contributi volontari dei simpatizzanti e dei fan; vi chiediamo, se potete, di fare anche una donazione minima (si parte da 1 euro) tramite PayPal. Se non potete farlo, però siete a Milano, e volete darci una mano nell’organizzazione dell’evento, inviate una mail a laquestionemorale@enricoberlinguer.it

Insieme possiamo fare molto. E già solo se il 10 giugno parteciperete in tanti, sarà una gran cosa. Per Enrico, per la Democrazia, ma soprattutto per l’Italia.

About Pierpaolo Farina

Sono nato nel 1989 a Milano, dove vivo. A vent'anni ho fondato enricoberlinguer.it e a 21 Qualcosa di Sinistra. A 23, dopo la laurea triennale, WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie. Oltre a scrivere e fotografare con Sophie, la mia fedele Canon 6D, mi occupo di comunicazione politica e digitale. Nel 2014 ho pubblicato "Casa per Casa, Strada per Strada", il libro più venduto su Enrico Berlinguer. Sono dottorando in Studi sulla Criminalità Organizzata presso l'Università Statale di Milano.

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38 comments

  1. Danilo Malta via Facebook

    Ma il buon Enrico… era un veggente o uno con un po’ di materia grigia?

  2. so na’ massa de buriniiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  3. …questi politici non smetteranno mai di chiedere sacrifici a noi operai…ma, quando un limone lo hai strizzato bene bene….cosa usi poi????

  4. ….noi Italiani purtroppo siamo un popolo di pecoroni viziati e non ci ribelleremo mai a questo stato, perchè ci và bene così…..a mezzogiorno gli spaghetti non mancano, le ferie non ce le toglie nessuno…ecc ecc….

  5. Credo che la corruzione nel nostro paese abbia assunto grandezze immense e distruttive, bisogna reagire e ritornare all’etica delle cose, solo cosi l’Italia tutta può rinascere, vedo i leghisti appiattiti sulle loro teorie ma come gli altri cercano posti di potere e fanno del privilegio la loro nuova battaglia, creare un nord federalista con questa corruzione significa soltanto dare la possibilità ad alcuni di rubare di più

  6. Sarebbe giusto ke i sacrifici li facessero i politici….massa di scaldapoltrone!

  7. e….un aumento di stipendio di € 1.300 che un operaio nn guadagna.

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