Canto di Natale operaio

Era il 1843 quando Charles Dickens scriveva il Canto di Natale. Da allora milioni di persone hanno letto di Scrooge e dei tre Spiriti, quello del Natale passato, del Natale presente e del Natale futuro.

Oggi è la vigilia di Natale del 2018 e questa è la storia di Enrico e dei suoi tre Spiriti: quello degli ideali passati, degli ideali presenti e degli ideali futuri. Enrico è nato in un giorno per molti drammatico, l’11 giugno 1984. Enrico si chiama cosi perché suo padre sentiva un debito di riconoscenza verso chi sapeva parlare al cuore della gente. Enrico cresce, si smarrisce. Perde ogni riferimento culturale, pronto ad aggrapparsi cinicamente al primo Messia che promette di avere la soluzione a tutti i mali. Enrico non agisce, ma lascia che gli altri agiscano per lui.

LO SPIRITO DEGLI IDEALI PASSATI

È l’una di notte della vigilia di Natale, quando ad Enrico appare lo Spirito degli Ideali Passati. Lo spirito lo accompagna per mano indietro nel tempo e gli mostra il volto di suo padre. È li, in mezzo a tanta gente, a manifestare. Lui, operaio in mezzo agli operai, popolo in mezzo al popolo. Poi la scena cambia, e lo Spirito lo porta in una casa, la vecchia casa in cui è cresciuto. A tavola sono seduti sua madre, che si accarezza la sua pancia ormai grande, predicendo le dolci carezze che avrebbe riservato a suo figlio per tutta la sua vita, e suo padre. Ascoltano la radio mentre mangiano un pezzo di pane raffermo insieme ad un’insalata di patate e un pezzo di formaggio. Li guarda, mentre ascoltano le parole di un uomo austero ma giusto, un certo Enrico Berlinguer, dice il tipo alla radio. Sui volti di sua madre e suo padre vede la dignità e la forza, la consapevolezza che bisogna agire in prima persona, con la certezza di sapere contro chi combattere: un sistema economico che acuisce le disuguaglianze sociali, che rende i ricchi sempre più ricchi e i poveri in eterna lotta contro se stessi. La scena cambia ancora. Enrico vede suo padre, a letto, durante gli ultimi istanti della sua vita. Enrico si avvicina a lui, per dirgli addio ancora una volta. Il padre sussurra, Enrico si avvicina alle sue labbra per sentirlo meglio. Quello che ascolta lo lascia tremante. Enrico crolla in ginocchio implorando lo Spirito degli Ideali passati di non tormentarlo più.

LO SPIRITO DEGLI IDEALI PRESENTI

Enrico viene svegliato nuovamente, questa volta dallo Spirito degli Ideali Presenti. Questo spirito è ancor più terrificante del primo. È una presenza che vaga tormentata, senza una meta. Con una folata di vento trascina Enrico per le strade, sotto i portici, tra i barboni avvolti nei fogli di giornale e tra cartoni di panettoni, comprati da gente che li lascerà scadere dentro credenze riscaldate da camini. Vola, Enrico, trascinato dallo Spirito, su mari in tempesta e su boe umane, messe li a segnalare che oltre quel punto l’umanità è finita. Vola, Enrico, su una piazza gremita di gente. Tra le persone vede il suo volto, vede se stesso che urla contro altri poveri, vittime di questo mondo quanto lui. Enrico si accorge però che tutte le persone hanno il suo volto, ci sono milioni di Enrico che hanno trovato qualcuno che risolva i problemi al loro posto. Tutti sono tutti, nessuno è più responsabile di nulla. Enrico alza la testa, e lì, tra le nuvole, vede ancora una volta, suo padre. Ha la pelle scura, incatenato, e lotta contro una schiera di uomini grassi, che diventano sempre più grassi, ogni minuto che la guerra dei poveri contro i poveri diventa più cruenta. Enrico guarda suo padre, che si volta. I loro sguardi si incrociano nell’istante in cui egli soccombe.

LO SPIRITO DEGLI IDEALI FUTURI

Enrico si volta nel letto, madido di sudore. È in questo momento che gli appare lo Spirito degli Ideali Futuri. Lo porta con sé. Gli mostra un mondo governato dalla giustizia sociale, reso possibile da un’alleanza tra gli ultimi, tra i poveri, tra gli umili, contro i pochi che detenevano il potere. Enrico si chiede come è stato possibile realizzare tutto ciò. Lo Spirito gli mostra l’artefice, colui che ha innescato la scintilla che ha generato la rivoluzione del mondo. Ed Enrico rivede se stesso, in una stanza, mentre riscrive le parole che suo padre gli ha sussurrato in punto di morte:

Non tradire mai i tuoi ideali. Non rinnegare mai ciò che per cui ho combattuto. Riconosci sempre un tuo fratello, anche se il Capitalismo te lo presenterà come un nemico. Ci vorranno sempre divisi: tu, invece, Unisci!

Commenta con il tuo account Facebook

About Antonino Roseto

Check Also

Migranti e Capitalismo

Questo articolo non cercherà di smontare la retorica che gira intorno all’immigrazione, che sia a …

Lascia un commento