Elena Fattori: come una “cittadina” diventa “politica”

La senatrice del Movimento 5 Stelle ha pubblicato sulla sua pagina facebook un articolo del blog La Stella (che ha altri post di altissimo livello, come questo sulle possessioni demoniache). L’articolo è a firma di Maurizio Blondet, uno che titola “Negri e scafisti finanziati dagli USA?” un suo post sul suo sito internet, giusto per capire il personaggio.

Comunque l’articolo in questione dice, in soldoni, che l’aumento dei casi di celiachia è collegato all’uso del diserbante della Monsanto, il RoundUp. La senatrice Elena Fattori prima ha postato il link all’articolo, poi, quando le è stato fatto notare che era una paccottiglia di scemenze, ha detto di aver solo fornito uno spunto di riflessione (il Berlusconismo deve aver inflazionato il “mi avete frainteso”).

Sono io stessa celiaca ed ho una buona conoscenza della letteratura scientifica che riguarda la malattia. Ma ora mi interessa di più il comportamento mediatico della senatrice. Credo che il post successivo sia in questo senso molto significativo:

L’articolo (che lei non condivide) è in realtà un articolo contro Monsanto! L’Espresso e un bel gruppo di utenti Facebook non è che ce l’ha con lei perché l’articolo è scemo. No, è perché siamo tutti al soldo di Monsanto. Se Elena Fattori voleva fare la Rachel Carson de noantri (con un articolo che non condivide) ha toppato di brutto.

Di tutte le cose orribili che Monsanto ha prodotto, la celiachia è una delle poche a non essere nella lista, a che pro, quindi, pubblicare un post (che comunque non condivide) che reitera questa bufala? Il risultato, infatti, è dannoso per il movimento ambientalista, che perde di credibilità, non per Monsanto!

Una ragione, secondo me, è che saltare sul treno della celiachia dà visibilità senza creare troppi danni. La malattia, infatti, non è particolarmente grave, almeno per noi occidentali, e la si controlla facilmente con una dieta completamente priva di glutine. Nessun celiaco sano di mente modificherebbe la propria alimentazione dopo aver letto un articolo di Blondet (che Elena Fattori non condivide) e, anche se accadesse, non c’è modo di far risalire la responsabilità a chi scrive scemenze sul suo blog o a chi condivide (ma allo stesso tempo non condivide) tali scemenze. Inoltre la dieta gluten free è diventata una moda anche nella popolazione non affetta da celiachia, perciò se ne parla tantissimo sia nella vita reale, che in tv, che sui social network. Sbaglierò ma questo link sulla celiachia puzza di clickbait più che di innocente spunto di riflessione.

Ma la parte migliore viene dopo. Elena Fattori (che non condivide l’articolo) ha ricevuto, come succede sempre quando si pubblica qualcosa su internet, anche qualche insulto. Almeno a detta sua. Andrà quindi per vie legali, d’altronde perché non approfittare di una posizione privilegiata? La querela e il lei non sa chi sono io sono, come si può notare, strumenti trasversali a tutti i partiti politici.

Altro che scatolette di tonno! Nel momento in cui è entrato in Parlamento e nei consigli comunali, il MoVimento è entrato automaticamente anche nel sistema-potere. Si è istituzionalizzato, e delle istituzioni ha assorbito immediatamente tutti i vizi. Incluso il chiamare l’avvocato, la postale e perché no, pure il Papa e Grande Puffo, affinché tremino gli infami calunniatori del web. Effettivamente perché occuparsi di cyberbullismo, phishing e pedopornografia quando ci sono gli screenshot della senatrice da esaminare? Se il rapporto tra politico e cittadino fosse un pronto soccorso, il cittadino sarebbe quello con l’infarto e il politico sarebbe quello che s’è spezzato un’unghia a passa davanti al tizio con l’infarto. È notevole come appena si metta piede nei palazzi si perda completamente il senso della prospettiva.

Interessante poi che Elena Fattori dica che è un atto abbastanza grave attribuire dichiarazioni non vere a un personaggio pubblico. E il privato cittadino invece, se falsamente accusato, che fa, s’attacca? Ma lei non è di quelli che vogliono (a mio avviso giustamente) abolire il titolo di onorevole? Sarà stato un lapsus freudiano…

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7 comments

  1. Non credo che siano “una paccotiglia di scemenze.. Nel 2007 venne pubblicato un’articolo in merito..http://www.notonlyglutenfree.org/2007/10/05/celiachia_tutta_colpa_del_grano/

  2. Posso solo dire che essendo cuoco vedo il proliferare della celachia (dalle richieste di cibi GLUTEN FREE) rispetto ad anni fa ,forse il modificare organismi puo’ esserne la causa.

    • O forse oggi la celiachia viene effettivamente diagnosticata e l’offerta di cibo senza glutine è aumentata per venire incontro alle esigenze alimentari dei celiaci, per i quali non esiste una terapia differente dall’esclusione completa del glutine dalla dieta.
      LB

    • E per un motivo a me oscuro molte persone hanno eliminato (o ridotto) il glutine dalla dieta senza essere celiache.
      LB

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