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Ciao Rita

Oggi, di ritorno dall’estero, avrei voluto recuperare sui “fatti” che mi ero perso parlando di tante cose. Ma lo farò domani. Oggi mi preme ricordare una delle poche persone che la nomina di senatrice a vita se l’è davvero meritata, avendo illustrato la patria per altissimi meriti nel campo scientifico, come recita la nostra Costituzione: Rita Levi Montalcini.

Si è spenta ieri, a 103 anni, nella sua casa a Roma. Ora tutti la piangono, eppure se fosse nata oggi le avrebbero consigliato di non essere troppo choosy, di abbandonare la velleitaria idea di fare ricerca sul cervello, di trovarsi un lavoro sottopagato e non in linea con la sua laurea (anzi, di non prenderla proprio perché non serve).

Oggi fanno finta di piangerla anche quelli che sei anni fa la fischiarono per il voto di fiducia a Prodi al Senato: devono rifarsi una verginità in vista delle elezioni, ma si spera che gli Storace (ora ha anche il coraggio di candidarsi nuovamente per il Lazio) vengano congedati come meritano nelle urne dagli elettori.

Se Rita Levi Montalcini non avesse continuato i suoi esperimenti sul cervello, sperimentando in particolare su dei gatti, oggi non sapremmo nulla delle cellule neurologiche (motivo per cui ha vinto il Nobel): per intenderci, le cellule del cervello. Se lo ricordino quelli che la vogliono abolire, elogiando i libri antiscientifici della Brambilla e le follie animaliste (costoro però sono sempre i primi a correre al Pronto Soccorso per un raffreddore).

Voglio ricordare questa grande donna con le parole tratte da una delle sue ultime apparizioni in pubblico:

Non ho mai pensato a me stessa. Vivere o morire è la stessa cosa. Perché la vita, naturalmente, non è in questo piccolo corpo. L’importante è il modo in cui viviamo e il messaggio che lasciamo. E’ questo che ci sopravvive. E’ questo l’immortalità.

Ecco, l’importante è il messaggio che lasciamo. Rita Levi Montalcini, con i suoi 103 anni e una vita dedicata alla ricerca per curare i malati, ci ha lasciato un messaggio che la renderà veramente immortale.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.