donatella galli

La risposta del Sud. Lettera aperta a Donatella Galli.

Gentilissima Donatella Galli,

potrà benissimo immaginare il motivo di questa mia lettera aperta che suggellerà questo suo momento di popolarità.
Prima, però, ho bisogno di dire ai lettori chi è lei: sì, perchè Andy Warhol diceva che ognuno avrà i suoi quindici minuti di fama, e devo dire che a lei è andata bene perchè, impegnandosi davvero poco, ha avuto almeno quattro o cinque giorni di popolarità.
Lei è una politica e piccola imprenditrice brianzola che opera nel settore del legno e dell’arredo. La sua biografia dice che ha sempre sostenuto valori di “dovere, dignità, lavoro e responsabilità personale” radicati – questo è importante dirlo – “nelle tradizioni brianzole di profonda matrice cristiana” e, devo aggiungere che, effettivamente, la sua bontà di fondo traspare, si nota.
Lei è diventato un personaggio (sempre per quei quattro cinque giorni, non si monti la testa), per aver pubblicato su Facebook quell’immagine molto simpatica in cui l’Italia finisce sotto Firenze e tutto il sud è annegato e, non contenta, ha deciso di auspicare che il Vesuvio, l’Etna e pure il vulcano sottomarino Marsili compiano il loro “dovere” distruttivo evidenziando, dunque, la sua profonda carità cristiana.

Signora Galli, io sono un ragazzo del sud, un meridionale, un terùn insomma (glielo scrivo in dialetto perchè leggo dalle sue informazioni di facebook che parla “italiano, inglese e dialetto brianzolo”) e vivo a Bologna, una delle città che fortunatamente si è salvata nella sua cartina, quindi, mi dispiace per lei, non sono ancora annegato.

Mi capita di andare spesso in Brianza: lì conosco molti meridionali che nella vita hanno fatto un sacco di sacrifici e si sono trovati costretti ad abbandonare il sud per cercare lavoro al nord, abbandonare famiglia e amici per lavorare come dipendenti in un’azienda come la sua. Terroni che adesso sono in cassa integrazione o, addirittura, licenziati. Forza-lavoro, gente che davvero mantiene su l’economia del nord, l’economia italiana e che le permettono, perchè no, di arricchirsi.
Il loro unico “errore” forse, è stato quello di sentirsi italiani, e non terroni. Mi spiego, questi poveri meridionali hanno pensato che, vivendo in Italia, possono godere appieno delle risorse che può offrire il Paese, da nord a sud. Perchè, non ci crederà, ma l’Italia è un Paese unico, unito.

Non capisco perchè devo essere sempre io portatore di sciagure ma devo confessarle una cosa che la sbalordirà: la Padania non è mai esistita. Ha presente tutte quelle storie sul parlamento padano, la moneta padana ecc. ecc.? Ecco, è un’invenzione dei suoi capi. Che poi i suoi stessi capi hanno sempre parlato di secessione, di Roma Ladrona, che c’è solo la Padania, mentre mangiano, si finanziano e usufruiscono anche dei soldi che provengono dalla bolletta della signora di Trebisacce in provincia di Cosenza, soldi pubblici, quindi dell’Italia unita, è un’altra storia.

E poi, voglio dire, cara Donatella Galli, ad un certo punto gli stessi meridionali potrebbero restarci male e rispondere con la stessa moneta. Ma non lo fanno, anzi, non lo faremmo mai: potremmo inneggiare ad una improvvisa frana del Resegone (famoso monte brianzolo), ma non lo facciamo; potremmo auspicare una piena del Po, ma non ci penseremmo nemmeno; potremmo augurarle sciagure quali un attacco acuto di dissenteria o un forte meteorismo che la metterebbe in imbarazzo di fronte a Bossi e Maroni, ma non è un modo di fare che ci appartiene.

Se lei si trovasse a bussare ad una casa del sud, al massimo, la inviterebbero a mangiare.

Dal mio punto di vista, posso solo augurarle di imparare un po’ di educazione, di buone maniere, di allontanarsi dal razzismo, e di abbandonare la politica e forse anche l’Italia, perchè l’Italia è piena di gente stupida come lei ma, soprattutto, è piena di gente che si è rotta le scatole di sopportare gesti cattivi come il suo e che crede che l’italiano del sud, l’italiano del nord, l’immigrato, il nero e il giallo, abbiano gli stessi diritti e una sola bandiera.

Questa è la realtà. La realtà non sarà mai la Padania (soprattutto dopo la figuraccia che ha fatto la Lega negli ultimi tempi).

La Padania non esiste. Esistiamo noi.

Cari saluti.

Federico Cimini

p.s.: può dire a Maroni che lo slogan “Prima il Nord” mi offende profondamente e mi fa vergognare al posto suo?

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Federico Cimini

Cantautore.

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