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Bersani, facci un favore: caccia Letta

Oramai non è più argomento di moda, ma vi ricordate quando ci davano dei tafazzisti perché dicevamo che la Questione Morale andava affrontata, che Grillo se andava avanti così avrebbe fatto il “botto” (mica lo dico oggi, lo dissi 5 anni fa), che bisognava cambiare classe dirigente e non nome e simbolo del partito?

Ecco, allora fummo derisi e presi a pesci in faccia (come ogni Cassandra che si rispetti). Oggi a far ridere i polli ci pensano benissimo Enrico Letta, nipote del più famoso Gianni, e il nugolo di ex-dc, orgogliosi tali. Ecco, qua sta il paradosso: gli ex-pci si vergognano della propria storia, che annovera persone come Gramsci, Berlinguer, Pajetta, Ingrao, Amendola, che ha salvaguardato SEMPRE le istituzioni repubblicane e che nulla aveva da spartire con ben altre attuazioni del socialismo reale; gli ex-dc, invece, la cui storia è intrecciata saldamente con gli scandali, i misteri, le stragi d’Italia, ne vanno orgogliosi.

Non so se sia questo psico-dramma collettivo che ha portato Pier Luigi Bersani a scegliersi come vice-segretario Enrico Letta, uno che, come Cacciari, non ne imbrocca una da quando ha deciso di prendere a martellate gli zebedei dell’elettorato di centro-sinistra (che giustamente ha trasmigrato verso altri lidi), di certo dopo le ultime dichiarazioni (Meglio votare PDL che M5S) un unico accorato appello si alza dal Manzanarre al Reno: Bersani, caccia Letta.

Mi spiego, non come ha fatto Grillo con Tavolazzi o Berlusconi con Fini, per carità, basta semplicemente toglierlo dalla dirigenza piddina. Perché delle due l’una: o è veramente un incapace matricolato o lavora per Grillo e poi ce lo ritroviamo nelle liste dei 5 Stelle. Perché pensare che una dichiarazione del genere non porti altri consensi e plausi al M5S è semplicemente da analfabeti della politica, oltre ad andare a confermare le note tesi complottiste di Grillo (e il mantra: destra e sinistra non esistono, rubano tutti… al che si chiede, Grillo, tu rubi? Nessuno gliela fa mai questa domanda… lui direbbe di no, al che gli si risponderebbe: siamo allora almeno due).

 Da ex-elettore PD (l’ho votato alle politiche 2008) e da disgustato dal modo di fare politica di tutti (gratta gratta, anche i grillini sono tutto fumo e poco arrosto, a partire dai rapporti umani e di amicizia che uno aveva anche con alcuni dei loro più rappresentativi esponenti), non è che me ne freghi molto della vocazione al suicidio del PD a furia di far esternare i Letta, i Fioroni, i D’Alema e via discorrendo.

Semplicemente, essendo per almeno il 75% degli iscritti ex-pci, non vorrei che qualche giovane della mia età, poco interessato alla politica e allietato dalle sirene a cinque stelle, pensasse poi che Bersani è come Enrico Berlinguer e che il PD è quello che era il PCI. Chiamatela, se volete, forma di rispetto per chi ancora oggi viene preso in ballo da un partito che persiste nell’inseguire comportamenti e politiche non di sinistra per smacchiarsi la coscienza dal peccato originale, ovvero che qualcuno era comunista.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

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