Monti boccia il fondo per i disabili senza genitori e tutele

Oggi è il 25 aprile. La festa della Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo. Mario Monti ha detto che dobbiamo stare tutti insieme contro la crisi economica. No, mi dispiace, alle politiche di questo governo non ci sto. Non ci sto ai continui regali alle banche, agli amici e agli amici degli amici. Non ci sto a far pagare la crisi a chi non l’ha provocata, mentre chi lo ha fatto continua a vivere nel lusso sfrenato e nel privilegio.

L’ultima notizia è che il sottosegretario alle Politiche Sociali Cecilia Guerra ha dato parere negativo a “dopo di noi“, ovvero all’accantonamento di 150 milioni per strutture di accoglienza da utilizzare per i portatori di handicap rimasti senza genitori o senza tutele.

I disabili nella Germania nazista erano considerati uno sfregio alla purezza della razza ariana, quindi dovevano essere semplicemente eliminati. C’è un’immagine che mi rimane scolpita nella testa, dal diario di Anna Frank, quando i nazisti, nella casa di fronte a quella in cui lei si nascondeva con la sua famiglia, intimano ad un disabile sulla sedia a rotelle di alzarsi. Lui, ovviamente, non può e loro lo buttano giù dalla finestra.

I nazisti, perlomeno, avevano il coraggio però di dirlo sulla pubblica piazza. Questo governo, forte con i deboli e debole con i forti, semplicemente usa la retorica dei buoni propositi e poi applica la politica del taglio ai “pesi morti” che sono incapaci di difendersi adeguatamente. E gli unici tagli che dovrebbe fare, quello ai veri parassiti della società, non li fa.

Da fratello di una persona disabile questa notizia mi ha rovinato il 25 aprile. Negli altri paesi (Regno Unito in primis) i disabili possono condurre una vita normale perché dai mezzi pubblici fino alle strade non c’è il benché minimo ostacolo alla loro piena realizzazione politica, culturale, sociale ed economica.

In Italia no. Addirittura i disabili proprietari di casa dovranno pagare l’IMU, mentre le fondazioni bancarie no. Questa è equità? No. E tutti questi provvedimenti, inanellati l’uno all’altro, sono semplicemente la versione economica dello sterminio di 70 anni fa.

Complimenti a chi ancora sostiene questo governo.

About Pierpaolo Farina

Sono nato nel 1989 a Milano, dove vivo. A vent'anni ho fondato enricoberlinguer.it e a 21 Qualcosa di Sinistra. A 23, dopo la laurea triennale, WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie. Oltre a scrivere e fotografare con Sophie, la mia fedele Canon 6D, mi occupo di comunicazione politica e digitale. Nel 2014 ho pubblicato "Casa per Casa, Strada per Strada", il libro più venduto su Enrico Berlinguer. Sono dottorando in Studi sulla Criminalità Organizzata presso l'Università Statale di Milano.

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