Il risanamento dell'Italia non passa solo attraverso quello economico, ma anche quello politico, morale e sociale. Perché gli italiani non dovrebbero poter scegliere a quale ricetta di risanamento affidarsi? Monti non è l'unica alternativa. Soprattutto, non è sufficiente quello che propone per uscire dalla crisi, che non è solo economica.

Al popolo la scelta.

Chi ha detto che Mario Monti è l’unica alternativa? Soprattutto, chi dice che ce la farà a portare avanti il risanamento economico dell’Italia? E soprattutto: davvero pensate, come dice qualcuno, di rifare l’Italia in 18 mesi agendo semplicemente sul fronte economico? Chi lo pensa è un illuso, oltreché in malafede.

Perché, posto che non si è mai visto nella storia che le soluzioni ai problemi venissero da parte di chi li ha creati e negli ultimi 20 anni aggravati, il risanamento economico come lo vede Monti non è altro che il prodotto di “una specifica – e limitata – visione dell’economia che perpetua sistemi di diseguaglianza economica problematici nella nostra società.”, per citare gli studenti di Harvard che si sono ribellati ai pesi massimi del neoliberismo in cattedra.

Soprattutto, il risanamento non passa solo attraverso l’economia. Il risanamento deve operare su più fronti, a partire da quello politico, morale e sociale. O improvvisamente tutti i grandi estimatori di Enrico Berlinguer si sono dimenticati le sue parole nella famosa intervista sulla Questione Morale, quando diceva che: “Quando si chiedono sacrifici al paese e si comincia con il chiederli -come al solito- ai lavoratori, mentre si ha alle spalle una questione come la P2, è assai difficile ricevere ascolto ed essere credibili. Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l’operazione non può riuscire.

E sinceramente, il fatto che Mario Monti, che nel suo curriculum vanta Goldman Sachs e il sostegno al Cavaliere, abbia già detto di voler eliminare “i privilegi delle classi sociali” e non abbia parlato di voler eliminare i privilegi dell’attuale classe dirigente che per 20 anni è stata berlusconiana e ora se n’è liberata senza troppi complimenti pur di salvarsi, non è certo un buon inizio. Perché significa che, come al solito, i sacrifici li faranno solo i lavoratori, già abbastanza martoriati, mentre i soliti ignoti continueranno a riciclare denaro sporco, a corrompere e a farsi corrompere, a speculare sui mercati, ad evadere le tasse, a distruggere moralmente, politicamente e socialmente questo Paese.

Siamo il Paese con il più grande patrimonio artistico del Paese e uno studio ha dimostrato che ogni euro che lo Stato investe in beni culturali gliene fa guadagnare 12. Investi 100, ricavi 1200. Formiamo i più grandi cervelli al mondo, spendendo 500mila euro ciascuno, ma fuggono all’estero. E’ la dinamica della Società Corrotta. Ma questi pensano di risolvere la crisi con qualche manovra di bilancio.

No, a D’Alema può non sembrar vero, perché finalmente lui e soci possono finalmente ricominciare ad inciuciare con Berlusconi per resuscitarlo l’ennesima volta all’ombra del governo Monti; ma un governo “tecnico” non riuscirà mai a risolvere la Crisi italiana. Semplicemente perché non è una crisi meramente economica.

La Sinistra, a questo punto, dovrebbe tirare fuori un’alternativa che non sia ricalcata su ricette economiche anni ’80 (ma come, Bersani accusa Renzi di fare ciò e poi appoggia Monti?), ma dare un’alternativa di risanamento: colpire la corruzione (60 miliardi), l’evasione fiscale (120 miliardi), la criminalità organizzata (130 miliardi), l’economia sommersa (350 miliardi, quasi il 20% della ricchezza nazionale), l’abusivismo edilizio e così via discorrendo.

Se anche solo riuscissimo a mettere insieme corruzione e evasione fiscale, lo Stato italiano azzererebbe il suo debito pubblico in nemmeno 10 anni. E’ un programma così eversivo? Questo è il grosso, poi si va nel dettaglio (per esempio abolire gli ordini professionali, gli sprechi della politica e via così). Non ho sentito nulla al riguardo da parte di Monti. Tranne il colpire i privilegi “delle classi sociali”. Ovvero, i diritti dei lavoratori, perché quelli come lui così li concepiscono i diritti. Come privilegi.

Dunque, si vada alle elezioni. Con differenti programmi di risanamento con scadenze precise. Programmi di risanamento politico, morale, sociale, economico e culturale. Chi non ce li ha, si attacchi. Il Terzo Polo candidi Monti o chi più gli aggrada. PD e PDL idem. Un confronto basato sui programmi e sulla loro fattibilità, in termini anche di costi sociali e umani. Una campagna sobria, 40 giorni dando a tutti la possibilità di spiegare il proprio programma. E prima il Parlamento uscente cambi la legge elettorale, in modo da dare al programma vincente la possibilità di attuarlo in parlamento.

Perché oggi l’unico motivo per cui un governo tecnico sarebbe preferibile alle elezioni è la modifica della legge elettorale. Una cosa che a Monti, Goldman Sachs e ai mercati non interessa. Ergo, non si farà. E allora che lo facciamo a fare? La risposta è semplice: tutelare gli interessi dei soliti potenti e prepotenti. Ma allora la Sinistra che cosa ci sta a fare?

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.