Risposta a Fabio Garagnani e Galeazzo Bignami del Pdl che hanno definito la storia del Partito Comunista Italiano "una storia di assassini".

Gli Assassini siete voi

Dopo “Berlinguer non era una persona onesta“, il Pdl, questa volta a Bologna, continua nell’opera di demolizione dei meriti e della funzione storica per la formazione della nostra Repubblica democratica del Partito Comunista Italiano. E per bocca del suo vice-coordinatore cittadino Galeazzo Bignami afferma: “La vera storia del Pci è fatta di assassinii, sangue e prelevamenti che avvenivano di notte per tutti i non comunisti. Di una sistematica battaglia alla patria e all’unità nazionale. Ma di queste cose nessuno parla.

Il che, detto da persone alleate con la Lega Nord che col tricolore ci si puliscono il culo, è tutto un dire. Ma soffermiamoci sulla storia del Pci fatta da assassini. Il suo fondatore, Antonio Gramsci, fu ucciso da chi la pensava come Bignami (fedelissimo di La Russa). Forza Italia è stata fondata da due persone che ritengono un mafioso pluri-omicida un eroe. Mentre la storia di Bignami e dei post-fascisti (che tanto post non sono) è fatta di sanbabilini che a Milano uccidevano a seconda se uno si vestiva con l’eschimo, dello stragismo, senza contare dei campi di sterminio e delle ventennali persecuzioni contro i dissidenti politici.

Io comprendo che i post-fascisti, che proprio ora avevano trovato un nuovo duce dopo Fini, siano alterati dal fatto che in Italia gli unici a negare la democrazia e la libertà siano stati quelli che si collocavano a destra, ma la storia quella è: i comunisti in questo Paese non erano solo la maggioranza di quelli che stavano sulle montagne a fare la Resistenza (mentre i fascisti svendevano la patria ai tedeschi), che hanno mantenuto una rete clandestina antifascista nel ventennio, che hanno costruito le basi della Repubblica Democratica, ma erano anche quelli che per 40 anni di storia italiana hanno combattuto corruzione, privilegi e oligarchie che facevano sempre e solo gli interessi dei soliti ignoti, facendo pagare le varie crisi e imbrogli ai soliti noti, ovvero i lavoratori.

Gli unici assassini sono quelli che “alla Rai faremo Piazza Pulita“, che “i comunisti vanno fatti fuori politicamente, se non fisicamente“, quelli che per 20 anni hanno cercato di abolire ogni spazio di aggregazione, di cultura, di evasione da un mondo dominato dagli interessi, che sono l’unica cosa che tiene insieme le destra (altro che patria e altre baggianate). Quelli che vogliono mettere il bavaglio all’informazione, ai blogger, alla rete, a tutto ciò che non è sotto il proprio controllo. Quelli che per 40 anni hanno abilitato Cosa Nostra in funzione anti-comunista e che continuano a farci affari, sempre per la scusa che di là i comunisti ammazzavano. Sì, di là, in Urss, ammazzavano. Era un regime che negava la libertà.

Ma la storia del Pci è una storia di persone che credevano in un’ideale, che sono morte per portarlo avanti, che hanno dedicato tutta la propria vita a migliorare quella degli altri, finendo addirittura per impoverirsi (sì, c’era un tempo in cui i segretari di partito prendevano lo stipendio medio di un operaio metalmeccanico). Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona, mentre Andreotti non lo era, diceva Gaber. Io ci aggiungo che Qualcuno era Comunista perché aveva conosciuto la dittatura fascista e gli unici assassini che l’Italia abbia mai avuto.

Una preghiera al Pdl: seppellite il vostro leader nel modo che più vi aggrada, ma la storia di persone come Berlinguer, Gramsci, Pajetta, Longo e tutti quelli che sono morti per una società migliore, lasciatela giudicare a chi ne è degno.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

53 commenti

  1. Gervasio Lumare attraverso Facebook

    e pensare che si lavano la bocca con il PARTITO COMUNISTA ITALIANO

  2. Bignami ,già il nome è una garanzia ,questa è la sua storia e di suo padre

    Nato il 25 ottobre 1975 a Bologna, città dove risiede fin dalla nascita, Galeazzo Bignami non è mai entrato nella Destra bolognese. Ci è nato, grazie soprattutto al padre, Marcello, che del Movimento Sociale prima e di Alleanza Nazionale poi è stato sempre colonna portante, fino alla scomparsa, avvenuta nel luglio 2006.
    All’età di quattordici anni entra nel Fronte della Gioventù, dove milita per un paio di anni, divenendo poi, complice la contrapposizione Fini – Rauti dell’epoca, Segretario Regionale del Fronte Universitario di Azione Nazionale a soli diciassette anni (ovvero quando ancora era al Liceo…).
    Proprio a metà degli anni ’90, insieme al fratello Alessio, rifonda il FUAN, che passa da pochi iscritti (per pochi si intende 3) a successi impensabili al momento della (ri)fondazione, come, ad esempio, la conquista per la prima volta nella storia della Destra Italiana di un posto nel Senato Accademico con l’allora Presidente Provinciale Oscar Lo Surdo.
    Nello stesso periodo inizia la sua collaborazione con il Secolo d’Italia, su questioni di politica giovanile e universitaria. Non ha mai ricoperto incarichi locali nelle strutture giovanili del partito, complice anche una certa allergia all’inquadramento organizzativo che ha sempre visto con un qualche sospetto. Questo tuttavia non gli ha impedito, nel 1996, di diventare dirigente nazionale di Azione Universitaria e, nel 2001, Segretario Regionale di Azione Giovani dell’Emilia Romagna, eletto all’unanimità. Nel 2005, sempre a livello giovanile, è stato tra i principali artefici della vittoria di Giorgia Meloni al Congresso di Viterbo di Azione Giovani, di cui è diventato membro dell’esecutivo nazionale. gnami questo

    • Bignami ,già il nome è una garanzia ,questa è la sua storia e di suo padre
      Nato il 25 ottobre 1975 a Bologna, città dove risiede fin dalla nascita, Galeazzo Bignami non è mai entrato nella Destra bolognese. Ci è nato, grazie soprattutto al padre, Marcello, che del Movimento Sociale prima e di Alleanza Nazionale poi è stato sempre colonna portante, fino alla scomparsa, avvenuta nel luglio 2006.
      All’età di quattordici anni entra nel Fronte della Gioventù, dove milita per un paio di anni, divenendo poi, complice la contrapposizione Fini – Rauti dell’epoca, Segretario Regionale del Fronte Universitario di Azione Nazionale a soli diciassette anni (ovvero quando ancora era al Liceo…).
      Proprio a metà degli anni ’90, insieme al fratello Alessio, rifonda il FUAN, che passa da pochi iscritti (per pochi si intende 3) a successi impensabili al momento della (ri)fondazione, come, ad esempio, la conquista per la prima volta nella storia della Destra Italiana di un posto nel Senato Accademico con l’allora Presidente Provinciale Oscar Lo Surdo.
      Nello stesso periodo inizia la sua collaborazione con il Secolo d’Italia, su questioni di politica giovanile e universitaria. Non ha mai ricoperto incarichi locali nelle strutture giovanili del partito, complice anche una certa allergia all’inquadramento organizzativo che ha sempre visto con un qualche sospetto. Questo tuttavia non gli ha impedito, nel 1996, di diventare dirigente nazionale di Azione Universitaria e, nel 2001, Segretario Regionale di Azione Giovani dell’Emilia Romagna, eletto all’unanimità. Nel 2005, sempre a livello giovanile, è stato tra i principali artefici della vittoria di Giorgia Meloni al Congresso di Viterbo di Azione Giovani, di cui è diventato membro dell’esecutivo nazionale.

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