Wikipedia in sciopero: colpa del ddl intercettazioni

E’ la settimana dello sciopero della rete. Dopo la chiusura per protesta del sito Nonciclopedia, contro la querela per diffamazione intentata dai legali di Vasco Rossi, la web-enciclopedia Wikipedia chiude i battenti per protestare contro il ddl intercettazioni, al vaglio in Parlamento in questi giorni.

Lo si apprende direttamente dalla pagina principale dell’enciclopedia virtuale più grande del web, in cui compare un comunicato per spiegare le ragioni di tale scelta. Nella nota, la libertà d’informazione su cui si basa Wikipedia è messa a rischio soprattutto per un contenuto in particolare della legge, quello secondo cui, c’è l’obbligo per tutti i siti web di rettificare entro 48 ore  dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine, senza che questo giudizio spetti ad altri fuorché la parte lesa.

Le preoccupazioni dell’enciclopedia consiste quindi nell’obbligo di pubblicare fra i propri contenuti (scritti liberamente dagli utenti di Wikipedia, che, come precisa la nota, non ha una redazione) le smentite previste dal comma 29 del ddl, “senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica” che, a detta di Wikipedia “costituisce […] una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell’Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l’abbiamo conosciuta fino a oggi.”

La nota si conclude con l’avviso agli utenti che aggiornano e arricchiscono con i loro contributi l’enciclopedia: “Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all’arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per “non avere problemi”.

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Giorgio Pittella

Sono nato a Milano un anno e mezzo prima della caduta del Muro di Berlino, da genitori lucani portandomi nell sangue le diverse percezioni della penisola. Da sempre appassionato di politica, vengo insignito del titolo di "sindacalista" sin dalla quinta elementare e "comunista" sin dalle materne, quando le maestre scrutano preoccupate un mio disegno sui funerali di Berlinguer, con falce e martello ben in vista. Ho coniugato la mia passione con i miei studi, iscrivendomi alla Facoltà di Scienze Politiche di Milano, e scrivendo per Qds. Da sempre appassionato di giornalismo, specialmente quello d'inchiesta. Vedo calare drasticamente la mia media voti alle scuole medie dopo un articolo nel giornalino di classe in cui accusavo la prof. di religione di valutare secondo simpatie e antipatie, venendo così meno ai buoni principi cristiani. Tra le mie altre collaborazioni, ho scritto di politica per il sito web di una web-radio e ho scritto per un web-giornale universitario. Sono anche molto appassionato di storia, di filosofia, di arte e di musica e sfegatato tifoso juventino

35 commenti

  1. Io l’hò sempre sostenuto che questo governo stà tentando di istaurare una dolce-dittatura,azzopando la scuola publica a fafore di quella privata,eliminando la libera informazione di Annozero,la satira di Parla con mè e adesso con questo con lo scopo di poter influenzare le menti e tenere la gente ignorante.

  2. NON SI PUO’ RINUNCIARE ALLA LOTTA PER CAMBIARE CIO’ CHE NON VA (dal libro: Il compagno BERLINGUER)

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