L'appello sottoscritto dagli scrittori siriani di tutto il mondo all'ONU per mettere fine ai massacri in Siria ad opera del regime.

Contro la dittatura in Siria

L’appello è del 22 giugno e vede tra i suoi primi firmatari personalità del calibro di Umberto Eco, David Grossman, Bernard-Henri Levy, Amos Oz, Orhan Pamuk, Salman Rushdie e Wole Soyinka. Ma ci sono anche altri scrittori “minori” e meno conosciuti, come Shady Hamadi, che ce lo ha segnalato e per questo lo ringraziamo. La lettera di accompagnamento all’appello, firmata dai sette intellettuali sopra citati, è stata pubblicata sul sito di ”La regle du jeu”, la rivista online del filosofo francese Levy, e si rivolge ai 15 Paesi membri del Consiglio di sicurezza. Ci teniamo anche noi di QdS a condannare le uccisioni e a proclamare la nostra solidarietà al popolo siriano.

 

Noi, scrittori siriani, adottiamo l’appello dai nostri amici, registi ai loro omologhi in tutto il mondo, lo giriamo agli scrittori,

poeti e critici di tutto il mondo e li esortiamo a firmarlo.

I siriani che manifestano pacificamente, sono assassinati oggi perché rivendicano i loro diritti più elementari di cittadini liberi.

E’ lo stesso regime corrotto e dispotico che da tempo imprigiona i siriani e gli priva della loro dignità e delle loro libertà che oggi distrugge le loro vite e i loro sogni.

Noi, scrittori siriani firmatari di questo appello, consideriamo che una riforma che non mette immediatamente fine al dominio delle forze di sicurezza sulla vita dei cittadini, e all’immunità di cui godono, e che non abolisce la prigione politica, non può che essere una riforma nata morta.

Invitiamo tutti gli scrittori del mondo a condannare le uccisioni e proclamare la loro solidarietà con il popolo siriano, con i suoi sogni di giustizia, uguaglianza e libertà.

 

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

14 commenti

  1. Come in Yemen…in altri, come l’Arabia Saudita, ce n’è troppo quindi meglio non farli arrabbiare prima che chiudano i rubinetti, in certi casi il concetto di democrazia è relativo, purtroppo

  2. No, l’Iran ha un programma nucleare in stato avanzato…Poi l’esortazione di democrazia ai loro vicini iracheni non è piaciuta molto

  3. avete mai visto o sentito che le grandi potenze alzino il deredano (culo)per dei paesi dove non c’è da guadagnare? io no!!!ho visto solo morte e distruzione, xchè investire in azioni presunte umanitrie quando non c’è da spartirsi NIENTE ,quanda IPOCRISIA dietro la parola LIBERTA’,essa non è uguale x tutti i popoli !!!!!!!!!!!!

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