Le ultime indagini anti-mafia in Piemonte e in Lombardia, in particolare a Torino e a Milano, confermano una sola cosa: che la 'ndrangheta, quando si tratta di affari, li fa sia con la Destra che con la Sinistra, senza alcuna distinzione di bandiera.

La ‘ndrangheta al Nord, tra Destra e Sinistra

Riporto l’articolo di Gianni Barbacetto sul suo blog, che non solo condivido in pieno, ma anche perché è un buon sunto di quello che vado ripetendo da mesi (e puntualmente mi becco accuse di tafazzismo, estremismo e così via discorrendo dai tifosi senza cervello, o sarebbe meglio dire trinariciuti, che seguono questo o quel leader acriticamente). Perché io, alla storiella che se succede a Sinistra è una leggerezza, mentre se succede a Destra è l’emersione del sistema, non ci ho mai creduto. E solo gli stolti potrebbero crederci.

Ci sono Nordisti molto potenti al Nord e molto collegati con il Sud. Sono gli uomini della’ndrangheta. Le indagini antimafia più recenti, a Milano come a Torino, hanno dimostrato la penetrazione delle cosche calabresi negli affari del Nord e le loro capacità di tessere relazioni con la politica. “Ci sono 13 politici lombardi che hanno ricevuto i voti della ’ndrangheta”, ha dichiarato il magistrato calabrese Nicola Gratteri. “E sono ben otto i consiglieri comunali di Milano che, secondo le indagini, hanno avuto rapporti con i boss calabresi”, ha aggiunto il sociologo Nando dalla Chiesa. Di solito i contatti sono con uomini del centrodestra: perché le amministrazioni pubbliche, i Comuni, le Province, le Regioni, al Nord più frequentemente sono governate da Pdl e Lega. Ma la ’ndrangheta non ha preclusioni ideologiche: va dove ci sono i soldi. E stringe rapporti con chiunque possa essere utile per conquistare potere e appalti.

Nei giorni scorsi, l’inchiesta “Minotauro”, che ha rivelato i rapporti tra mafia e politica in Piemonte, ha dimostrato che le cosche non escludono proprio alcuna sigla politica: nelle carte dell’indagine sono citati anche un collaboratore di Piero Fassino, neosindaco di Torino, e un paio di esponenti dell’Italia dei Valori. Sì, anche il partito di Antonio Di Pietro, che ha fatto della legalità la sua bandiera, potrebbe essere infiltrato dalle cosche.

Secondo le carte dell’indagine, “nel periodo compreso tra la fine di gennaio e la fine di febbraio 2011, Salvatore Demasi, detto Giorgio”, boss di Rivoli, “si è incontrato, anche per il tramite di intermediari, con diversi esponenti politici gravitanti sul territorio di Torino e provincia”. Segue elenco: il deputato dell’Italia dei Valori Gaetano Porcino, il consigliere regionale del Piemonte Antonino Boeti, del Pd, l’assessore all’istruzione del Comune di Alpignano Carmelo Tromby, dell’Idv, il deputato Domenico Lucà, del Pd, e il socialista Domenico Massimo Cairoli. Sempre secondo gli investigatori, gli uomini della ’ndrangheta avrebbero organizzato un incontro con l’onorevole dipietrista Gaetano Porcino per il giorno 29 gennaio 2011, presso il Bar Massaua di Torino. In quella città, Porcino è anche consigliere comunale.

Fassino e Di Pietro hanno subito reagito con fermezza: “Non sono disposto a essere messo nel tritacarne dei sospetti e dei ‘si dice’”, ha dichiarato il sindaco di Torino. E il fondatore dell’Italia dei Valori ha difeso i suoi uomini, sostenendo di credere alla loro buona fede: sarebbero stati contattati senza capire con chi avevano a che fare. In politica però vale la responsabilità delle proprie azioni e dei rapporti che si stringono. Non si possono usare due pesi e due misure: inflessibili con il centrodestra e tolleranti con il centrosinistra.

Come ha scritto nel suo blog Giulio Cavalli, consigliere regionale lombardo dell’Idv (sotto scorta dopo aver ricevuto ripetute minacce mafiose), “gli elettori – anche i nostri – si sono stancati di sentire la favola che se succede a sinistra è una leggerezza e se succede a destra è l’emersione di un sistema. Non fa bene all’antimafia strepitare per le ombre degli altri se non corriamo a dissipare le nostre (perché non posso che augurarmi che queste ombre siano presto dissipabili)”.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

18 commenti

  1. in fatti la vera democrazia si hà solo se ogni cittadino pensa e scglie autonomame con la propria testa libero da condizionamenti,pregiudizi o per partito preso.

  2. Pinco Pallina attraverso Facebook

    sono daccordo guasi con tutti voi…fuori che con quelli che si presentano davanti alle procure con i cartelloni per difendere un’inquisito..che ha tutta la possibilita’ di difendersi…avendo centinaia di avvocatoni..politici e onorevoli…pagati naturalmente da noi poveri cittadini..si perche’ quando sono in parlamento e fanno le leggi per LUI…siamo noi che li paghiamo…perche’ lavorano nelle ore che paghiamo noi!!!e devo sentire brunetta dire che i pregari sono la vergogna dell’italia !!!!io sono certissima se’ c’e’ una vergogna in Italia sono proprio loro..questi vergognosi ed indegni rappresentanti del popolo…che io fortunatamente..non ho mai votato!!!

  3. Secondo me i nostri rappresentanti di sinistra devono dimostrarsi tali anche nello stile di vita. E se qualcuno approfitta del proprio ruolo, una volta dimostrato, non deve essere difeso ma DEVE PAGARE DUE VOLTE: per render conto alla legge e per il danno che ha fatto al Partito.

  4. Non nascondo di essere un Di Pietrista e mi dispiaciono forse piu’ che ad altri.Per il banale motivo di averli in casa,ora spero vivamente non sia tutto fondato e son solidale con Cavalli… spero non sia tutto vero ma se fosse pure un’ngenuita’ non sarebbero comunque gli uomini giusti oltre ad essere un pericoloso autogol. Capito’ poco tempo addietro anche per una candidata in Liguria ma da quel che mi risulta per delle foto fu’ poi mandata via. Certo che trovare persone incorrutibili diventa sempre piu’ un miraggio:(

  5. però la sinistra è doppiamente colpevole quando si comporta così!

  6. x evitare ciò nn vi sembra che dovrebbe tornare la politica al centro dell’essere vivente?dalla politica dipende li bene ed il male,la guerra e la pace,é necessario quindi che le persone che ricevono un mandato, se nn lo portano avanti, debbono dimettersi.ma quanti, come un certo Enrico possono dire: nn ho fatto nulla x essere qui,nn farò nulla x restarci?lo può dire solo chi vive x la politica e nn di politica.

  7. lo sappiamo ma sono i politici che devono avere il coraggio di dire di no alla malavita

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