L'ultimo libro di Miguel Gotor, "Il Memoriale della Repubblica", ricostruisce con precisione chirurgica il ruolo della P2, di Cosa Nostra, della CIA, dell Vaticano e dei servizi segreti deviati nel sequestro Moro: tutti d'accordo sul fatto che i comunisti di Berlinguer al governo non ci dovevano andare.

Il Memoriale della Repubblica: i poteri occulti che hanno ucciso Moro

La Questione Morale ha aperto la strada al formarsi di poteri occulti eversivi (la mafia, la camorra, la P2) che hanno inquinato e condizionano tuttora i poteri costituiti e legittimi fino a minare l’esistenza stessa della nostra Repubblica
(Enrico Berlinguer)

Trent’anni fa, quando Enrico Berlinguer parlava di Questione Morale, anche nel suo partito lo presero per ingenuo. I socialisti addirittura lo fischiarono, al 43° Congresso del Partito Socialista (tra la folla fischiante l’energumeno tascabile, per dirla alla D’Alema, che ha insultato i precari di tutta Italia l’altro giorno).

Eppure non solo oggi anche economisti di fama internazionale che prima predicavano deregulation a go go, ora ammettono che la corruzione frena la crescita, ma anche politologi che in vita hanno avversato Berlinguer, ammettono che quella che lui chiamava Questione Morale può costituire un pericolo per la tenuta di ogni regime democratico in ogni parte del mondo. Ci sarebbe da esclamare: “Alla buon’ora!”. Anche perché se la storia non la si rilegge consci del fatto che i poteri occulti eversivi che sono nati e alimentano tutt’oggi la irrisolta Questione Morale hanno avuto un peso determinante nella vita politica repubblicana, si rischia di commettere gli stessi errori.

Leggo sui giornali della P4, dopo aver letto l’estate scorsa della P3. Eppure dopo aver letto il libro di Miguel Gotor sul “memoriale” di Aldo Moro, steso nel buio della prigione brigatista per rispondere agli interrogatori dei suoi aguzzini, capisci che le facce, anche se consumate dal tempo e dalla corruzione, sono sempre le stesse. È sempre la solita P2.

Quando finisci di leggere il libro di Gotor, ne esci letteralmente stravolto, ma ti aiuta ad aggiungere un tassello, quel tassello che prima ti mancava per provare ad interpretare quel mosaico ancora pieno di tasselli mancanti della storia politica italiana dal dopoguerra ad oggi. Anche se i tasselli che mancano sono troppi, tra la certezza che l’intelligence di mezzo mondo voleva far fuori Berlinguer (come ho scritto qui, facendo un resoconto delle ultime carte non più coperte da segreto di Cia, Kgb e servizi segreti britannici) e che la morte di Moro faceva comodo a molti, forse riesci a farti un’idea più ampia del ruolo di quei poteri occulti eversivi di cui parlava Berlinguer.

Il principale merito del libro di Gotor è quello di sgombrare il campo dalle interpretazioni più grossolane e complottiste, senza l’impossibile pretesa di sbrogliare l’intera matassa, ma limitandosi a inanellare fatti, date e soprattutto strane coincidenze una dietro l’altra.

Non sapremo mai, forse, dove si trova l’originale autografo di quel memoriale, con i suoi indicibili segreti di Stato, ma Gotor lavora su due incomplete tranche di fotocopie rinvenute, non casualmente, nello stesso covo milanese, a distanza di dodici anni l’uno dall’altro.

E solo da quei dati parziali viene fuori non solo il ruolo di governanti, alti ufficiali, 007, massoni, informatori, giornalisti, faccendieri, capi terroristi e bassa manovalanza, fra cui l’onnipresente Gelli (alla faccia di chi ancora lo ritiene un golpista da operetta!). C’è anche l’ampia area di contiguità alla lotta armata, «un network relazionale, in cui sovversione, amicizia, interessi accademici e pulsioni familiste formano una miscela dall’inconfondibile sapore italico».

È questo forse il risvolto più agghiacciante dell’indagine di Gotor: una splendida cartina di tornasole, con nomi e cognomi, di quanti all’epoca civettavano con i guerriglieri, salvo poi, a guerra finita, beneficiare di splendide carriere borghesi, nel giornalismo, nell’università e nell’industria.

La verità è rivoluzionaria, diceva Pasolini. Chissà se un giorno la rivedremo riaffiorare.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

32 commenti

  1. Aldo MORO ed ENRICO BERLINGUER sono i due giganti del dopoguerra italiano, due patrioti di cui andare fieri.

  2. Aldo MORO ed ENRICO BERLINGUER sono i due giganti del dopoguerra italiano, due patrioti di cui andare fieri.

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