La paura non fa Quaranta: referendum, sì anche dalla Consulta

 

Si temeva il peggio con l’elezione del nuovo presidente della Corte Costituzionale per il quesito referendario sul nucleare. Si temeva che l’elezione di un presidente di area di centrodestra potesse condizionare la valutazione sul quesito riammesso e modificato in precedenza dalla Corte di Cassazione  dopo il decreto Omnibus del governo.

La Consulta ha però deciso, con voto unanime, di considerare ammissibile il quesito referendario riformulato dalla Corte di Cassazione. E’ il via libera definitivo: sabato e domenica si voterà anche sul nucleare.

Alfonso Quaranta è stato eletto ieri mattina come Presidente della Corte Costituzionale. La sua elezione ha visto 10 voti favorevoli e tre astenuti su 13 presenti (all’appello mancava Maria Rita Saulle, assente per malattia, e il Parlamento non ha ancora provveduto a nominare il sostituto di Ugo De Siervo.)

Per quanto si sospettava già che la presidenza sarebbe caduta a un membro della Consulta di centrodestra, il neo presidente era subito intervenuto sul tema caldo di questi giorni, il quesito referendario sul nucleare riammesso dalla Corte di Cassazione: “Personalmente ritengo che non sia nei poteri della Corte bloccare il referendum” ha detto incontrando i giornalisti dopo la sua elezione. “Per la decisione occorre attendere martedì. La Corte deciderà con rapidità. È difficile rispondere se sarà una decisione semplice o complessa. Sarà quel che è necessario che sia. La corte valuterà tutti gli elementi e poi deciderà.”

Pare quindi non sia a rischio il quesito referendario sul nucleare, salvo sorprese. Quaranta ha poi aggiunto: “Questa mia elezione, a dispetto di alcune inopportune interferenze esterne sull’autonomia della Corte, spero che faccia giustizia di ogni illazione sulla presunta politicizzazione della Corte Costituzionale. Credo che questa votazione superi ogni dubbio al riguardo. La Corte agisce nella più piena autonomia. Giudico tali pressioni esterne inopportune”.

Il monito è chiaro: la giustizia è indipendente e al di sopra delle parti e non accetta interferenze con nessuno, è ora che tutti i politici, da destra a sinistra, lo capiscano. E il voto dei giudici della Corte di Cassazione pure: non esiste governo che possa raggirare il prossimo.

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Giorgio Pittella

Sono nato a Milano un anno e mezzo prima della caduta del Muro di Berlino, da genitori lucani portandomi nell sangue le diverse percezioni della penisola. Da sempre appassionato di politica, vengo insignito del titolo di "sindacalista" sin dalla quinta elementare e "comunista" sin dalle materne, quando le maestre scrutano preoccupate un mio disegno sui funerali di Berlinguer, con falce e martello ben in vista. Ho coniugato la mia passione con i miei studi, iscrivendomi alla Facoltà di Scienze Politiche di Milano, e scrivendo per Qds. Da sempre appassionato di giornalismo, specialmente quello d'inchiesta. Vedo calare drasticamente la mia media voti alle scuole medie dopo un articolo nel giornalino di classe in cui accusavo la prof. di religione di valutare secondo simpatie e antipatie, venendo così meno ai buoni principi cristiani. Tra le mie altre collaborazioni, ho scritto di politica per il sito web di una web-radio e ho scritto per un web-giornale universitario. Sono anche molto appassionato di storia, di filosofia, di arte e di musica e sfegatato tifoso juventino

25 commenti

  1. Anna Maestripieri attraverso Facebook

    Tiè!!

  2. Roberto Ivaldi attraverso Facebook

    domenica e lunedì ti sotterriamo!

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