Oggi è la Festa della Repubblica. Nata dalla Resistenza al nazi-fascismo. Non siamo in dittatura, ma siamo in una democrazia a libertà limitata. L'animale ferito (B.) è ancora più pericoloso di prima e furente. Diamogli la botta finale coi referendum.

La dittatura ai tempi della democrazia (e di B.)

‎”Se un potere dispotico s’insediasse nei paesi democratici, esso avrebbe certamente caratteristiche diverse dal passato: sarebbe più esteso, ma più sopportabile, e degraderebbe gli uomini senza tormentarli. Un sistema che potrebbe sembrare paterno, ma che al contrario cercherebbe di fissare gli uomini alla loro infanzia, preferendo che si divertano piuttosto che pensare…. vedo una folla immensa di uomini tutti simili, che girano senza posa su se stessi per procurarsi i piaceri minuti e volgari di cui nutrono la propria anima. Ognuno di loro considerato in sè è come estraneo al destino di tutti gli altri… Quanto al resto dei concittadini, non li vede: li tocca, ma non li sente. E se ancora la famiglia ha qualche significato per lui, è la società a non averne più alcuno.
(ALEXIS DE TOCQUEVILLE, 1840, De la démocratie en Amerique)

Oggi è la festa della Repubblica, la festa della Democrazia. Quella Repubblica fondata sulla Costituzione ed eretta sul sangue di centinaia di migliaia di italiani che hanno lottato contro il nazi-fascismo per liberare l’Italia dalla dittatura. Per questo non posso accettare né il disegno di legge presentato dal Pdl per equiparare “i ragazzi di Salò” ai “partigiani“, né tanto meno le critiche di qualche mio coetaneo imbecille (seguito a ruota da qualche “riformista” piddino) al fatto che in Piazza Duomo l’altra sera si è cantata “Bella Ciao“.

Perché è vero che siamo in democrazia, ma non è vero che questa nostra democrazia abbia un alto tasso di democraticità. Se ce l’avesse, la corruzione non distruggerebbe 60 miliardi di euro di risorse pubbliche, l’evasione non sarebbe di 100 miliardi di euro, le mafie non sarebbero la prima azienda in Italia con un giro di affari stimati di 170 miliardi di euro. Soprattutto, Milano non sarebbe la capitale mondiale del traffico di cocaina e sul suo territorio non si concentrerebbero la ‘ndrangheta e chissà quali altre mafie (russa, cinese… ne sta venendo fuori di roba dalle indagini).

Soprattutto, in un Paese dove il Presidente del Consiglio controlla 6 televisioni su 7 e il 70% degli Italiani si forma un’opinione dalla televisione, potete capire bene che, se anche è vero che ha preso una sberla l’altro ieri, il Cavaliere è ferito, ma non sconfitto. E come tutti gli animali feriti, diventa ancora più pericoloso.

Di fronte ad una debacle del genere, una persona normale si sarebbe dimessa, ma il Cavaliere non è una persona normale: su di lui si concentrano tutti i fenomeni degenerativi della Questione Morale originati dalla commistione tra potere politico, economico e mediatico. E’ l’epicentro del cancro, il bersaglio principale: se cade lui, cadono tutte le altre ramificazioni e gli stessi fenomeni degenerativi diventano più facili da combattere.

Il Cavaliere invece rilancia: nomina segretario politico Alfano, per dare una parvenza di democraticità ad un partito personale che di democratico e liberale non ha mai avuto nulla; emette l’ennesimo editto bulgaro contro Santoro; preme per la riforma della giustizia (che assicura l’impunità non solo a se stesso, ma anche agli amici degli amici); vuole mettere il bavaglio all’informazione.

Di fronte ad un’emergenza del genere, un Capo dello Stato a cui la Costituzione assegna la facoltà di sciogliere le Camere, sentiti i presidenti, dovrebbe farlo al più presto. Ma è chiaro che attualmente il Capo dello Stato è prudente, proprio perché l’animale è ferito. Occorre dargli un’altra botta, e dobbiamo dargliela con i referendum.

E’ vero il nucleare, è vero l’acqua pubblica: ma per liberare la Democrazia dal cancro Berlusconi il quesito più importante è quello sul legittimo impedimento, la cui bocciatura significa riaffermare che LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI, e non ci sono “animali”, neanche se feriti, più uguali degli altri.

La società, domenica e lunedì, ha tornato ad avere senso. Facciamo modo che fra due settimane tornino ad avere senso anche la Repubblica e la Democrazia.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

56 commenti

  1. Alessia Jazz attraverso Facebook

    @antonino tu raccogli le fragole? sei fortunato io non ho un cavolo di lavoro manco da scaricatrice di porto anche se sono laureata vedi tu ….

  2. Alessia Jazz attraverso Facebook

    @antonino tu raccogli le fragole? sei fortunato io non ho un cavolo di lavoro manco da scaricatrice di porto anche se sono laureata vedi tu ….

  3. Perchè se si raccolgono le fragole a 40° nellse serre non hai frequentato la scuola dell’obbligo? In particolare nei primi 3 anni di scuola elementare si insegna la punteggiatura. Ma insomma che cavolo dici? cosa c’entrano le virgole ed i punti con il votare ai referendum, non dare la colpa alle serre della mancanza di logica

  4. Perchè se si raccolgono le fragole a 40° nellse serre non hai frequentato la scuola dell’obbligo? In particolare nei primi 3 anni di scuola elementare si insegna la punteggiatura. Ma insomma che cavolo dici? cosa c’entrano le virgole ed i punti con il votare ai referendum, non dare la colpa alle serre della mancanza di logica

  5. oggi è la festa della nostra repubblica, NATA DALLA RESISTENZA

  6. oggi è la festa della nostra repubblica, NATA DALLA RESISTENZA

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