La Milano di Letizia Moratti? Bocciata

Sul suolo meneghino la temperatura si è fatta incandescente, e non sono solo i circa 30° che stanno riscaldando il clima. Ci si aspettava certo l’offensiva e i dossieraggi de Il Giornale ripetuti a pappagallo dal centrodestra in vista del voto di domenica e lunedì e l’esempio più illustre lo si è visto appunto ieri durante il confronto televisivo Moratti – Pisapia ove, ricorderete, il sindaco uscente ha usato gli ultimi minuti a sua disposizione per calunniare vigliaccamente l’avversario raccontando in maniera completamente distorta dei fatti risalenti a oltre trent’anni fa.

Letizia Moratti però dovrebbe curarsi più della sua amministrazione che dell’avversario, come hanno puntualmente dichiarato gli alleati leghisti, Matteo Salvini in testa. L’esponente padano in consiglio comunale, in odore della seconda poltrona di Palazzo Marino qualora Letizia venga riconfermata, ha dichiarato ai giornali che alla Lega Nord interessa più la Milano del 2015 che quella di trent’anni fa. Ma la Milano di oggi? Espongo ora due dati della disastrosa amministrazione di Milano da parte di Letizia Moratti.

E’ apparso ieri sul Fatto Quotidiano un articolo che riportava in concreto il succo di un dispositivo firmato dal sindaco che metteva in pratica le ordinanze anti-degrado emanate nel 2008. In questo dispositivo, nello specifico, si esortava a spostare le prostitute fuori dal centro, verso le periferie e i comuni limitrofi. La cosa non ha fatto certamente felice la Lega, che attinge a piene mani dai serbatoi elettorali periferici e che amministra molti comuni dell’hinterland milanese. Il dato scioccante però è questo: non è stata messa in atto una politica per risolvere il problema, ma per nasconderlo dalle vetrine prestigiose della città, in barba alle periferie su cui già gravano altri problemi. Qual è quindi il grado di accountability del sindaco verso le periferie? Con quale faccia la Moratti si permette di parlare di riqualificazione delle periferie se trasla un problema da una parte all’altra della città? Un bell’enigma che gli elettori milanesi, specie i leghisti, fidi alleati in odore di poltrona di vicesindaco, devono spiegare ai propri elettori.

Il secondo dato è però ben più sconvolgente del primo. Negli ultimi mesi, in Via Fabio Filzi e in Via Ponte Seveso, l’amministrazione ha provveduto a rendere effettive le corsie preferenziali in cui transitavano autobus e tram ed eliminare il parcheggio in doppia fila che creava disturbo allo scorrimento dei mezzi pubblici. Sono state quindi create isolette per separare le due corsie con tanto di segnaletica e catarifrangenti e sono stati posati cordoli separatori, il tutto coadiuvato dalla presenza di telecamere, allo scopo di fotografare gli incauti automobilisti intenti a percorrere la preferenziale. L’operazione ha eliminato il parcheggio selvaggio in doppia sosta, ma ha scatenato l’ira dei commercianti della zona, che il 4 maggio hanno organizzato una protesta con l’intento di bloccare il traffico delle due vie.

Palazzo Marino non se l’è sentita di perdere i voti delle partite iva, dei commercianti, specie in una zona che vota a destra come la Zona 2, specie nelle vie vicine alla Stazione Centrale. De Corato è quindi intervenuto per promettere la pronta rimozione di cordoli e telecamere e, a pochissimi giorni dal voto, la via è tornata al suo vecchio splendore. Insomma, sotto campagna elettorale è lecito bruciare denaro pubblico pur di non perdere voti utili. Ma tutto ciò non poteva essere evitato? Non si poteva interagire tramite i consiglieri di zona (la zona è governata dal centrodestra) per palpare gli umori e le opportunità, i costi e i benefici di tale operazione?

Purtroppo la realtà è ben diversa; come con il governo nazionale, anche a Milano le politiche pubbliche s’improvvisano, ricadendo a cascata sul collo dei cittadini a mo’ di mannaia, come nel caso degli appalti milionari per la metropolitana Linate – Lorenteggio, lievitata di prezzo per far sì che si concluda entro l’Expo (ma s’ignora come visto il tracciato e la lunghezza) o i costi in più della metropolitana 5, lievitati a causa delle frequenti esondazioni del Seveso (l’ultima esondazione ha causato la “piena” delle gallerie della nuova metropolitana che hanno fatto da collettore, sfociando a mo’ di fiume all’interscambio con la linea gialla a Zara, allagando pure le gallerie di quest’ultima metropolitana, paralizzando il flusso di passeggeri per diverse settimane) . Va inoltre ricordato che il sindaco di rifiuta di ammettere che a Milano la mafia non esiste, negando quindi l’utilità di commissioni anti-mafia, ma possiamo anche dire che a vedere i nomi di certi candidati nella lista del pdl non c’è da meravigliarsi.

La Moratti non è stata né responsabile né attenta alle esigenze della sua città, che fra quattro anni avrà gli occhi del mondo puntati addosso. E’ il caso di farlo sapere alla gente, è il caso di mettere fine a queste esperienze di cattiva amministrazione.

Commenta con il tuo account Facebook

Giorgio Pittella

Sono nato a Milano un anno e mezzo prima della caduta del Muro di Berlino, da genitori lucani portandomi nell sangue le diverse percezioni della penisola. Da sempre appassionato di politica, vengo insignito del titolo di "sindacalista" sin dalla quinta elementare e "comunista" sin dalle materne, quando le maestre scrutano preoccupate un mio disegno sui funerali di Berlinguer, con falce e martello ben in vista. Ho coniugato la mia passione con i miei studi, iscrivendomi alla Facoltà di Scienze Politiche di Milano, e scrivendo per Qds. Da sempre appassionato di giornalismo, specialmente quello d'inchiesta. Vedo calare drasticamente la mia media voti alle scuole medie dopo un articolo nel giornalino di classe in cui accusavo la prof. di religione di valutare secondo simpatie e antipatie, venendo così meno ai buoni principi cristiani. Tra le mie altre collaborazioni, ho scritto di politica per il sito web di una web-radio e ho scritto per un web-giornale universitario. Sono anche molto appassionato di storia, di filosofia, di arte e di musica e sfegatato tifoso juventino

26 commenti

  1. probabimente sono stati i 30 gradi che le ha fuso il cervello

  2. Fausto Rossi via Facebook

    La moratti diffama Pisapia!ALLA SINISTRA NON PIACE LAVARSI; MA AL PDL PIACE ROTOLARSI NEL PROPRIO FANGO!

  3. Fausto Rossi via Facebook

    La moratti diffama Pisapia!ALLA SINISTRA NON PIACE LAVARSI; MA AL PDL PIACE ROTOLARSI NEL PROPRIO FANGO!

Lascia un Commento