20 aprile 2011: duello tra titani. Con affondi, sgambetti e accuse di stalinismo. Questa è la Sinistra di oggi: si chiude nei Palazzi a parlare di come sconfiggere il Berlusconismo e si dimentica di stare dove si può batterlo: tra la gente.

Come battere il berlusconismo? La Sinistra torni tra la gente

httpv://www.youtube.com/watch?v=m1QYRPFfxsM&feature=player_embedded#at=73

 

Dopo aver visto qualche estratto da Exit del duello tra D’Alema e D’Arcais, non avendo partecipato in prima persona, tra accuse di stalinismo da parte di D’Alema all’indirizzo di D’Arcais (e quindi della società civile che rappresenta) e altre cose poco gratificanti sia dall’una che dall’altra parte, mi viene in mente solo questo: davvero pensano di battere il Berlusconismo con le riviste, i dibattiti nei teatri, con la gara a chi fa meglio dell’altro? Qualcuno si è posto il tema di come intercettare i giovani? Che non sono una moda passeggera, sono il futuro di un Paese. Come raggiungerli. Sperimentare forme nuove di comunicazione, di interazione. Oramai in Piazza ci si va solo al 25 aprile, al 1° maggio, a volte il 2 giugno, quasi sempre per andare contro l’ennesima boutade berlusconiana, ma i giovani latitano. Perché latitano? Perché forse nemmeno sanno che c’è in piazza a quell’ora quella cosa. Perché forse se vanno in un partito a chiedere di far qualcosa, devono scontrarsi con satrapi e logiche clientelari che nemmeno la Dc e nella migliore delle ipotesi si ritrovano ad imbustare lettere e a difendere l’indifendibile. I giovani, se positivamente stimolati, rispondono positivamente alla riscossa civile, culturale, morale di cui ha estremamente bisogno questo Paese.

Finché ci si chiuderà nei Palazzi, anche quelli “culturali” e non solo quelli della politica, difficilmente si otterranno dei risultati. Ogni parrocchia una sezione, diceva Togliatti, quando fondava il più grande partito comunista d’Occidente (il Partito Nuovo, quello di massa, a differenza di tutti gli altri partiti comunisti d’elite). Oggi ci sono i blog, c’è la rete, noi siamo la dimostrazione che un giovane può far politica e creare una community “orizzontale” senza doversi scontrare con le logiche interne di un partito, ma è anche ora che i partiti si aprano alla società civile. Qualcuno ci accusa di essere verbosi. Può darsi, ma a differenza di altri facciamo. E cosa più importante, non ci chiudiamo nei Palazzi frequentati solo da ultra-cinquantenni o addetti ai lavori politici: stiamo nei licei, nelle università, nelle librerie, nelle vie della città, oltreché sulla rete.

Tornare tra la gente, questa è la soluzione. Chissà quando chi di dovere lo capirà.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

25 commenti

  1. Finalmente abbiamo il coraggio di dire le cose come stanno!!!ritorniamo tra la gente a far capireikl nostro punto di vista e che siamo il futuro di questa nazione.

  2. ma va ?????? tardi ma se ne accorto anche l’on. Dalema !!!!!!!!!!

  3. @aldino baronci guarda che d’alema è in pensione da una vita, non ha mai lavorato!

  4. … forse basterebbe smettere di pensare a Berlusconi e di parlarne e cominciare a pensare a qualcosa di proprio che non viva della luce riflessa del “demone”. Per fare ciò, però, ci vuole una certa capacità (normale, eh? non necessariamente elevata) di pensare ed elaborare in modo autonomo e possibilmente originale e libero che è proprio ciò che sembra si si sia perso. Perciò c’è sempre bisogno di un diavolo da combattere e a cui imputare i propri limiti…

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