Più cultura, Più futuro, Walter Veltroni a Lucca

Lucca, 01-04-2011. Di fronte ad un numeroso pubblico l’ex segretario Pd Walter Veltroni è intevenuto a parlare di cultura ad un incontro pubblico organizzato dal Partito democratico della Toscana e coordinato in particolare dal Senatore Andrea Marcucci e dal presidente della provincia di Lucca, Stefano Baccelli.

Nel suo intervento, Veltroni ha voluto porre l’accento in particolare su una importante connessione tra il concetto di cultura e quello di democrazia. Ma non solo; ha ricordato che cultura è anche saper far tesoro del passato e della memoria storica, cultura come antidoto al razzismo e scuola di civiltà.

Dice tra le altre cose Veltroni: “le virtù civili di questo Paese vengono disinnescate proprio attraverso la sottovalutazione e la rimozione del valore della cultura; la memoria e la cultura sono sorelle. La cultura è di per sé memoria”. E ancora: “perché i cittadini o anche le autorità politiche di duecento anni fa di Lucca non hanno buttato giù le mura? Perché duecento anni fa non si è detto: buttiamo giù la chiesa di Santa Caterina e facciamone un locale da ballo? Perché? Perché chi ha vissuto per secoli ha avuto il senso della bellezza e il senso della memoria.” “Nel nostro DNA collettivo c’è il senso della storia, della memoria e della bellezza, ma se noi rimuoviamo la storia, la memoria e la bellezza noi rischiamo di essere nel mondo globalizzato in una posizione estremamente irrilevante”. Nel sottolineare questi aspetti viene da fare una riflessione, ossia possiamo riconoscere che mentre multinazionali straniere possono comprare o tentare di comprare i marchi italiani, e qui viene citato da Veltroni l’esempio di Parmalat, “non c’è qualcuno che potrà fare San Gimignano in Cina. E siccome nel genere umano ci sarà sempre la voglia di conoscere il bello, solo se si ha l’intelligenza di capire che questa è la nostra irripetibilità e unicità si capisce che questa non è una fatica da sopportare (dover finanziare la cultura); è il cuore delle nostre possibilità. Noi siamo quello che siamo e possiamo crescere se coltiviamo le nostre unicità. Quando si dice che la cultura non si mangia, non si dice solo una cosa orrenda dal punto di vista dei valori, ma si dice anche una cosa profondamente sbagliata, perchè con la cultura si mangia. Intanto si respira, si respira un’aria pulita perché è il prodotto di tante suggestioni e di tante idee e capacità creative, e vengono respirate anche da chi non le sa leggere. Non c’è bisogno di essere storici dell’arte per capire la grandezza del Caravaggio, sta nell’aria… il cinema di Fellini sta nell’aria, la musica di Puccini sta nell’aria. Anche chi non la frequenta ce l’ha dentro di sé, perché il DNA culturale e civile di un Paese non è una assurdità genetica, è una realtà. (…)”

Di fronte a queste riflessioni non mi pare sia necessario aggiungere molto.

Certo è che purtroppo nel mondo utilitaristico di oggi, si riduce sempre più la platea di persone che sanno apprezzare le bellezze derivanti da ciò che chi è venuto prima di noi ci ha lasciato in regalo. Sempre meno sono coloro che riescono a riconoscere che la nostra vera ricchezza non dipende solo dal PIL, ma il futuro del nostro benessere passa giocoforza dai valori, dalla memoria storica, dall’arte… detto in una sola parola dalla cultura.

 

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alexbonini

33 anni; laureato in scienze politiche a Pisa, oggi lavora come impiegato, da sempre sostenitore del progetto ulivista e del Partito democratico inteso come superamento dei vecchi schieramenti e non semplicemente come sommatoria degli stessi. Ha appoggiato attivamente Ignazio Marino durante le primarie del 2009.

13 commenti

  1. Nicola Vacca via Facebook

    più culutura e più futuro…e sempre NOi a prenderla nel culo… dio porco.

  2. ma che linguaggio e’ questo!!!!!MOLTO CULTURALE DAVVERO!!!!

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