Giovani, Ribellatevi!

 

Plof! Come un sughero che galleggia sull’acqua, sotto la spinta del dito del tempo, il mondo s’è ribaltato. Il sopra s’è cambiato di posto col sotto. Il vecchio è spacciato per nuovo. E al nuovo hanno appiccicato una posticcia barba canuta, gridandogli contro: vecchio! Sei vecchio, vecchio! Mah! In questo vortice di rimescolamento le giovani generazioni sono diventate la parte più conservatrice di questa bizzarra società dominata dalla compagnia di giro berlusconiana.

Non tutti, per fortuna, ma la sostanza non cambia.

Come è stato possibile? I giovani per storia e per loro natura, per anni, secoli, ere, fin dal Big Bang dell’universo, nel nostro e negli altri infiniti pianeti abitati delle galassie più remote, sono stati sempre ribelli, hanno sempre avuto il coraggio di rompere le barriere e spingere il pensiero oltre ogni orizzonte!

Da noi, no. Non più. Viene da piangere, ahimè! Me li guardo, questi giovani, pieno di speranza e di curiosità, pronto a buttare nel cesso le mie categorie per scorgere qualcosa che io, magari,  non so capire. Pronto ad ascoltare. Pronto a rivoltarmi, a cambiare pelle, a rigenerarmi, a mutare opinione. E che vedo? Tanti soldatini di piombo fatti in serie, immobili nella rigidità delle loro divise pesanti. Ma questa è la parte peggiore. Allora volgo lo sguardo verso lidi migliori.

Ci saranno, mi chiedo, giovani a cui non piace il mondo sfavillante in cui siamo costretti a campare? Che le luci al neon e le collanine, i ricchi premi e i cotillons proprio non li sopportano? Si, ci sono. E per fortuna! Allora guardo meglio. Più nel fondo. M’inoltro persino nel profondo. D’improvviso la mia speranza si riaccende. E che vedo? Tanti bravi ragazzi, rispettosi e carini, intelligenti e ben educati, tutto studio e famiglia.

A quel punto, celando la mia delusione, chiedo: ma come? Questo mondo vi piace? Che dici? No che non ci piace! È la risposta che arriva con un coretto. E allora? Mi permetto. Va cambiato. Rispondono, sicuri. E come? Insisto. Il mondo ha proprio bisogno d’una aggiustatina, una registrazione, una passata di brillantina. Dicono. Un po’ più di democrazia, la nostra costituzione la più bella che ci sia, un pizzico d’antimafia, una manciata di tolleranza e, perché no?, un po’ di meritocrazia! Ma come? Ribatto. E basta? Che altro si può fare? Obiettano. Andiamo bene! Mi viene da esclamare. Tutto qua il mondo migliore? Ma via! Di questo mondo non c’è niente da salvare. Pontifico. È l’orizzonte che vi frega. Occorre cambiarlo, oltrepassarlo. Occorre inventare un nuovo futuro, occorre pensare ad un mondo diverso dove la felicità diventi un bene primario come l’aria che si respira. U

n mondo dove gli uomini sono tutti uguali e ciascuno ha ciò di cui ha bisogno. E questo è compito vostro, di nessun altro. Il mondo è rotondo e non c’è nessun fisso orizzonte. Dovete pensarlo, inventarlo, praticarlo, il mondo nuovo! Ma non vi illudete! Prima dovete distruggere quello vecchio. Abbatterlo, picconarlo, divorarlo, spazzarlo via. Non c’è altra possibilità, altro che aggiustatina! Estremista! Qualcuno mi grida, facendosi scudo degli altri. Può darsi. Pensate quello che vi pare ma la Storia questo ci insegna. Provate a guardare oltre le sponde del nostro mare, capirete. C’è bisogno di ribellione e solo in questa può nascere l’idea di un mondo diverso. C’è bisogno dello sberleffo per sotterrare lo stato di cose presenti.

C’è bisogno dell’insulto per scacciare i nemici. C’è bisogno dell’odio per costruire nuova fratellanza. È in questa radicalità praticata, dove anche la violenza va contemplata, che può venire alla luce un mondo di felicità. Per tutti.

Allora, giovani, ribellatevi!

Costruire infinite jacquerie, date fuoco alle vecchie abitudini, scendete nelle piazze e assaltate le roccaforti del vecchio mondo. Con gioia, con creatività, con ironia. Non perdete il vostro tempo a lambiccarvi sugli interventi di restauro per una società morente che prima o poi inevitabilmente crollerà. Partecipate con entusiasmo alla rinascita d’una idea di mondo nuovo possibile. Allora si che vi capirò. Allora si che il mondo si rimetterà a testa in su. Anch’io, a quel punto, sarò con voi. Sempre che mi accettiate.

Altrimenti… va bene lo stesso.

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Marco Bocciarelli

Astronomo, ma non praticante. Ha scritto “Orfani al Muro” (ed. Traccediverse, 2006), “Pietre” (romanzo in versi, edizioni di latta, 2008). Con il nome d’arte Item Maestri è autore di numerosi testi per il teatro (tra cui Una Piazza d’Italia, Rumore, Uno strato spesso di calcina e di sale, Cidrolino). E’ stato membro della compagnia Macchine Teatrali, per cui ha diretto alcuni spettacoli.

10 commenti

  1. SI GIOVANI FATEVI SENTIRE SIAMO ALLA FRUTTA E NOI VECCHI POSSIAMO SOLO PENSARE! IL NOSTRO FUTURO E’ GIA’ PASSATO, E’ IL VOSTRO CHE SI STA DETERIORANDO OGNINO DI +

  2. Dai ragazzi fatevi sotto,noi sicuramente non staremo a guardare.Il futuro siete voi.

  3. mi unisco solidamente a voi e spero giunga ai nostri cari giovani il nostro appello…..forza ragazzi siete tutti noi

  4. Ho l’impressione che chi ha una vera voglia di ribellarsi sia una minoranza in Italia. Ma forse è solo la mia impressione…

  5. ragazzi cambiatevi il futuro siamo con tutti voi.

  6. cosa c’è di più bello che Berlinguer comunista.

  7. Annamaria Merlanti via Facebook

    ragazzi,noi vecchi non possiamo che esservi vicini,ma se volete veramente un futuro diverso,fatevi avanti, con decisione,ma senza rabbia,altrimenti ci sarà una ragione in più per chiudervi la bocca.Noi non abbiamo più voce in capitolo, nè energie

  8. Noi che il compagno Enrico lo abbiamo conosciuto sappiamo cosa vuol dire alzare la testa e combattere, purtoppo poi anche noi siamo diventati dei rammolliti ed abbiamo consegnato a questi giovani il mondo berlusconiano ora tocca anche a noi riavvicinarsi ai giovani e con loro COMBATTERE ed all’ora …….dissotterriamo la falce ed il martello e scendiamo in piazza!!!

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