Gli avventori delle osterie del carisma, siano essi di destra o di sinistra, finiscono sempre con l'avallare l'indecente sistema dei due pesi e due misure. E noi di Qualcosa di Sinistra lo abbiamo sperimentato ieri, quando ci siamo limitati a riportare una notizia su Vendola e il commento più carino che abbiamo ricevuto è stato "mafiosi". Non lo siamo: siamo berlingueriani e non ce ne vergognamo.

Gli Avventori delle Osterie del Carisma

 

 Mafiosi. Fascisti. Infami. Sciacalli. Finanche dalemiani e venduti al nano.

Questi sono alcuni degli insulti che gente “di sinistra” (o presunta tale), iscritta alla pagina facebook di Enrico Berlinguer, ha lasciato di commento all’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno che abbiamo riportato sulla notizia di Vendola che faceva pressioni per cambiare una legge che impediva la nomina di un medico da lui sponsorizzato.

Per fortuna, la maggioranza dei commenti era sull’onda di quello di Massimo Ferrari, che ha colto lo spirito di quella pubblicazione, dove ci dicevamo stupiti che Vendola usasse bene o male le stesse argomentazioni che D’Alema usò nel giugno 2007 riguardo le sue conversazioni con Consorte e che hanno decretato la morte dei DS e della Sinistra per fallimento morale:

La sinistra, per essere credibile, deve dimostrare di essere totalmente diversa dall’attuale maggioranza, innanzitutto deve stare fuori dai loschi traffici. Altrimenti per questo paese veramente non c’è più speranza.

Io diffido per natura dei gestori delle osterie del carisma, ma ancora di più dei loro avventori. E per un motivo molto semplice: nella foga di difendere il loro leader carismatico, non si accorgono nemmeno di avallare l’indecente sistema dei due pesi e delle due misure che è patologico nella cultura italiana, ma che dovrebbe essere estraneo alla Sinistra, che combatte privilegi, ingiustizie e clientelismi vari.

Noi non abbiamo detto che Vendola è un criminale, che deve andare in galera: stando alla procura deve finirci Tedesco, senatore del PD. Abbiamo semplicemente sottolineato come troviamo inaccettabile un certo modo di fare che in televisione e nelle piazze si combatte, ma che poi, all’oscuro dei palazzi, si continua ad avallare.

Vendola non è solo questo, direte voi. Ma nemmeno D’Alema è solo lo scandalo Unipol-BNL. E allora perché dare dell’untore, del traditore e del venduto a D’Alema, perché combattere i clientelismi e le compravendite berlusconiane, perché infervorarsi delle indecenti aperture di Violante all’immunità parlamentare?

Dire che Vendola ha fatto bene a proporre a Tedesco la modifica della legge per nominare alla Asl di Lecce un suo protetto non dà più la credibilità politica di urlare allo scandalo per le tante, piccole leggi ad personas che sono state sfornate da destra e da sinistra.

Semplicemente perché si è incoerenti e si dà credito di fronte all’opinione pubblica che, alla fine, siamo tutti uguali. E gli avventori delle osterie del carisma (siano essi di destra o di sinistra) sono il pericolo più grande per la tenuta della democrazia e la credibilità delle istituzioni democratiche.

Dare l’esempio, con i fatti, e non solo a parole, è un imperativo a cui nessuno di noi può sottrarsi: tanto meno Vendola, che rappresenta oggi per moltissimi italiani una speranza di rinnovamento.

Ma andiamo ai fatti.

In una nota il gip conduce una critica per niente velata sulla posizione del governatore pugliese, per il quale, la procura, dopo aver disposto l’iscrizione nel registro degli indagati, ha chiesto un’archiviazione che non è stata ancora disposta.

Le 316 pagine firmate dal gip De Benedictis sono un duro atto di condanna alla politica pugliese: “Le indagini hanno dimostrato che la invasività della politica non era una cosa sporadica ma, purtroppo, tutte le decisioni e gli indirizzi di politica   sanitaria erano orientati quasi esclusivamente in una prospettiva clientelare di ritorno del consenso elettorale e di acquisizione di indebite utilità nelle gare pubbliche”.

Anche il segretario regionale del Pd, nonché sindaco di Bari Michele Emiliano, parlando con Tedesco (mentre Vendola voleva sostituirlo all’assessorato nel 2008) parla della sanità come di un sistema di consensi: “Lui (Vendola, ndr) dice: ‘io, in questa maniera, mi impadronisco del sottosistema e nelle prossime elezioni, l’Assessorato anzichè stare in mano al Pd sta in mano a me’…”.

Ma il passaggio più duro, per la credibilità di Vendola e della sua politica sanitaria, arriva dall’analisi del capo d’imputazione “F-3” attribuito a Tedesco: l’abuso d’ufficio per aver chiesto a Guido Scoditti (anch’egli arrestato ieri) di “rimuovere il direttore sanitario della Asl di Lecce Francesco Sanapo e di nominare, al suo posto, il dottor Umberto Caracciolo, più disponibile a esaudire ‘ordini dall’alto’”.

Sulla “destituzione” di Sanapo è d’accordo anche Vendola ma, secondo l’accusa, non vi sarebbe reato: il governatore avrebbe agito seguendo la logica dello “Spoil System”. Ma il gip critica l’impostazione della procura: “L’adesione del governatore Vendola alla destituzione di Sanapo secondo la procura è stata dettata da criteri di spoil system, a differenza da quanto ritenuto per Tedesco”.

Il gip aggiunge che la richiesta di archiviazione per Vendola avviene perché “la pubblica accusa non ha ritenuto sostenibile neppure l’abuso d’ufficio”. Lo stesso abuso d’ufficio che, insussistente per Vendola, per lo stesso episodio, viene contestato a Tedesco e Scoditti.

Vendola, riguardo quella telefonata, ha commentato: “Le nostre comunicazioni telefoniche quando esse non sono incardinate dentro un reato, dentro una ipotesi di reato, valgono per quello che valgono. Cioè, dal punto di vista giudiziario, direi nulla.”

Noi ci siamo limitati a sottolineare che una cosa è la Questione Giudiziaria e l’altra è la Questione Morale. Differenza che quelli che oggi ci danno dei mafiosi ben ricordano quando cose del genere succedono ad esponenti di altri partiti (in particolare il PD). Due pesi e due misure.

Per quel che ci riguarda, ci mettiamo la faccia, gli ideali e la passione (e non strumentalizziamo la faccia di Enrico: sono i gestori delle osterie del carisma che lo fanno puntualmente ad ogni appuntamento elettorale).

E di fronte alla battaglia per la Questione Morale, abbiamo un solo peso e una sola misura. Se questo è abbastanza per prenderci dei mafiosi, ce lo prenderemo altre mille volte, perché non guardiamo in faccia a nessuno: sia esso Vendola, D’Alema, Bertinotti o Berlusconi.

Perché siamo anche noi avventori: ma delle osterie dell’onestà, della legalità e dell’esempio. Le stesse che frequentavano Enrico Berlinguer e Sandro Pertini. E siamo fieri di tenerle ancora vive con EB.IT.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

10 commenti

  1. mi chiedo, per portare avanti l’ideale dobbiamo per forza sporcarci un po’?? NO

  2. Marcello Biglioli via Facebook

    Premetto che Vendola non solo mi è simpatico, ma lo voterei alle primarie o alle elezioni.
    MA aderire alla necessità di una “questione morale” significa essere attenti non solo alle violazioni di legalità, ma anche a quelle di una certa ETICA che dovrebbe informare chi si occupa del bene pubblico.
    E questo va fatto senza “visioni parziali” e “miopie selettive”.
    SE vendola avesse fatto quello di cui parla il gip (che poi lo proscioglie) avrebbe perso credibilità e diritto a puntare il dito alle mille illegalità e “furbate” della destra.
    Chi ci INFORMA di quello che succede NON E’ traditore, mafioso, etc., anzi CI FA UN FAVORE!
    Sapete chi fa dimettere (all’estero, si intende) i politici coinvolti in scandali e scandaletti??? IL LORO PARTITO, e non quando è stato condannato in via definitiva, ma SUBITO. Perchè il politico che si fa gli affari suoi invece dei nostri DANNEGGIA IL SUO PARTITO.
    Lui, non chi lo denuncia, ne racconta le malefatte, ne svela i retroscena.
    In questo, purtroppo, parte della sinistra ha gli stessi vizi dei “tifosi” della destra.

  3. Marcello, condividiamo pienamente. Come scriviamo nell’articolo, se la cosa avesse riguardato Errani o Rossi, che sono pure governatori di centrosinistra, avremmo riportato la notizia esattamente come abbiamo fatto per Vendola. Ci pare che la rabbia e i toni usati da certa gente che nemmeno ha letto le carte, ma che difende a priori l’uomo in cui crede, sia deleteria soprattutto a sinistra. Nessuno di quelli che collabora al sito è iscritto ad un partito, nè parteggiamo per nessuno: abbiamo un unico riferimento, ovvero gli ideali di Enrico, di Sandro e di tutti i grandi esempi come loro. Ed evidentemente, se siamo tra i primi 100 siti web più visitati d’Italia, forse nemmeno sbagliamo a non guardare in faccia nessuno quando si tratta di difenderli. Per quanto riguarda l’accusa vecchia, trita e ritrita di usare la faccia di Enrico, nelle fanpage gli amministratori non possono intervenire se non come pagina, non come singoli. Per questo ci firmiamo sempre EB.IT STAFF, essendo in molti a gestire la pagina (e non un fantomatico Mister X). Per altro i nomi dello Staff sono riportati nel sito, con tanto di profilo fb. Non ci nascondiamo certamente, andiamo fieri dei nostri ideali.
    EB.IT STAFF

  4. Mi piace questa precisazione … e il timore di molti miopi di sinistra o centro sinistra di perdere voti denunciando il malcostume imperante senza sconti è un timore che nei fatti si è dimostrato controproducente essendo comunque in grado l’elettore di discernere … per puntare il dito … per pretendere rispetto dell’etica occorre essere inappuntabili e quando non lo si è scusarsi senza accampare scusi e dimostrare la propria buonafede anche nelle leggerezze che umanamente si possono commettere …..

  5. Molti militanti PD da una miopia avanzata stanno passando alla cecità

  6. Maria Grazia …. credo che di Pisapia non sia piaciuta la sortita secondo cui la colpa è di chi aveva il compito di controllare e non già di chi ha beneficiato … un modo di smarcare la propria compagna invero poco riuscito … temo che chi ha scatenato questa gazzarra sul PAT non fosse del tutto ignaro della presenza negli elenchi della signora in questione … mi pare tanto un dispetto post-primarie …. per il resto concordo quasi su tutto …

  7. Se siete democratici, concedete il diritto di replica e leggete questo:
    http://www.nichivendola.it/sito/mcc/informazione/intercettazioni-strumento-fondamentale.html
    …altrimenti sarò costretto a pensare che alla PrimaDonna (PD) gelosa dà semplicemente fastidio che l’intelligenza e la classe di Vendola le rubino in parte la scena, e che non vedesse l’ora di trovare una pagliuzza nell’occhio di Vendola per sbarazzarsene e proteggere i propri interessi di potere.

  8. Caro Antinori,

    forse non le è chiaro un concetto. Non siamo del PD. Non militiamo in nessun partito. Qui in questo articolo si parla degli avventori delle osterie del carisma e a come hanno reagito ad una notizia che abbiamo dato: insulti, minacce e, appunto, teorie di complotti come i suoi. E come al solito, si dà la colpa allo specchio e non a chi ci sta davanti. E’ ben ora di piantarla. Perché qui, anzichè smentire nel merito questo articolo, personaggi come lei hanno passato tutto il tempo a calunniare e ad insultare. Esattamente come un berluscones qualsiasi. Altro che classe, altro che intelligenza: qui c’è solo malafede e ipocrisia.

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