I rubli di Bettino l’Africano
L’ultima vergogna di Craxi: i rubli sovietici al PCI, verità e menzogne
L’ultima vergogna di Craxi: i rubli sovietici al PCI, verità e menzogne
Erano gli anni di Tangentopoli quando, durante una perquisizione dello studio in via Boezio e nella sede dell’associazione socialista Giovane Italia, venivano sequestrati migliaia di documenti, tabulati, foto e filmati riguardanti gli incontri di alcuni uomini del PCI (tra cui lo stesso segretario Berlinguer) con altri compagni o leader di altri movimenti.
Lo Statista. L’esule. Il perseguitato. Tre definizioni di Benedetto Craxi, al secolo Bettino, che fanno a pugni con la realtà dei fatti e con la verità.
Finirà che, fra qualche anno, Gramsci sarà solo il nome di una fondazione, Falcone e Borsellino il nome di un aeroporto, Pertini il nome di qualche scuola e monumento sparsi per l’Italia. Di Berlinguer si ricorderà solo la pessima riforma dell’università del cugino, o forse nemmeno quello. Quanto ad Ambrosoli, Siani e gli altri, al pronunciare il loro nome, la risposta più frequente forse sarà quella “Ambrosoli e Siani chi?”. E questo sarebbe già un successo.
La lotta alla parola “compagni” è qualcosa di più della lotta ad un antico aggeggio lessicale per definire un certo tipo di militanti: è l’ultimo fotogramma di quell’enorme rimozione culturale che ha consegnato il Paese al Berlusconismo.
L’articolo di Pierpaolo Farina di qualche giorno fa mi ha aperto gli occhi. Ebbene sì; può una saga fantasy scritta per bambini contenere elementi teorici di politica? La risposta è … Leggi tutto