Mi scusi Presidente, ma non è il 1976

di Pierpaolo Farina

Giorgio Napolitano ha lanciato un nuovo monito. Ad un convegno in ricordo di Gerardo Chiaromonte, l’ex-leader migliorista ha attaccato chi è contro le larghe intese, evocando il compromesso storico di Enrico Berlinguer.

E devo ringraziarlo, perché così è possibile finalmente avviare una discussione seria su quella fase che, a seconda di chi la evoca, viene usata come bandierina per obiettivi politici di breve respiro.

Anzitutto, la proposta del Compromesso Storico nasce a seguito del golpe USA in Cile, dove morirono 30mila persone e dove Augusto Pinochet rovesciò il governo socialista democraticamente eletto di Salvador Allende: era l’11 settembre 1973.

In Italia c’erano già state le bombe di piazza Fontana (12 dicembre 1969), il fallito golpe di Junio Valerio Borghese (7-8 dicembre 1970), la P2 diffondeva i suoi tentacoli nello Stato e si era in piena strategia della tensione.

In questo clima, il golpe cileno portò Enrico Berlinguer, che vedeva ad Allende come al modello di socialismo possibile diverso dall’URSS, a proporre il Compromesso storico, con tre articoli su Rinascita, tra il 28 settembre e il 12 ottobre 1973: lì Berlinguer paventava il rischio che gli USA facessero fare la stessa fine all’Italia, con la scusa che era oramai diventata un fattore destabilizzante degli equilibri internazionali, a causa dell’incapacità della Democrazia Cristiana e dei suoi alleati di dare un governo capace di uscire dalla crisi politica, economica e sociale in cui versava allora l’Italia.

Nella sua continua ricerca di “vie nuove per i vecchi ideali”, Berlinguer si convinse che, almeno in quel momento, in Italia non fosse sufficiente che il Pci e il Psi raggiungessero assieme il 51% per poter governare, ma servisse uno schieramento più ampio, che coinvolgesse tutte le forze progressiste e popolari, a partire da quella cattolica.

In mente ha l’esperienza tedesca della Grosse Koalition, che aveva visto la Cdu-Csu formare un governo con la Spd, fino ad allora mai ritenuta una forza di governo credibile, nonostante la svolta di Bad Godesberg del 1959. L’alleanza tra i due principali partiti tedeschi durò tre anni, dal 1966 al 1969, quando per la prima volta la Spd riuscì ad andare al governo in alleanza con i liberali della Fdp e a capo Willy Brandt.

Quello che voleva fare dunque Berlinguer con il “compromesso storico” era legittimare il Pci come attore di governo affidabile sulla scena internazionale, in modo da garantire un’alternativa al sistema di governo della Democrazia cristiana e dei suoi alleati, che per trent’anni avevano governato l’Italia. Era dunque un’alleanza temporanea, che aveva l’obiettivo di lungo periodo di riportare il Pci al governo, dopo la cacciata all’opposizione nel ‘47.

Morto Moro, fallisce anche il compromesso storico: nel periodo in cui il PCI fu al governo, la DC lo massacrò politicamente, usando la scusa della responsabilità per far passare provvedimenti che non erano concordati nei punti dell’intesa, tant’é che all’ennesima prova di forza di Andreotti, nel gennaio ’79, su lavoro ed economia, Berlinguer ritira la fiducia all’esecutivo e si va al voto anticipato. Chiaramente, anche in quel caso Giorgio Napolitano era contrario e voleva che si continuasse a collaborare con la DC.

In particolare, Napolitano è anche famoso per aver pubblicamente attaccato Berlinguer per la Questione Morale, che rispetto a prima nell’intervista di Scalfari colpiva anche i socialisti: aveva, ovviamente, ragione, ma per Napolitano il dialogo con Bettino Craxi era prioritario. E, indirettamente, l’ha spiegato con le sue affermazioni di ieri:

Certe campagne, che si vorrebbero moralizzatrici, in realtà si rivelano nel loro fanatismo negatrici e distruttive della politica.

Eh, no, caro Presidente: veniamo da ben 14 mesi di “larghe intese” e si son visti i risultati, per nulla dissimili a quelli già ottenuti da Berlinguer. Che dalla sua aveva il fatto che era la prima volta e che non poteva certo prevedere gli sviluppi, ma Bersani e soci hanno un precedente storico che parla da solo.

Le larghe intese per fare che? Per perpetuare un sistema di potere oramai al tramonto e che ha portato il paese dove si trova oggi, sull’orlo della crisi? Hanno già dimostrato di non funzionare, perché centrodestra e centrosinistra, checché ne dica Grillo, dalla corruzione al conflitto di interessi ha leggi diverse. E, guarda un po’, sono proprio tutti ex-democristiani quelli che puntano ad una riedizione di una formula fallimentare, che avvantaggia solo la destra, che è responsabile solo finché non si toccano i propri interessi (Berlusconi docet).

Nel 1976 le condizioni erano completamente diverse: i due partiti insieme rappresentavano oltre il 75% della popolazione, Berlinguer e Moro erano politici di tutt’altro spessore rispetto a Bersani e Berlusconi e, soprattutto, Berlinguer aveva ricevuto precise garanzie da Moro circa l’attuazione del programma comune delle riforme da portare avanti. Fuori dai giochi Moro, Andreotti fregò il PCI e Berlinguer, ottenendo tutto quello che voleva e non concedendo nulla. Esattamente come ha fatto e farà Berlusconi in futuro.

Mi scusi, Presidente, ma non è il 1976: e risolvere la Questione Morale non è da fanatici, né distrugge la politica. Anzi, la salva dai demagoghi e da chi la usa per fare i propri interessi.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro “Casa per Casa, Strada per Strada”. Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

32 commenti

  1. Mi scusi presidente ma da quanti anni e’ in politica e che obiettivi ha raggiunto?

  2. …ma siamo sempre nella merda! Saremo un popolo di mosche!

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