PARTITO-DEMOCRATICO

Tafazzi è di sinistra

Tafazzi, il noto personaggio comico portato in scena da Aldo, Giovanni e Giacomo negli anni ’90, è certamente di sinistra.
L’ho capito durante questa campagna elettorale, vedendo con quanto impegno tutte le componenti del centrosinistra italiano, dal PD fino a Rivoluzione Civile, passando per SEL, hanno cercato in ogni modo possibile di alienarsi le simpatie dell’elettorato che dovrebbe riconoscersi in loro.

L’autolesionismo ha sempre fatto parte del DNA dei partiti della sinistra nell’ultimo ventennio, basta vedere le epopee dei due governi Prodi inesorabilmente naufragati, la “mitologica” Bicamerale (e D’Alema è il campione del “tafazzismo politico”) o le continue scissioni che hanno indebolito e frammentato sempre più i reduci dell’ex PCI, portando Rifondazione e Comunisti Italiani a dibattere da quindici anni su questioni di lana caprina, tanto da essersi ormai ridotti a partitini che faticano a superare il 2%.

Nel corso di queste ultime settimane, però, le varie anime del centrosinistra si sono scatenate: scambi di battute, bisticci, attacchi reciproci sono stati all’ordine del giorno, salvo poi fare pace nel weekend, ricominciando daccapo il lunedì mattina. E in questo patetico teatrino non recitano soltanto i protagonisti della politica, ma anche le basi dei vari movimenti (esilaranti certi scambi di battute sui social network tra “arancioni” e attivisti di SEL), impegnate con così tanta convinzione a denigrare i propri “vicini” da dimenticare che, alla fine della fiera, politicamente parlando i veri avversari sono e devono restare il Centro e la Destra.

Rivoluzione Civile non perde occasione per criticare il Partito Democratico e il suo sostegno incondizionato al governo Monti, poi però lo stesso Ingroia si dice disponibile a fare il ministro in un esecutivo Bersani.
I giorni dispari. Sì, perché poi, in quelli pari, gli “arancioni” inseguono Grillo sul terreno del populismo con slogan semplicistici e temi che hanno presa sull’elettore medio (un esempio su tutti, la sperimentazione animale) e si dicono disponibili al dialogo con i 5 Stelle.

Ma Tafazzi è indubbiamente un elettore del PD. Anzi, di più, Tafazzi al PD sembra scrivere pure il programma. Perché questa campagna elettorale dei democratici è una sequela infinita di martellate nelle gonadi. Avevano iniziato bene, con la grande partecipazione alle primarie, ma poi la strada verso il voto si è trasformata in una via crucis: l’esplosione del caso MPS è arrivata di certo nel momento peggiore possibile e il coinvolgimento del partito, seppur indiretto, è innegabile.
Ma è sulle alleanze “a targhe alterne” che Bersani e i suoi compagni di partito hanno dato il meglio. Sì, perché questo continuo balletto, questo “apriamo-al-centro-ma-Nichi-non-si-tocca” ha avuto l’esito opposto a quello che avevano sperato, non ha attirato sia gli elettori di centro che quelli di sinistra, ma ha allontanato entrambi.

Per carità, intendiamoci: non metto in discussione il diritto di critica e la naturale dialettica tra le diverse forze politiche che sono l’anima della democrazia, ma questi ultimi mesi sono stati la pubblicità più bella per l’antipolitica grillina (cui la sinistra ha anche regalato la piazza come centro di aggregazione e propaganda).
Non si chiede ai partiti del centrosinistra di fare pompose promesse elettorali (a quelle ci pensa Berlusconi) o di riunirsi in un grande coalizione (che finirebbe, tanto per cambiare, per essere rissosa e sempre in bilico per il potere coalittivo di ogni singolo partitino pronto a staccare la spina), sarebbe bastato portare avanti una campagna elettorale seria e ragionata, in cui si parlasse di temi, proposte e progetti, invece che delle solite telenovelas sulle alleanze, perché per una volta piacerebbe anche a noi di sinistra poter dire di essere dalla parte di quelli che vincono.

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Dennis Turrin

19 commenti

  1. Alessandro qui, per motivi più che validi (che abbiamo già illustrato più volte), non si danno indicazioni di voto. O così o si va in cerca di sostegno (aka endorsement) da un’altra parte. Quello che “dovremmo dire” lo decidiamo noi, mi pare cosa più che legittima.
    LB

  2. Alberto Muneratti, questo blog ha più volte messo in luce le contraddizioni ideologiche del PD, ma è innegabile che il partito abbia radici nell’area del centrosinistra (che poi si siano dimenticati delle radici “di sinistra” e si siano spostati sempre più verso il centro, è un altro paio di maniche), per questo motivo è stato considerato anche il Partito Democratico nell’articolo.
    DT

  3. non avete proprio capito un cavolo della situazione politica degli ultimi 20 anni se al posto di attaccare frontalmente il PD per le peggio riforme liberiste mai approvate nella storia della repubblica parlate di “litigi nella sinistra”. Seriamente. O approfondite le questioni o dedicatevi ad altro per favore. Il PD va distrutto o sarà la recessione più nera per i prossimi 20 anni, non c’è alternativa. Le vostre conoscenze in tema economico sono a dir poco approssimative

  4. tra l’altro con considerazioni grossolane sul mov 5 stelle tali e quali a quelle dei media di regime, e lo dico io che non ho particolari simpatie verso grillo. Se queste analisi sono qualcosa di sinistra siamo davvero ridotti male

  5. Io penso che uno che accosta la parola “civile” alla parola “rivoluzione” abbia capito assai a modo suo il comunismo, da Marx in poi.

  6. A chi è indeciso se votare RIVOLUZIONE CIVILE o SEL:
    che succede se il PD mette la fiducia su un provvedimento tipo rifinanziamento missioni militari o ulteriore aumento dell’età pensionabile o tagli vari alla sanità e alle pensioni/diritti dei lavoratori?

    Riv.Civile può opporsi con forza in Parlamento e avanzare proposte alternative.
    SEL è costretta a votare SI per il vincolo di maggioranza che ha firmato. E se non vota SI rischia di far cadere il governo assumendosene la colpa per i 10anni seguenti, come è successo a Rifondazione con Prodi

    Mi pare inconfutabile il ragionamento.. no?

  7. Alessandro qui non si sta parlando di voto utile, si parla di come è messa TUTTA la sinistra italiana da parecchi (troppi) anni. Ognuno voti chi preferisce, finché si può.
    LB

  8. Si è provato a spiegare perché questo blog non si schiera. Mi sembra paradossale che adesso gli esponenti dei vari partiti pretendano pure di dettare ai blogger di Qualcosa di Sinistra cosa scrivere. Su questa pagina si stimola il dibattito e i neuroni: chi non ha voglia di farli funzionare, non è costretto ad usarli, né a leggere il blog. D’ora in avanti commenti di propaganda verranno cestinati e gli autori bloccati.
    Saluti,
    PF

  9. sia chiaro, non sono esponente. Non ho tessere di partito. Solo che sento che ora noi giovani abbiamo finalmente una speranza.

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