Sentenza Eternit, perché il PD continuerà a perdere le primarie

All’inizio del secolo scorso, il signor Ludwing Hatschek trovò un modo per unire il cemento all’asbesto, brevettando, così il cemento-amianto, materiale innovativo che permetteva un’elevata resistenza ai fattori esterni. Non passano molti anni che l’Eternit, così nominato questo innovativo materiale, si diffonde in Italia applicato ad una vasta gamma di prodotti: fioriere, tubi, tetti e persino sedie da spiaggia..

Fin dagli anni ’60 diviene nota la nocività del prodotto che, nel caso di usura, porta ad una forma particolare di tumore con un periodo di incubazione di circa un trentennio, eppure l’industria Eternit, pur facendo eseguire visite mediche ai propri operai, continua la sua produzione senza prendere provvedimenti nel verso della sicurezza, senza neanche fornire agli operai delle mascherine, basilari forme di protezione e regala agli agricoltori della pianura padana gli scarti di produzione, quale forma di pubblicità aziendale. Tutto ciò si protrae fino agli anni Novanta, in cui in Italia la produzione, ma non l’utilizzazione, di amianto è vietata legislativamente.

Oggi i morti e i contaminati sono migliaia, l’azienda è fallita e le Istituzioni statali spendono milioni di euro per bonificare i siti nocivi

Il Procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, dopo aver iniziato il processo ThyssenKrup che ha visto la condanna per omicidio volontario dei manager aziendali (per via di un rogo persero la vita cinque operai a Torino) avvia anche il processo Eternit, che condannerà Schmidheiny (ex presidente del Consiglio di Amministrazione) e Louis de Cartier (ex Amministratore Delegato) a 16 anni di reclusione e al risarcimento di migliaia di parti civili per circa 90 Mln di Euro per disastro ambientale doloso aggravato e omissione dolosa di cautele, precedente storico che potrebbe dare il via a decine di processi in tutta Europa.

È la sera del13 febbraio 2012, la sola lettura della sentenza impegnerà per ore il magistrato Guariniello che da trent’anni segue il caso.

Spostiamoci, ora, di circa200 kme arriviamo a Genova, dove il Partito Democratico si interroga sulla sconfitta alle primarie per la scelta del candidato sindaco del capoluogo ligure. Il candidato di SeL ha vinto raccogliendo 1288 voti in meno della somma dei voti dei due candidati del PD che, nel caso avesse presentato una sola candidatura, avrebbe vinto –appunto- di circa 1300 voti sul totale dei 25.000 votanti. In ogni caso sarebbe stata, dunque, una sconfitta sostanziale, per quanto si sarebbe potuta verificare una vittoria formale.

Il Partito Democratico cerca di comprendere il calo del suo elettorato riconducendolo, sostanzialmente, alla scelta della doppia candidatura e all’eterno problema delle divisione interne, eppure…

Per quanto sia unanimemente riconosciuta la portata storica ed esemplare delle sentenza Eternit, in tal senso vanno le dichiarazioni della CGIL e del Ministero della Sanità, dalla politica non arriva alcun commento degno di nota. Sul sito del Partito Democratico i comunicati si contano sulle dita di una mano (provare per credere) e, comunque, nessuna parola dai nomi più importanti del Partito, contrariamente a quanto fa, invece, SEL che –per carità- avrà tutti i difetti di questo mondo per via dell’eccessiva personalizzazione da parte di Vendola,  ma non ha di certo il difetto di mostrarsi come lontano dalla vita reale. È, infatti, il presidente a pubblicare la propria opinione in merito, sia tramite l’ufficio stampa che in prima persona. Lo stesso fanno anche Diliberto e Ferrero.. Provate invece a cercare “Eternit” e “Bersani” su Google oppure “D’Alema” o “Veltroni”, il motore di ricerca parla da sé.

In sostanza, credo che il Partito Democratico abbia perso le primarie anche e soprattutto per questo motivo: i cittadini ritengono la classe politica rappresentata dal partito assente, troppo occupato a incolparsi per le divisioni e addossarsi reciprocamente le sconfitte tra “fazioni” per non accorgersi che se a vincere sono gli altri partiti della Sinistra, è perché, forse, da loro qualcosa va imparato!

Ritengo insensato richiedere e ricercare il consenso popolare da quella stessa società civile da cui ci si mostra lontani. A Genova la sconfitta non è stata certo debole, è vero, ma continuare a parlarne per giorni non ha senso, non se per farlo si tralasciano temi molto più importanti per la società reale a cui delle divisioni interne dei partiti interessa relativamente, ma che attentamente segue le vicende che interessano i propri diritti assoluti alla saluta e alla sicurezza sul lavoro. Stesso discorso, naturalmente, rimane valido anche per il reintegro dei lavoratori della FIAT di Melfi, di cui già si è parlato in questo blog.

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Qualcosa di Sinistra

23 commenti

  1. è vero ,il PD è un pastrocchio nè caldo nè freddo stomachevole.

  2. e’ vero, la sinistra non esiste piu’ facciamocene una ragione

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