La natura di Monti

 

Il governo Monti sta dando i segni della sua vera natura. Dopo gli entusiasmi iniziali dovuti alle dimissioni del nano e a quella prima ondata di orgoglio italiano, convinti che anche noi potessimo essere rappresentati a livello internazionale da personaggi non paradossali, ecco che alla prova del nove non possiamo esimerci dallo storcere il naso. I malsani sospetti dell’instaurarsi di un governo delle banche stanno negli ultimi giorni traendo costanti conferme dalle manovre per risanare i conti dello Stato.

 

Attenzione, non che i provvedimenti su tasse e pensioni siano sbagliati (almeno nella teoria). Quello che proprio non va giù è che nel momento in cui devono essere intaccate le finanze dei ceti bassi i provvedimenti vengano approvati con ampi consensi e nulla osta della classe dirigente. Nel momento in cui si richiedono pagamenti neanche straordinari, ma perfettamente nella norma in uno stato democratico, ecco che iniziano a venire fuori una miriade di problemi di carattere tecnico, economico e giuridico che rendono determinati provvedimenti di difficile attuazione.

 

Parliamo di problematiche ultimamente venute alla luce (benché da tempo riconosciute) quale l’imposizione del pagamento dell’Ici per gli immobili della Chiesa che producono reddito, la modifica della legge che garantisce vitalizi ai parlamentari o la trasformazione del sistema pensionistico dei deputati in un sistema contributivo, adattandosi al resto dei lavoratori dipendenti.

 

Invito chi non l’abbia ancora fatto ad andarsi a sentire, per quanto sia possibile, la risposta del ministro per i rapporti col Parlamento, Giarda, alla domanda di Massimo Donadi dell’Idv, il quale chiede come mai l’Italia non possa applicare, al pari di Gran Bretagna e Germania, una legislazione che garantisca un rimpatrio dei capitali illegittimamente depositati all’interno dei conti svizzeri, applicando ad essi tassazioni tra il 20 e il 34 per cento, al contrario di quanto vuole fare l’attuale governo, che, a quanto pare, ha già difficoltà ad acquisire una minima parte dei capitali scudati presenti in questi conti.

 

La risposta del ministro è talmente arzigogolata, articolata e contorta che sarebbe di difficile comprensione ad uno specialista del settore, solo per dire, in sostanza, come gli accordi precedentemente stipulati fra il governo italiano e quello svizzero impediscano provvedimenti quali quelli stipulati con Gran Bretagna e Germania, archiviando, con molta confusione, una problematica di determinante importanza in un paese in cui l’evasione fiscale la fa da padrone.

 

Il governo della salvezza che non doveva sottostare alle esigenze della corrotta politica italiana sta dimostrando di essere anch’esso ugualmente distante dalle esigenze del paese, e la cosa ancora più inquietante sta proprio nel fatto di essere un governo di transizione, senza alcun interesse ad approvare decisioni scomode a classe dirigente e banche, ma anzi invischiato ancora di più in un progetto di risanamento economico decisamente capitalista, indifferente ai problemi dei soliti inermi italiani e consapevole della forza di appartenere ad un governo di esperti, senza la paura di non essere gradito all’elettorato.

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Francesco Cutello

Cari lettori, mi presento. Mi chiamo Francesco Cutello e scrivo per questo favoloso blog da…non mi ricordo, penso ottobre o novembre. Studio in Statale, non vi dico cosa, tanto è inutile e ho un accesa passione per la scrittura e il giornalismo. Spero che si capisca leggendo i miei articoli. Auguro a tutti una buona lettura.

12 commenti

  1. dimenticate che e’ un governo che non ha una maggioranza sua, ma e’ continuamente minacciato e farsi votare i provvedimenti dal quela manica di dementi e criminali che baiiamo votato in Parlamento – secondo me, fanno quello che possono….

  2. Carlo Lauria attraverso Facebook

    la sapete la canzoncina che dice…come mai? come mai ? sempre in culo all’operai ?

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