15 ottobre, manifestazioni in tutto il mondo tutte per lo stesso motivo. (A Roma si parte alle 14 da Piazza Esedra, arrivo a San Giovanni) Ciò che però si rischia è una lotta di classe contro se stessa, una guerra tra poveri dove l'uno è messo contro l'altro.

Una guerra tra poveri

Riceviamo da un compagno tramite FB il seguente messaggio:

“NOTIZIE DA ROMA. il corteo dei compagni, si sta avviando vero il tragitto prefissato per la manifestazione, primi scontri con le forze dell’ordine,i vertici delle istituzioni governative, hanno usato una tecnica di percorso, per non dare via di scampo, ed eventualmente massacrare di botte i compagni,da casa da Roma e da tutte le altre città, un solo grido…..NON CI FERMERANNO, coscienti di prendere manganellate, si va avanti ad oltranza, non si è armati, non si risponde alla violenza, ma si è coscienti di quello che succederà…..NON Ci FERMERANNO”

Se uno scontro effettivamente dovesse esserci (cosa che naturalmente non auspico ma che in molti stiamo mettendo in conto) assisteremo ad uno spettacolo che ha dell’assurdo: una lotta d classe contro se stessa, una vera e propria guerra tra poveri.

Lavoratori e non contro forze dell’ordine che difendono un ordine costituito verso cui una parte di loro non hanno più alcuna fiducia. Vedremo uomini non addestrati a fermare le violenze contro uomini non preparati alle cariche poliziesche, vedremo lavoratori vessati da straordinari non retribuiti contro uomini in cassa integrazione, vedremo uomini costretti a portare le sedie sul posto di lavoro da casa contro uomini costretti a portare materiale di cancelleria da casa, uomini che muoiono di lavoro per proteggere la sicurezza di un sistema insufficiente contro uomini che muoiono per insufficienti misure di sicurezza sul posto di lavoro.

Una vera guerra tra poveri, dove l’uno viene messo contro l’altro col subdolo stratagemma di convincere l’uno che l’altro sta difendendo il sistema costituito, l’altro che l’uno manifesta violentemente senza ragione… Ma -a ben guardare- le situazioni dei manifestanti e delle forze dell’ordine chiamate a “sedarli” non differiscono poi molto.

Vi Odio Cari Studenti

È triste.
La polemica contro
il PCI andava fatta nella prima metà
del decennio passato.

Siete in ritardo, figli.
E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati…
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi quelli delle televisioni)
vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio delle Università) il culo.
Io no, amici.
Avete facce di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati
(benissimo) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori e sicuri:
prerogative piccoloborghesi, amici.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti!

Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera,
per qualche malattia, come un uccellino;
i tanti fratelli, la casupola
tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati); i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
è lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!

I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
risorgimentale)
di figli di papà, avete bastonato,
appartengono all’altra classe sociale.

A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento
di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri.
Bella vittoria, dunque,
la vostra! In questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, amici.

Nella mia poesia (Vi odio, cari studenti) dicevo, in due versi, di simpatizzare per i poliziotti, figli di poveri, piuttosto che per i signorini della facoltà di architettura di Roma; nessuno dei consumatori si è accorto che questa non era che una boutade, una piccola furberia oratoria paradossale, per richiamare l’attenzione del lettore, e dirigerla su ciò che veniva dopo, in una dozzina di versi, dove i poliziotti erano visti come oggetti di un odio razziale a rovescia, in quanto il potere oltre che additare all’odio razziale i poveri – gli spossessati del mondo – ha la possibilità di fare anche di questi poveri degli strumenti, creando verso di loro un’altra specie di odio razziale; le caserme dei poliziotti vi erano dunque viste come ghetti particolari, in cui la qualità di vita è ingiusta, più gravemente ingiusta ancora che nelle università.

P.P. Pasolini – l’Espresso
(n. 24, 16.6.68)

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Qualcosa di Sinistra

23 commenti

  1. Guerra tra poveri? Perchè, guerre tra ricchi ve ne risultano?

  2. ma quali poveri,secondo me tt programmato x annullare la protesta pacifica e magari addossare la colpa alla sinistra e ai centri sociali.SCUSATE MA LE FORZE DELL ORDINE DOV ERANO?possibile che un centinaio di scalmanati facevano quello che volevano?le immagini sono terrificanti

  3. una la polizia e l altra i manifestanti .e le figure come fede e poro minzoline ci marciano sopra

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