Lettera aperta al Presidente della Repubblica in merito alle sue dichiarazioni contro i magistrati che alimentano lo scontro con la politica. Signor Presidente, lo scontro non esisterebbe, se certi politici la smettessero di violare la legge.

Presidente, ma non è colpa dei magistrati se certi politici rubano

Illustre Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,

le scrive uno studente che ha sempre guardato a lei con fiducia e ammirazione in questi anni del suo mandato, pur considerando qualche volta inspiegabili alcune sue decisioni (che ciononostante ho sempre rispettato). Devo però dirmi fortemente amareggiato per le sue ultime dichiarazioni che apprendo dai media circa lo “scontro” tra politica e magistratura che, stando alle sue parole, sembra essere dovuto semplicemente ad un protagonismo eccessivo dei magistrati.

All’indomani dei voti di Camera e Senato sul deputato Papa (che ora si trova a Poggioreale) e sul senatore Tedesco (che invece è rimasto a Palazzo Madama), insieme all’ondata di discredito generale che travolge la classe politica di questo Paese (pronta a imporre sacrifici a tutti, tranne che a se stessa), con una spesa pubblica impazzita e le Mafie che imperano su tutto il territorio nazionale, dubito fortemente che quella che Berlinguer definiva la Questione Morale sia dovuta ad una magistratura troppo zelante nell’applicare la Costituzione (nella fattispecie l’art.101, secondo cui i giudici sono soggetti solo alle legge, e l’art.112 sull’obbligatorietà dell’azione penale).

Come lei ben sa, la corruzione in questo Paese costa la bellezza di 60 miliardi di euro all’anno (quanto la finanziaria recentemente approvata), l’evasione fiscale si attesta sui 120, mentre l’economia illegale di questo Paese frutta ai suoi gestori criminali una cosa come 350 miliardi ogni anno. Ciononostante, in questo Paese i reati che riguardano la corruzione si prescrivono prima di reati quali il furto di vacche in un podere, mentre i reati finanziari, che hanno scatenato la crisi mondiale, sono de facto depenalizzati.

Fatti due conti, se si riuscisse a recuperare anche solo la metà di quanto illegalmente sottratto alla collettività da politici corrotti, operatori economici fuori legge e dalle organizzazioni criminali di stampo mafioso (e queste risorse fossero impiegate totalmente al risanamento dei conti pubblici), in sette anni il nostro debito pubblico che si aggira intorno ai 1900 miliardi di euro sarebbe completamente azzerato.

Chi può far rispettare la legge? Certamente un aiuto lo darebbe la classe politica ad ogni livello dando l’esempio (cosa che al suo interno in pochi fanno ed è per questo che sta maturando una rivolta che rischia di travolgere per la seconda volta le istituzioni); in secondo luogo bisognerebbe dare maggiori risorse a magistratura e forze dell’ordine.

Recentemente, nell’anniversario di Via D’Amelio, è stato ricordato un insegnamento di Paolo Borsellino, che non vorrei valesse solo per la data del 19 luglio nelle celebrazioni di facciata di uno Stato che ancora su quelle torbide vicende che hanno cambiato la Storia del nostro Paese non ha voluto far luce:

Paolo Borsellino parla dell’indifferenza della politica al fenomeno mafioso, che ha portato “ad una sovra-esposizione di magistrati e forze dell’ordine“, i quali, proprio in quegli anni, vengono celebrati come degli eroi perché non c’era nessun partito politico che prima che scattassero gli avvisi di garanzia ci tenesse a far pulizia al proprio interno, allontanando corrotti e collusi. E il fatto che spesso non si arrivi in terzo grado a causa della prescrizione o per quello che Indro Montanelli chiamava “il groviglio di lacci e lacciuoli che prende il nome di garantismo e permette agli avvocati della difesa di distruggere il processo“, non significa che un politico sia innocente o non colluso e che quindi sia il magistrato ad essere punito.

Una riforma della giustizia è certamente necessaria (la vera vergogna sono le cause civili che durano anni in questo Paese), ma invocare in un momento come questo il silenzio stampa sugli scandali continui della classe politica, addossando le colpe alla magistratura che per Costituzione quei reati li deve perseguire per legge, sinceramente penso mini la sua credibilità personale e quella dell’istituzione che rappresenta, offrendo il fianco a facili populismi da piazza forcaiola.

Il tanto evocato scontro tra politica e magistratura non sarebbe mai nato, e nemmeno Mani Pulite sarebbe mai nata, se la politica sin dagli anni ’80 si fosse auto-riformata, allontanando corrotti, concussori e collusi al suo interno; se non avesse creato il terzo debito pubblico del mondo; se non avesse, per interessi particolari, lasciato scorrere il sangue di tanti magistrati, giornalisti, politici ed esponenti delle forze dell’ordine (mi riferisco a Giorgio Ambrosoli, a Rocco Chinnici, a Giancarlo Siani, a Roberto Antiochia e tutti quelli che sono morti perché avevano osato prendere sul serio il proprio mestiere a difesa della legalità e della collettività).

Diceva Norberto Bobbio, trent’anni fa, che la prima riforma costituzionale sarebbe quella che portasse “i politici a non rubare”; ecco, lo scontro tra politica e magistratura si risolve solo in questo modo, signor Presidente: certi politici la smettano di rubare.

Con profondo rispetto della sua persona e dell’istituzione che rappresenta, le porgo i miei più cari e sinceri saluti.

Pierpaolo Farina,
uno studente

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

28 commenti

  1. e.. se per 10 minuti tutti quelli che hanno a che fare con la cosa pubblica non rubassero, avremmo risanato il bilancio!!!!…………….

  2. lil vero problema nn è in nquello che rubano che è gia molto, ma quello che fanno spendere inutilmente e malamente per riscuotere le tangenti su queste spese folli. l’accanimento per realizzare il nucleare o il traforo alpino, o il ponte sullo stretto ha come fine solo le tangenti, per il resto nn gliene frega niente a nessuno.

  3. Ferrari Massimo attraverso Facebook

    Stimo Napolitano ma ogni tanto (in questi ultimi tempi più spesso) la fa fuori dal vaso.

  4. Certo che anche nella magistartura c’è del marcio.. ma è quello che, talvolta, affossa i processi scomodi, quello che favorisce i criminali, quello di qualche giuduce che si lascia corrompere. Neppure tanto belli sono i privilegi di Casta che si auto attribuiscono i giudici. Ma di quelli non si parla mai. Invece fiumi di parole e attacchi sui giudici politicizzati. Diciamoci la verità: qualche giudice col dente avvelenato nei confronti dei politici riesco pure a immaginarlo, qualche toga che – sicuramente non iventa – ma magari si lascia prendere la mano e interpreta in maniera estensiva, pur di punire certi criminali che agiscono indisturbati sotto gli occhi di tutti.
    Non sono loro il problema. Non sono certo loro che producono i terribili guai che logorano il tessuto sociale nel nostro paese.
    Ecco, se un addebito dovessi fare alla magistratura, è la scarsa convinzione con la quale combatte le mele marcie al suo interno. Quello si, è imperdonabile.
    Ma criticarli per i processi ai politici è oltraggioso nei confronti di tutti i cittadini di questo paese. E’ mafioso. E’ destabilizzante. E’ un’offesa alla Sovranità del popolo. E’ un offesa alle nostre intelligenze.
    Questo, Presidente, non ce lo doveva proprio fare.

  5. Caro Presidente, le ricordo che in parlamento siedono 84 persone, (politici) che hanno avuto problemi con la giustizia, forse il suo richiamo è stato indirizzato alla parte sbagliata.

  6. In un certo senso è quello che ha chiarito oggi Napolitano alla conferenza del Ventaglio…

  7. Sopratutto non mi piace che questi commenti arrivino quando si toccano esponenti del PD!!!! Non sono mai stata una qualunquista o amante dei luoghi comuni, ma il settore furto è veramente senza colore politico, è proprio il caso di “sono tutti uguali”! E allora, dato che c’è caldo, metteteli TUTTI in galera con chiave di cioccolata! Fa davvero schifo vedere che non si accontentano di tutti gli esagerati privilegi di cui godono, degli esagerati stipendi e delle esagerate pensioni, devono pure rubare!!!! Non mi fa assolutamente pena nessuno. Sono convinta che ci siano delle persone oneste, ma quelle infatti non le ha cercate nessuno!

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