L’inadeguatezza della sinistra

Siamo d’accordo, il nostro principale partito d’opposizione potrebbe benissimo essere il protagonista di un’ennesima barzelletta di Berlusconi. Siamo ormai di fronte ad una sinistra che ha perso ormai qualsiasi legittimazione a chiamarsi ancora tale, che ha reciso ogni legame che la avvicinava al popolo, di cui si faceva difensore e portavoce per garantire un sostegno migliore ai più poveri, per avvicinarsi ai bisogni dei lavoratori. Niente di tutto questo ormai esiste più. O per lo meno, esiste nelle dichiarazioni, nelle orazioni recitate ormai come litanie alle quali è difficile credere. La sinistra è stata inglobata nell’amalgama della casta politica, dalla quale non si riesce più a distinguere. Si è perfettamente incastrata nelle logiche di partito e dei privilegi che da esse derivano, ponendo in secondo piano la missione politica e il rispetto verso i cittadini.

Continuiamo a sentire solite invettive contro Berlusconi, si legge sui giornali l’ “indignazione” della sinistra verso il governo, ma alle parole non sono mai seguiti i fatti. L’opposizione al governo dà quella netta, sgradevole, spiacevole impressione di slealtà verso i propri elettori. Sembra l’atteggiamento di un uomo, che, colto da sua moglie mentre flirta con un’altra donna, subito si mette ad urlare scuse per discolparsi. Gli elettori, inutile dirlo, sono la moglie tradita, che intuisce il marcio, il complotto, l’inciucio che si cela dietro l’apparente innocenza del marito, e accetta le sue scuse per evitare di concepire una realtà peggiore.

Così di notte i due amanti si incontrano, di giorno il marito fa di tutto per marcare la distanza dall’amante davanti a sua moglie.  È un metodo che può riuscire per qualche tempo, l’inganno può essere protratto per un po’, ma alla fine, la moglie, pur con qualche lieve rimorso, accetterà il fatto che una realtà vale l’altra, che, in definitiva, non si perderà granché nel mollare il marito. E, infatti, lo molla.

Parlando fuori di metafora, è ormai chiaro quale sia la ragione del calo dei consensi nel centrosinistra, in grado di sopravvivere solo grazie a Berlusconi e all’estremo disgusto di una parte dell’elettorato italiano nei suoi confronti, che riesce a spostare una buona porzione di voti verso il principale partito d’opposizione. Ma la pazienza dell’elettore non può essere considerata scontata per troppo tempo. A Milano a far notizia non è tanto Pisapia, ma il ragazzo di 20 anni che si candida per un movimento apartitico, che fonda il suo programma sul contatto diretto fra governo e cittadini, escludendo a priori logiche di potere e di partito, che hanno contribuito a plasmare la politica in quell’essere menefreghista e cinico che pospone i bisogni del cittadino ai privilegi della casta.

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Francesco Cutello

Cari lettori, mi presento. Mi chiamo Francesco Cutello e scrivo per questo favoloso blog da...non mi ricordo, penso ottobre o novembre. Studio in Statale, non vi dico cosa, tanto è inutile e ho un accesa passione per la scrittura e il giornalismo. Spero che si capisca leggendo i miei articoli. Auguro a tutti una buona lettura.

26 commenti

  1. Federico D'Amico via Facebook

    dei coglioni alla quinta mi sembra la risposta esatta

  2. Lo scioglimento dei partiti tradizionali e l’abbandono delle idiolgie ha omolgato la politca cancellando l’etica collettiva per una etica individuale che nella maggior parte dei casi non esiste . Questo fenomeno investe anche la sinistra dove ormai prevale l’individualismo senza carisma .

  3. Silvio Murisengo via Facebook

    Se facciamo i bambini deficienti, ci trattano come tali: ora basta giocare a “polentoni contro terroni” e a “destra contro sinistra”.

  4. pensa:da quando la sinistra si e` spezzettata in scissioni..oltre alla normalita` del bordello della destra..la sinistrademocratica ha favorito il disagio di tanti che nella sinistra vedevono un riferimento idiologico.e quindi anche a ricapito della nazione .

  5. a furia di seguire tatticismi Bersani ha perso la strada

  6. Che la sinistra sia debole è un fatto ma la colpa non è solo del p.d. la colpa è anche del popolo italiano che rimane conservatore e ognuno vuole difendere il proprio orticello,ci siamo tenuti per 50 anni la d,c. ora non ci terremo berlusconi per questioni anagrafiche.Una cosa è certa nessuno vuole cambiare radicalmente questo paese.Gli spagnoli hanno avuto il coraggio di mettere al governo un socialista i francesi pure,noi non abbiamo avuto il coraggio di dare fiducia a Berlinguer che era comunista ma sicuramente era un democratico.

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