I treni, già oggi i mezzi di trasporto meno inquinanti, potrebbero aumentare il gap nei confronti dei diretti concorrenti.

T-Box, energia dal moto dei treni

Come sempre succede non sono quasi mai le idee innovative a mancare. Di solito sono i soldi per investirci. Ed anche in questo caso, un inventore italiano, Alessandro Leonetti Luparini, e un designer cinese, Qian Jiang, stanno cercando circa 2 milioni di euro per passare dal brevetto all’applicazione pratica. Il loro progetto si chiama T-box. Consiste nel recuperare energia dispersa dai treni in corsa.

A grandi velocità la maggior parte della potenza propulsiva viene utilizzata per vincere la resistenza dell’aria: un treno che attraversa un fluido, cioè l’aria, lo sposta. Proprio questo “effetto collaterale” è alla base dell’idea dei due inventori. Sfruttare lo spostamento d’aria prodotto dai treni per produrre energia elettrica. Come? Installando tra i binari, per metà sottoterra in modo da non ostacolarne la corsa, delle turbine alimentate proprio dallo spostamento d’aria.

Non si tratta di turbine di nuova concezione: l’innovazione sta nell’idea di poter sfruttare una forma di energia finora non sfruttata, una forma di energia che non deriva dalla natura ma dall’attività dell’uomo. Il T-Box si è aggiudicato il secondo premio al Lite-on Award di Taiwan, la più prestigiosa rassegna asiatica sull’innovazione ecosostenibile. Secondo le simulazioni condotte, un treno che viaggia a 200km/h sopra un’istallazione di 150 T-Box, 1 km di binari, produrrebbe 2,6 kWh di energia elettrica in circa 18 secondi.

Naturalmente il dispositivo potrebbe essere sfruttato in qualsiasi posto si sviluppi una potenza eolica simile a quella prodotta da un treno in corsa. Potrebbero essere sfruttati i treni e le metropolitane. E l’energia prodotta andrebbe ad alimentare abitazioni e attività commerciali nelle vicinanze della ferrovia.

I treni, già oggi i mezzi di trasporto meno inquinanti, potrebbero aumentare il gap nei confronti dei diretti concorrenti.

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Amedeo Russo

Nasce a Torre del Greco (NA) il 5/01/1986, vive a Peschiera Borromeo, frequenta la facoltà di Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Milano. Si è diplomato presso il Liceo Scientifico Statale di San Donato Milanese.
E’ iscritto dal 2009 al Partito Democratico presso la sezione intitolata a Enrico Berlinguer e Aldo Moro di Peschiera Borromeo.
Il 16 luglio 2010 viene nominato Segretario dell’Associazione Nazionale Enrico Berlinguer , carica che manterrò fino al 16 aprile 2011, quando viene trasferito in tesoreria.
Dal 12 novembre 2010 cura la rubrica “Pausa Caffé” su Qualcosa Di Sinistra, dove parla di Apple, politica e di società civile in generale.

6 commenti

  1. ragazzi, condivido quello che fate, ma non potete usare il nome di Berlinguer per vostri pensieri, supposizione, notizie. Sul profilo di berlinguer dovete usare solo citazioni.

  2. Marco Cherubini via Facebook

    150 turbine per alimentare una villetta per un’ora???

  3. E’ una cosa già sfruttata in francia all’uscita delle gallerie, i TIR alimentano le luci facendo girare una piccola turbina a pale, ma conviene solo quando tirare la linea costa tanto e l’energia richiesta è poca.

  4. Non credo che troveranno alcun finanziamento, A parte il costo dei 150 aggeggi al km, l’energia prodotta sarebbe a scapito del treno, cioé ci vorrebbe più energia a fare avanzare il treno. E’ come quando in autostrada ci supera un tir o un pulman avvertiamo una brusca decelerazione che cessa quando il pulman ci ha superato.
    L’energia non si crea dal nulla. La macchina del moto perpetuo non é stata ancora inventata, “sfruttare lo spostamento d’aria prodotto dai treni per fare girare una turbina” significa dovere spingere “di più”

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