Passa il federalismo municipale e il premier sfoggia il fazzoletto verde leghista, buon compleanno Italia!

Così Berlusconi ha svenduto la dignità italiana

Diciamoci la verità: quanti di voi sono riusciti a scandalizzarsi, a provare un innaturale schifo nel vedere Silvio Berlusconi con il fazzoletto verde? Per il sottoscritto non servirebbe rivedere le foto delle gentili signore a casa Elkann, delle amiche di Marrazzo o delle scolarette di Arcore per poter arrivare a tanta vergogna. Vergogna, sì; vergogna nel vedere vessilli di un partito chiaramente secessionista sventolati nel Parlamento italiano come se ci si trovasse in una Curva Nord dell’Olimpico di Roma qualunque. Non solo, il famigerato fazzoletto verde che ogni buon leghista porta sempre all’occhiello, specie se ministro, ce l’aveva addosso il Presidente del Consiglio, a 150 anni dall’Unità d’Italia. Di questi tempi 150 anni fa i patrioti italiani, stavano ancora combattendo le forze borboniche nel sud e già si erano svolte le elezioni per il Parlamento del Regno d’Italia, Parlamento che oggi ha visto inneggiare il vessillo verde dei secessionisti padani. Nulla di così scandaloso se fosse stata mano leghista, come già si era visto in passato, come siamo abituati appunto dai ministri del Carroccio, è però inaccettabile che sia il Premier di noi tutti a dare sfoggio di questo simbolo, così stridente in questo particolare anno, che ha già risaltato scarso patriottismo e scarsa unità nazionale in un anno così importante, come il caso della decisione del Consiglio regionale lombardo.

Il federalismo municipale doveva passare “o sennò cade il governo” aveva tuonato Maroni. E Silvio, già baciamano del colonnello Gheddafi, non ha voluto risparmiare a noi Italiani, con la I maiuscola, l’onta e l’umiliazione di mettersi all’occhiello il fazzoletto verde, di darci questo ulteriore schiaffo morale. Proviamo a immaginarci Zapatero con il vessillo di Euskadi ta Askatasuna all’occhiello… Questo è il prezzo che un italiano, al suo centocinquantesimo compleanno, deve pagare per far sì che il suo Presidente del Consiglio rimanga in vita.

La cosa negativa è che ormai è certo che la politica italiana sia imperniata sulla Lega Nord, come se avesse sostituito quella che era la Democrazia Cristiana nel ruolo di partito centrale, anche se la Dc era d’ispirazione centrista e non xenofoba e secessionista; perché se Sparta fa cose inconsulte, Atene sorpassa a destra.Sto parlando del segretario del Pd Bersani, che avrebbe fatto vo,entieri il federalismo con la Lega qualora avesse fatto saltare il governo. Il senatùr però non è pirla (cit.) e sa stare con chi garantisce per lui, assommando però un consenso politico e una legittimazione non di poco conto.

Noi italiani oggi abbiamo festeggiato questo, lo svilimento più che totale della nostra patria, della nostra unità, in barba a Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso Conte di Cavour e tutti gli altri patrioti del Risorgimento. Abbiamo visto spendere la nostra dignità per mantenere in vita un governo del (non)fare, troppo concentrato a risolvere le scaramucce giudiziarie di Berlusconi per legiferare, per interessarsi dei problemi reali del paese. A questo è valso il sacrificio dei nostri avi e lo festeggiamo degnamente oggi; buon compleanno Italia.

Il forte si mesce col vino nemico;
Col novo signore rimane l’antico;
L’un popolo e l’altro sul collo vi sta.
Dividono i servi, dividon gli armenti;
Si posano insieme sui campi cruenti
D’un volgo disperso che nome non ha.

Commenta con il tuo account Facebook

Giorgio Pittella

Sono nato a Milano un anno e mezzo prima della caduta del Muro di Berlino, da genitori lucani portandomi nell sangue le diverse percezioni della penisola. Da sempre appassionato di politica, vengo insignito del titolo di "sindacalista" sin dalla quinta elementare e "comunista" sin dalle materne, quando le maestre scrutano preoccupate un mio disegno sui funerali di Berlinguer, con falce e martello ben in vista. Ho coniugato la mia passione con i miei studi, iscrivendomi alla Facoltà di Scienze Politiche di Milano, e scrivendo per Qds. Da sempre appassionato di giornalismo, specialmente quello d'inchiesta. Vedo calare drasticamente la mia media voti alle scuole medie dopo un articolo nel giornalino di classe in cui accusavo la prof. di religione di valutare secondo simpatie e antipatie, venendo così meno ai buoni principi cristiani. Tra le mie altre collaborazioni, ho scritto di politica per il sito web di una web-radio e ho scritto per un web-giornale universitario. Sono anche molto appassionato di storia, di filosofia, di arte e di musica e sfegatato tifoso juventino

29 commenti

  1. più che un compleanno a sembra il funerale per l ‘unita d’ Italia . Anche se personalmente credo che questo paese non e’ stato e non Sara mai veramente unito

  2. “Li perdono perchè non sanno quello che dicono” ha dichiarato qualche giorno fa

  3. non ho messo l’accento su “perdono” volutamente

  4. Il grande “Enrico” si starà a rivoltare nella tomba!!!!!!!!!!. (Ahi! Serva Italia di dolore ostello, non gente di provincia ma…)….

  5. LA SUA DIGNITA’ NON SA NEMMENO COSè PERCIO’ SVENDERE ANCHE QUELLA DELL’ITALIA NON GLI è CERTO COSTATO NIENTE

  6. Berlusconi e dignità non potranno mai coesistere nella stessa frase.

Lascia un Commento