Se son “Rosy” fioriranno….

Nella infinita “guerra al massacro” che affligge da anni il centrosinistra italiano e il Pd in particolare, ecco arrivare in soccorso di Berlusconi un po’ di polemiche sterili, tanto per non perdere l’abitudine. Accade infatti che da chi meno te lo aspetti (Nichi Vendola), e nel momento in cui in piena bufera giudiziaria si pensa o auspicano  eventuali elezioni anticipate, spunta un nome “a sorpresa” che lascia i vertici democratici sbigottiti ed increduli. Nichi Vendola in una sua intervista individua come possibile futuro leader della coalizione proprio il nome del presidente del Partito democratico, tale Maria Rosaria Bindi, detta Rosy.

La Bindi, di colpo a pochi giorni dal suo sessantesimo compleanno e a meno di una settimana dalle numerose manifestazioni femminili, viene sostanzialmente “investita” dal segretario di Sinistra Ecologia e libertà come possibile leader, facendo quindi presumere un proprio passo indietro per la corsa a tale poltrona. Tutti stupiti vero??? Eh si… questa mossa di Vendola non se l’aspettava quasi nessuno, e se da un lato la stessa interessata ringrazia ma non si presta minimamente al “gioco”, ribadendo in modo fermo che esiste uno statuto e che il naturale candidato è Bersani, non mancano ovviamente i distinguo e le puntualizzazioni di tutti gli altri.

Il più netto a smarcarsi è Matteo Renzi, che in una intervista a “La Repubblica” afferma: “Rosy Bindi leader? Beh, se giochiamo per perdere può andare bene. Ma se tanto il centro sinistra volesse vincere… Possibile che non si esca mai da questa visione decoubertiniana, per cui basta sempre e solo partecipare?”. E ancora, prosegue: “ha già fatto cinque legislature nel parlamento italiano più una in quello europeo…ecc…”.

Per altre ragioni si schierano contro di lei Veltroni ed i suoi uomini, convinti che il “lodo Vendola” di cercare un leader a settimana copra di ridicolo il Pd. Peccato che i cosiddetti “mo-dem”, rimanendo sul tema delle ridicolezze stanno dimenticando le conseguenze del loro tragicomico “ma-anchismo”. Già, è proprio grazie al loro “capolavoro” di nomine nelle liste bloccate alle ultime elezioni che con i voti degli elettori di centrosinistra ora siedono in parlamento una serie di personaggi che niente avevano a che spartire con il Pd come Calearo, Serra e la Binetti solo per citarne alcuni e fingendo di dimenticarci Rutelli e i suoi amici.

Ma ritorniamo a Rosy Bindi. Chi la vorrebbe come possibile futuro presidente del consiglio sono soprattutto gli esponenti dei partiti alleati, ed in particolare oltre a Vendola hanno espresso un giudizio positivo sia Donadi dell’Idv, sia Ferrero di Rifondazione Comunista. A questi va poi aggiunto l’endorsement, o meglio la “benedizione” di Romano Prodi che da sempre  ha dimostrato grande stima nei suoi confronti.

E gli elettori? O meglio, i possibili simpatizzanti di centrosinistra che ne pensano? Al momento sono on line alcuni sondaggi che dimostrano che nonostante si tratti di una figura politica con una lunga storia alle spalle, la “novità” Bindi sta attirando il favore di molte persone (in media 7 su 10), che evidentemente la pensano in modo diverso dagli “strateghi” del Pd.

http://temi.repubblica.it/repubblica-sondaggio/?cmd=vedirisultati&pollId=2515

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-02-17/bindi-premier-piace-prodi-104212.shtml?sondaggi&uuid=Aaock08C

http://www.famigliacristiana.it/sondaggi/sondaggio/una-donna-primo-ministro-chi-sceglieresti_180211144903.aspx?show=stats

Ma perché proprio ora sta dilagando il “fenomeno Rosy”? La sua passionalità, il suo essere anti-diva, il suo essere per definizione una donna anti-berlusconiana la rende simpatica a molti elettori progressisti che non ne possono più del re del bunga-bunga.

Non è poi un caso che proprio la Bindi sia stata la più presa di mira con stupide battute dall’attuale pro-tempore (in attesa del 6 aprile) presidente del consiglio.

A questo elemento va aggiunto il suo essere cattolica ma un cattolicesimo adulto e non bigotto, un cattolicesimo che rispetta la laicità dello stato, tanto da essere stata una delle due promotrici dei cosiddetti di.co. (leggi alla voce unioni civili, poi in fretta abbandonati dalla coalizione dell’Unione per paura di far arrabbiare le potenti gerarchie ecclesiastiche).

Che dire poi del periodo del suo ministero della sanità del primo governo dell’Ulivo? Ha indubbiamente più volte mostrato coraggio come in occasione della riforma del servizio sanitario, ed inoltre è sempre stata apprezzata dalla sinistra, anche quella più radicale.

Ecco, detto ciò, magari a molti non piacerà ugualmente. Non è né giovane né carina come Giovanna Prestigiacomo o come Mara Carfagna. Non è un volto nuovo come Debora Serracchiani… lo sappiamo tutti, ma oggi forse potrebbe essere la carta vincente, anche perché (con buona pace di Renzi che vuole vincere), di carte vincenti ce ne sono poche in giro.

L’idea di farsi rappresentare da una donna è un’intuizione da non lasciar cadere nel vuoto. Lei nel rispetto del ruolo che sta ricoprendo continuerà a negare, continuerà con imbarazzo a declinare inviti che oggi non servono a niente se non a creare nuove polemiche.

Quando però sarà il momento giusto, sperando che non tardi ad arrivare vedremo cosa accadrà. Già… solo allora lo sapremo, e a quel punto “se son Rosy fioriranno”.

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alexbonini

33 anni; laureato in scienze politiche a Pisa, oggi lavora come impiegato, da sempre sostenitore del progetto ulivista e del Partito democratico inteso come superamento dei vecchi schieramenti e non semplicemente come sommatoria degli stessi. Ha appoggiato attivamente Ignazio Marino durante le primarie del 2009.

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