Anno nuovo, politica vecchia

L’anno è cominciato da appena una settimana e, con oggi, sono ufficialmente concluse le festività natalizie. Ma come ben si sa, la politica non dorme mai, neanche sotto le ferie. E già tanti sono i casi di questo 2011, tra cui annoverare i continuum con l’anno precedente. Vediamo i fatti rilevanti.

POLITICA ESTERA

Il 31 dicembre 2010 muore in uno scontro a fuoco Matteo Miotto, alpino in servizio in Afghanistan presso il Gulistan, nella provincia di Farah (al confine con la provincia di Helmand, prima produttrice di oppio nel mondo). La versione iniziale, battuta per giorni da ogni mezzo d’informazione, riferisce che il militare, di guardia su una torretta, è rimasto ferito mortalmente in seguito al colpo esploso da un cecchino. A una settimana dall’avvenimento, è polemica fra il Ministro della Difesa Ignazio La Russa e i vertici militari. Infatti, la versione corretta spiega come in realtà si sia sviluppato un vero e proprio conflitto a fuoco durante una battaglia, che ha visto i militari italiani assediati dai ribelli. Non è andata giù dalle parti di via XX settembre poiché, per vari giorni, non è fuoriuscita la versione reale dei fatti. Il ministro ha sbottato affermando che non avrebbe tollerato quel clima da “pillola indorata” che avrebbe caratterizzato l’esecutivo Prodi. Secca la replica del senatore Ignazio Marino, PD, che afferma che è impossibile che il ministro non sia stato informato per tempo. Più duro Leoluca Orlando, portavoce Idv che afferma: “sono gravissime la affermazioni del ministro La Russa. Affermare di essere stato informato tardi sulla dinamica della morte del nostro connazionale in Afghanistan, oltre che essere è un’accusa in stile scaricabarile verso l’intero corpo militare, è un’ammissione di colpa da parte dello stesso ministro. Le cose sono due: o i sottoposti di La Russa non considerano utile informare il ministro in circostanze cosi gravi e importanti oppure, cosa più probabile, La Russa ha un atteggiamento superficiale e mostra tutta la sua incompetenza su questioni cosi delicate. Poche idee ma confuse si potrebbe dire in quanto il ministro della Difesa ha già dato diverse versioni dell’accaduto.”

POLITICA INTERNA

La Lega Nord frena sul voto anticipato. Bossi infatti si fida delle promesse berlusconiane, che annoverano l’entrata di 10 deputati nella maggioranza, provenienti dalle file di Futuro e Libertà. E’ Silvano Moffa la garanzia, ex futurista, ora leader del gruppo dei responsabili che appoggia il governo. Fli, dal canto suo, smentisce seccamente Moffa, mentre l’Udc condanna la compravendita degli scranni parlamentari.

Nel frattempo il PD, già nel guado per la vicenda Mirafiori, sta valutando l’idea di “congelare” le primarie. La decisione potrebbe essere presa a causa dei continui scossoni nell’area di centrosinistra che seguono le dichiarazioni dei vari attori in gioco, causando, come ha illustrato il sociologo Ilvo Diamanti, incertezze e perplessità nell’elettorato di centrosinistra. La partita si chiuderà verosimilmente il 13 gennaio, quando i democrats si riuniranno in direzione nazionale per decidere che fare (e, si spera, un’eventuale linea in vista di un ormai lontano voto anticipato).

(MAL)COSTUME

In settimana, le principali testate televisive e giornalistiche hanno dedicato ampio spazio alle dichiarazioni di Berlusconi sui comunisti in cachemire e sul complotto dei PM nei suoi confronti. Il timalchionico cavaliere ha tenuto banco con questa affermazione antropologica mostrando la foto di Massimo D’Alema in vacanza a Saint Moritz, affermando che non sarà un maglioncino di cachemire a cambiare il cuore della gente. Si è poi lasciato andare alle solite invettive sul complotto della magistratura nella sua azione di governo. Infine ha dichiarato di non essere mai stato con donne di sinistra.

Inizia più o meno così l’anno, con una figura barbina in politica estera, riguardo la morte di un nostro soldato in Afghanistan, in cui il Ministro della Difesa non trova meglio da fare che attaccare i vertici militari e gettare ombre sul passato governo, come a voler insinuare una qual certo pressapochismo dei predecessori, dimenticando probabilmente che non è un’ottima pubblicità al paese. Si sa, lo scaricabarile è cinico: non importa chi colpisce, l’importante è scaricare. In politica interna l’anno comincia com’è finito: governo in pieno mercato, opposizioni allo sbando, e il vero dramma è che elezioni o no, non sembra affiorare una classe dirigente che possa far rialzare il paese dopo la crisi globale che ancora fa sentire i suoi effetti.

Su una cosa però possiamo stare tranquilli: i teoremi del complotto di Berlusconi ci seguiranno ancora a lungo, le sue pessime battute pure, e non finiranno presto le simpatiche trasmissioni televisive sui suoi show e l’immancabile clima da gossip cui Repubblica, Libero e il Giornale ci stanno abituando da qualche anno a questa parte. L’unico dubbio che lo scrittore si pone però è questo: se non è mai stato con donne di sinistra, vuol dire che le mignotte sono tutte di destra? A voi l’ardua sentenza. Buon anno a tutti!