Quell’epoca dei Robin Hood al contrario

L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art.41 Costituzione Italiana

C’era una volta un mondo in cui il significato di giustizia sociale aveva un significato importante, fondamentale. Un mondo in cui le persone venivano trattate con dignità.

C’era una volta, cosi iniziano le favole. Le favole, appunto. E le favole, per ora, non sono la realtà.

La data che mi ha portato a questa, seppur amara riflessione, è quella del 7 Dicembre 2016, giorno in cui la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento di un lavoratore motivato dall’azienda con l’intento di realizzare “una organizzazione più conveniente per un incremento del profitto. In altre parole, un operaio o un qualunque altro lavoratore di un’azienda può essere licenziato non solo in presenza di difficoltà economiche, ma anche semplicemente se l’azienda dispone una riorganizzazione volta ad aumentare i propri profitti.

Allora io mi chiedo, in che società viviamo? Che società è quella che mette il profitto davanti alla vita umana? Dov’è finita l’umanità? È evidente che ci troviamo di fronte ad una società che fa del denaro, dell’accumulo compulsivo e dell’arrivismo i propri capisaldi ideali e che ci sta portando a credere che viviamo per lavorare. Ma non è così. Si lavora per vivere. PER VIVERE.

E non crediate che io sia troppo drastico, no. È ora di rendersene conto, è ora di aprire gli occhi e di reagire. La forbice tra ricchi e poveri si sta allargando. Pochi hanno sempre di più, e tanti hanno sempre meno. Violenza è chi possiede case di lusso accanto a chi non ha nemmeno un tetto sotto cui passare l’inverno. E non lo dico io, lo diceva già Salvador Allende. In Cile. Nel 1970.

La sentenza della Corte di Cassazione è una conseguenza preoccupante di questa visione che mette sempre al primo posto il profitto a qualunque costo. Imprenditori che vogliono sempre di più, togliendo quel poco a chi poco ha. Siamo nell’epoca dei Robin Hood al contrario. Andiamo verso una disumanizzazione dilagante del lavoro, una nuova contrapposizione tra sfruttati e sfruttatori. Nuova perché è diventata molto più sottile: ‘Ridotti a star male, ma non alla fame’, leggevo su un muro a Bologna.

Non possiamo tacere davanti a una società come quella in cui viviamo e di cui sentenze come quella della Corte di Cassazione sono una manifestazione lampante, per altro in evidente contrasto con la Costituzione di questo Paese. Non possiamo più stare fermi, perché ci sono libertà e garanzie democratiche, conquistate con il sacrificio di grandi uomini, che richiedono coraggio e forza per difenderle.

C’era una volta, cosi iniziano le favole. Ci sarà una volta, cosi inizia la nostra realtà.

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Antonino Roseto

43 commenti

  1. Molto bello il quadro del pittore Pelizza

  2. Comunque mi sorprende lo stupore per questa sentenza, almeno lo stupore dei tecnici del diritto. Era principio consolidato che il giudice non potesse mettere il naso nelle scelte imprenditoriali del datore di lavoro e la sentenza conferma e basta questo orientamento.
    Al massimo questa è una di quelle sentenze rivelatrici del sistema giuridico in cui viviamo: siamo in un’economia di mercato e non esiste il “capitalismo dal volto umano”. Il lavoratore è parte dell’ingranaggio aziendale, esattamente come un computer o un tornio: se non produce, va sostituito.

  3. per me non è qualcosa di sinistra ma di vera assoluta democrazia !! specialmente con gli esempi attuali dei nostri tempi !!

  4. A me, questa sentenza sembra anticostituzionale. Nel senso che, se la Costituzione italiana stabilisce il diritto al lavoro per ciascun cittadino, come si può stabilire per sentenza che il diritto dell’azienda ad incrementare il proprio profutto è giuridicamente superiore al diritto di mantenere il posto di lavoro per un suo dipendente, tanto da poterlo licenziare ?

  5. Non esiste capitalismo dal volto umano, è una contraddizione. Capitalismo è uguale a sfruttamento e profitto sulla pelle di chi lavora, non ne esiste un altro.

  6. I padri costituzionali si rivolteranno una volta di più nella tomba

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