Mélenchon ridà speranza a tutta la Sinistra europea

Jean-Luc Mélenchon, segretario de “La France Insoumise” (la Francia indomita), manca il ballottaggio per poche centinaia di migliaia di voti, ma raggiunge un risultato straordinario che è d’esempio per tutta la Sinistra europea.

Un passato da giornalista, una vita nel partito Socialista di François Mitterrand, Mélenchon nel 2008 abbandona il partito dopo l’elezione di Nicolas Sarkozy, accusandolo di sostenere una linea troppo moderata e poco coraggiosa. Fonda quindi “La Gauche” (La Sinistra), partito i cui punti fondanti sono la tutela ambientale e la critica al sistema economico e sociale capitalista; nel 2016, in vista della sua candidatura alle presidenziali del 2017, fonda “La France Insoumise”, con cui raggiunge un risultato oltre le previsioni.

Mélenchon primo tra i 18-34enni e i sobborghi popolari

Il risultato di Mélenchon non è straordinario solo perché per poco ha mancato il ballottaggio, tallonando col suo 22% (pari a oltre 7 milioni e 700mila voti) Marine Le Pen (che va al ballottaggio col 23,1% e 8 milioni e 100 mila voti). Il leader “estremista” (come si sono affrettati a definirlo i media italiani) è risultato il più votato tra i 18-24enni (34%) e i 25-34enni (31%), quindi tra i cosiddetti Millennials e Gen Z. A questo si aggiunge una performance straordinaria in circoscrizioni che cinque anni fa erano andate alla destra estrema, riportando quindi a sinistra il voto operaio e popolare perso progressivamente dai socialisti negli anni. La dimostrazione che con un programma chiaro e non ambiguo la Sinistra può tornare a vincere in tutta Europa, rappresentando le categorie più colpite dalla crisi economica e sociale del capitalismo occidentale. 

Senza divisioni, la Sinistra avrebbe vinto

Il risultato ottenuto da Mélenchon rappresenta senza dubbio una notizia confortante per la sinistra francese ed europea. La lezione però è sempre la stessa: se i partiti a sinistra non fossero andati in ordine sparso, oggi saremmo qui a commentare un altro ballottaggio e un ben altro risultato storico.

Oltre a Mélenchon, anche il comunista Fabien Roussel (2,3%) e la socialista Anne Hidalgo (1,8%) erano in corsa per la presidenza. A loro si è aggiunto il candidato dei Verdi, Yannick Jadot (4,6%): l’insieme dei voti raccolti da questi candidati avrebbe consentito al candidato più popolare, Mélenchon, di andare al ballottaggio con una percentuale superiore a quella raccolta da Emmanuel Macron (che ha raccolto il 27,8%). E se è pur vero che non è detto che tutti i voti raccolti ieri dai tre candidati sarebbero finito al leader de “La France Insoumise”, ci sarebbe stata un’altissima probabilità di un ballottaggio non tutto a destra come quello uscito dalle urne.

Macron VS Le Pen: un derby a destra

Prendendo comunque atto del buon risultato di Mélenchon, non si può nascondere la preoccupazione per quanto concerne il prossimo ballottaggio. Emmanuel Macron ha ormai abbandonato la sua linea moderata e liberale adottata alle scorse elezioni e si può considerare uno degli esponenti di spicco del liberismo europeo. Il suo partito ha inoltre espresso linee molto conservatrici sui diritti civili, integrando personalità di spicco dal tradizionale partito di destra conservatrice Francese, Les Républicains.

Marine Le Pen, invece, non ha bisogno di presentazioni. Amica di Salvini, Meloni, Orban, Putin, integrata perfettamente nella deriva neo-fascista e nazionalista rappresentata dalla destra sociale in Europa e nel mondo. Una sua eventuale elezione rappresenterebbe l’inizio di una stagione molto dura per la vita politica e sociale europea, considerando anche la terribile situazione dovuta alla guerra in Ucraina. Anche per questo Mélenchon è stato molto chiaro: nessun voto dei suoi elettori deve andare a Marine Le Pen. Un concetto semplice, chiaro, sacrosanto.

Mélenchon lo dimostra: in Europa il futuro è a Sinistra

Nonostante il mancato approdo al ballottaggio, Mélenchon oggi dispone di una base su cui lavorare e su cui costruire la lotta del futuro, non solo in Francia, ma anche in Europa. Ha donato entusiasmo ai giovani e alle giovani, ai lavoratori e alle lavoratrici, alle ambientaliste ed ambientalisti francesi e non solo. Mélenchon ha dato speranza. E cos’è la sinistra se non speranza, per un mondo diverso, per un futuro migliore? Non ci resta che dire: félicitations camarade Mélenchon.