Storico discorso di Abu Mazen all'ONU. Ma da Obama a Netanyahu c'è un coro unanime che dichiara incompetente l'ONU sulla questione. Eppure è qui, nel 1947, che è iniziato tutto. Ed è lì che dovrà finire. L'Occidente non può lavarsi le mani e mancare l'appuntamento con la storia.

All’Onu è iniziato e all’Onu deve finire

Mettete caso che domattina si presenti alla vostra porta di casa un tale che sostenga che un suo antico antenato abitava il suolo dove ora sorge la vostra casa e, siccome lui è rimasto senza per drammatiche vicende personali, rivendichi il diritto di proprietà di casa vostra. Le reazioni sono due: o gli sbattete la porta in faccia o chiamate i carabinieri. Mettete in conto però che arrivino i carabinieri e dicano che l’ONU abbia sancito il diritto di questo signore ad espropriarvi de facto casa vostra. Voi che fate? Lasciate la casa che ha costruito vostro nonno senza fiatare perché l’ONU ha detto che non è più casa vostra? Ovviamente no.

Certo, la questione palestinese non può essere ridotta in termini così semplicistici, ma se ci pensate, il principio applicato dall’ONU nel lontano 1947 è stato lo stesso: dopo quasi mezzo secolo di migrazione (cfr Herzl, Sionismo) gli Ebrei da 23mila passarono a diventare un terzo della popolazione palestinese (pur possedendo appena il 7% del territorio complessivo contro il 50% degli arabi) e la soluzione adottata fu espropriare gli arabi dei territori che fino ad allora avevano abitato. Le nazioni arabe fecero ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia, sostenendo la non competenza dell’assemblea delle Nazioni Unite nel decidere la ripartizione di un territorio andando contro la volontà della maggioranza dei suoi residenti, ma il ricorso fu respinto.

Dunque, se l’ONU fu dichiarata competente nel originare la questione palestinese, non si capisce come non possa essere competente nel risolverla: alla fine cosa chiedono i Palestinesi? Che sia affermato il principio di autodeterminazione dei popoli tanto caro agli Occidentali: perché mai i palestinesi non possono diventare uno Stato riconosciuto? Perché altrimenti Israele e il suo fascistoide premier si alterano? Ce ne faremo una ragione.

O forse ci siamo già dimenticati cosa fanno gli Israeliani ai Palestinesi (o Vittorio Arrigoni con i suoi video non ha insegnato nulla?). Quando è morto qualche “riformista” ha detto che “visto? dalla parte sbagliata si muore“. Ecco, chi ha detto che è sbagliata? I media, gli Usa, l’Onu? Possiamo anche aver sbagliato noi. Per esempio, decidendo di arbitrio che quelle terre, basandosi su un testo sacro solo per una delle due parti in campo, era degli Ebrei e non degli Arabi.

Senza notare che gli Ebrei che vivevano in Palestina vivevano perfettamente integrati con la cultura e le usanze del tempo (era l’Occidente che perseguitava gli Ebrei, non il mondo arabo). Millenni di storia ci hanno ben insegnato che gli intolleranti sono sempre stati i cristiani: caccia alle streghe, ghetti per gli ebrei, Santa Inquisizione, ce li siamo forse dimenticati? E il ruolo della donna nella Chiesa Cattolica, che non può recitare messa ed è sottomessa all’uomo, con un Santo Padre che a volte si crede il Padre Eterno? (copyright Don Gallo)

Gli Occidentali, per lavarsi la coscienza di fronte a quello che Hitler aveva fatto (con il benestare di Francia e Gran Bretagna, perché in fondo teneva a bada Stalin), hanno ben deciso di far pagare i costi della riparazione a chi per millenni, dopo la famosa diaspora (sempre provocata dagli Occidentali), aveva abitato quelle terre e le aveva fatte evolvere culturalmente.

Siccome la colpa è nostra (non degli Ebrei, non degli Arabi), possiamo lavarcene le mani ancora una volta? No, non si può più rinviare. All’Onu tutto questo è iniziato e all’Onu tutto questo deve finire.

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About Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

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19 comments

  1. Maria Vitolo attraverso Facebook

    finisce il tutto come la lega delle nazioni….

  2. è noi kè centriamo abbia gia un sacco di problemi a mantenere l’invasione africana ?????????????????’

  3. io sono d’accordo per uno stato Palestinese anzi, se ci fosse un signore americano che, invece di andare a Berlino sarebbe andato a Gerusalemme Est avrebbe detto sicuramente

  4. purtroppo anche questa volta l’onu sara incompetente perche non ha autonomia ,,,,,,,,gli ameicani stanno soffocando tutti le stati di non riconoscere la palestina e li minaccia di tagliare gli aiuti se non abediscono questa le realta dei fatti .pero deve finire infatti questa storia da qui finira pure la vera ragioni di questo cosidetto terrorismo

  5. palestina, stato che deve eesere riconosciuto per la sicurezza di tutti…….è un diritto negato a quella popolazione…..

  6. Alla fine gli americani e gli israeliani si somigliano, quello che i coloni bianchi d’america hanno fatto agli indiani i coloni di israele lo stanno facendo ai palestinesi, ma non sempre la storia deve andare nello stesso modo. Gli indiani sono stati chiusi nelle riserve i palestinesi hanno diritto ad un vero stato libero democratico e indipendente

  7. Luigi Negro attraverso Facebook

    Non c’è la minima possibilità di risolvere la questione all’ONU e, se è vero che è cominciata lì, è vero anche che tutta la cosa fu fatta malissimo. L’ONU è la principale responsabile dell’annoso conflitto, per non essere stata capace di preparare un evento così traumatico, per aver chiuso gli occhi sulla deportazione in massa di palestinesi, nel ’48; per aver chiuso gli occhi

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