Chi ha paura di Mattia Calise?

Ohibò, e chi lo avrebbe mai detto. Uno fa di tutto per cercare di parlare di contenuti e programmi, ma soprattutto di idee e ideali nella campagna elettorale del ballottaggio, e fanno di tutto per boicottarlo. E dire che Milano dovrebbe essere la sfida più importante, ma evidentemente qualcuno preferisce che si parli del niente, per radicalizzare ancora di più lo scontro e sperare in qualche altra zappata sui piedi della Moratti per vincere le elezioni.

O magari pensa di convincere gli elettori ad andare a votare con gli aperitivi, coi volantinaggi durante gli aperitivi, magari nei locali alla moda della città, fare armoniose rimpatriate a discutere del nulla con persone dall’età media di 70 anni, lasciando alla libera creatività dei giovani di arrangiarsi per i fatti loro a fare iniziative a favore di Pisapia. Chissà.

Sta di fatto che chi è Presidente di un’Associazione che porta il nome di Enrico Berlinguer e ha sostenitori e iscritti persino in Australia, che è abituato a lavorare sulla Rete senza soldi, ma può contare su oltre 178.000 persone che leggono gli articoli di Qualcosa di Sinistra, partecipano, inviano materiale su Enrico, si organizzano sul territorio, e che a Milano può raggiungere con due click oltre 30.000 persone (e a Roma il doppio), sinceramente del supporto dei partiti se ne frega. Se vogliono partecipare alle nostre iniziative, sono i benvenuti. Tutti sono i benvenuti.

Sinceramente però che cerchino di boicottare le nostre iniziative lo trovo inaccettabile. I nomi e i cognomi li farò dopo il ballottaggio (sia che si vinca, sia che si perda, perché è vero che ho promesso di rimanere zitto fino al 30 maggio, ma ora mi sono veramente rotto le scatole).

Di una cosa sono certo, però: non è insultando i “grillini” che si può sperare di ottenere i loro voti al ballottaggio. Non è dicendo che “i grillini sono pericolosi, non bisogna parlarci”, o che “bisogna boicottare Calise, non devi dargli visibilità”, che si può pretendere di parlarci. Perché se uno mi insulta ancora prima di conoscermi, io a priori non ci parlo.

Addirittura qualcuno dei trinariciuti di partito che volevano impedirci di fare l’iniziativa giovedì 26, alla Libreria del Mondo Offeso, sul tema “Milano Ideale – Idee e Ideali per far ripartire Milano”, ci è venuto a dire che “per correttezza dovevamo informare il comitato centrale”. Ah sì? E quale? Ma il Pci non è morto 20 anni fa, seppellito dalla Svolta della Bolognina? E Botteghe Oscure non era stata svenduta agli Angelini dai DS per fare cassa, tanto che ora c’è la sede del Riformista? A chi avrei dovuto intestare la raccomandata, a Emanuele Macaluso?

Questi non sono politici, sono politicanti da quattro soldi. Vogliono i voti del Movimento 5 Stelle, ma non ci hanno parlato mai direttamente. Salvo poi lamentarsi perché “Grillo ci frega i voti e fa vincere la Destra”. E che pretendi, se non provi nemmeno a parlarci con “i grillini”?

A me sinceramente del ballottaggio non me ne può fregar di meno, i giochi sono oramai fatti. Mi interessa il futuro, anche nell’eventualità in cui perdessimo. Giovedì parliamo anche di questo, ma soprattutto con “i grillini” ci parleremo faccia a faccia, confrontandoci sui contenuti, sui valori, sulle idee, sugli ideali.

Dalle parti dei benpensanti dicono che non si può parlare con nessuno del Movimento 5 Stelle, anche perché Grillo insulta, è qualunquista e chi ne ha più ne metta. Grillo imposta la questione in un modo che a me non piace, e l’ho anche scritto in una lettera aperta che ha fatto il giro della rete e delle redazioni dei giornali.

Ma, per esempio, parlare con Mattia Calise è un piacere continuo: non parli del nulla, ma ti confronti sui contenuti, metti a confronto due visioni, che se poi non ti fermi alla superficie vedi che non sono poi tanto differenti, varia il modo con cui portarle avanti, ma gli obiettivi forse sono gli stessi.

Ebbene, giovedì ci confronteremo sui contenuti, pensando al futuro (soprattutto ai referendum, a cui nessuno pensa). Certo è che chi cerca di boicottare un’iniziativa volta a dialogare con il Movimento 5 Stelle o è un idiota o è in mala fede. O tutte e due le cose.

P.S. Vi aspettiamo giovedì, ci sarà anche la diretta web e potete fare le domande che volete a Calise e al Movimento 5 Stelle direttamente dal blog.

26 commenti su “Chi ha paura di Mattia Calise?”

  1. Il dialogo fa sempre bene ma Rispondo a chi parla di esperienza: chi ha scritto la nostra costituzione erano giovani! Senza esperienza e tutti oggi conosciamo il valore di questi giovani senza esperienza!

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